giovedì 31 luglio 2014

Il maiale...non è solo sinonimo di prosciutto, anzi è un intero mondo da scoprire


Il maiale è un animale, che, lontano dai soliti stereotipi che lo accompagnano, può, invece, regalare tantissime sorprese a noi tutti.
Infatti, grazie alle sue innate e spiccate capacità comunicative, quest'animale è un compagno di vita eccezionale, capace di convivere anche insieme a cani e gatti e di correre incontro al suo padrone, quando si riunisce a lui dopo una giornata di assenza.

Anzi, se proprio vogliamo puntualizzare, è bene ricordare che il maiale soffre molto di solitudine, per cui ha bisogno di una presenza costante accanto a sé.

Fino a settemila anni fa circa, il suo antenato, un cinghiale addomesticato, poi, con il passare del tempo, si nutriva esclusivamente di tuberi e radici, un cibo di cui i suini sono particolarmente ghiotti anche oggi.
Il suo grugno, infatti, agisce come una specie di rilevatore, che, grazie alle numerose terminazioni nervose presenti sulla sua superficie, è in grado sia di comunicare con il mondo circostante (così. ad esempio, la scrofa usa proprio il grugno per insegnare ai figli cosa fare o non fare), sia anche di scoprire i luoghi migliori per cibarsi.

E qui, dunque, possiamo sfatare un altro mito, che vuole il maiale tendenzialmente onnivoro, mentre nella realtà questo è un animale che si adatta a mangiare tutto, ma che predilige, quali nutrienti per la propria dieta, frutta e verdura. In particolare, i suini sono ghiotti di banane, meloni e mele.

Se vengono allevati in famiglia, nel caso particolare dei maialini vietnamiti, è bene non eccedere mai con l'alimentazione, perché questi animali tendono ad ingrassare, per cui bisogna prediligere sempre fibre e vegetali, al posto dei cereali.


Un'altra leggenda metropolitana, che qui si vuole cancellare, è quella che associa il maiale allo sporco. I maiali sono animali che amano la pulizia, tanto da tenere sempre separati zona deiezioni e zona ristoro (alimentazione e sonno), anche quando si trovano rinchiusi in allevamenti intensivi e in gabbie anguste.

Questi animali amano giocare, come amano stare in compagnia dei loro amici umani. Imparano velocemente a rispondere se vengono chiamati e, quando sono particolarmente felici e rilassati, tendono a sdraiarsi sul dorso, per farsi accarezzare la pancia, e a scodinzolare. Proprio come siamo abituati a fare con i nostri amici cani o gatti, nel momento in cui li coccoliamo, così avviene anche con i suini: rispondono alle nostre attenzioni con grande partecipazione emotiva e affettiva.

Inoltre, i maiali "chiacchierano" molto. Per loro emettere suoni equivale esattamente al nostro parlare, confrontarci, comunicare, raccontarsi, condividere. Così è difficile non accorgersi della loro presenza, quando sono liberi di muoversi in un ambiente accogliente e familiare.

Versi che ricordano un pò dei gorgoglii, ma che possono trasformarsi in urla strazianti, quando i maiali sono rinchiusi nei macelli, in attesa del loro turno di eliminazione. Durante il mio tirocinio a medicina veterinaria mi è capitato due volte di dover andare in un macello e là ho incontrato l'orrore: ho visto scene strazianti, ho sentito grida, che non riesco ancora dopo quasi 20 anni a cancellare, ho vissuto brividi e un forte senso di impotenza di fronte a vite e colori, calore ed energia che dopo solo qualche attimo si trasformavano in freddo e gelo. Quel freddo e gelo che solo la morte sa donare, senza possibilità di appello.
- Un macello tra i tanti del nostro Paese - 


Spesso si parla della "naturalità dell'essere onnivoro dell'uomo". Ecco a me non interessa discutere qui di questo, ossia se l'uomo sia tendenzialmente onnivoro piuttosto che vegetariano o vegano, perchè ognuno segue la propria etica esistenziale, mentre è per me importante testimoniare che, a mio avviso, non è naturale questo modo di sfruttare gli animali, non è naturale questa prosopopea di pensare di essere proprietari di tutto, di poterne disporre sempre e comunque a proprio piacimento. Perché odiare la vita non è poi così naturale. Pensare che la vita di qualcuno sia più valevole di quella di qualcun altro non è altrettanto naturale.

E se continuiamo a distruggere tutto ciò che abbiamo intorno, in nome di un progresso e di un benessere effimero, di un surplus materiale, che poco o nulla lascia alla nostra vera umanità, allora di naturale davvero non rimarrà più niente! Non perdiamo la poesia del calore di una vita, in cambio di un primo posto nella gara del chi più si accaparra più è felice.