lunedì 7 luglio 2014

Una domenica al Baubeach: un mare di emozioni

Baubeach - Maccarese

Sono le 8.00 del mattino quando arriviamo in una spiaggia ancora deserta e silenziosa. All'ingresso ci accolgono per la registrazione dei nostri amici a quattro zampe e, mentre riempiamo carte con nomi e date varie, mi guardo intorno. Qui è tutto colorato, mette allegria. Il Baubeach è proprio un mondo a parte...Il nuovo laghetto che hanno avvicinato all'ingresso della reception con il suo ponticello di legno, mi fa pensare a qualcosa di esotico...anzi forse no. Direi piuttosto a qualcosa di più naturale rispetto alle solite spiagge piene di musica assordante, ombrelloni tutti uguali e piantati nella sabbia con un rigore quasi geometrico, per dare l'idea di perfezione che tanto piace ormai, e alla quale sembra sia impossibile rinunciare...

Tempo trenta minuti e la spiaggia acquista i suoi colori. Chiazze di marrone, di bianco e nero, di grigio e di molti altri colori iniziano a correre qua e là sull'arenile, felici di tanta libertà. Code festanti e orecchie dritte, mentre i loro amici a due zampe li osservano e si divertono a giocare con loro.
I primi ombrelloni iniziano a spuntare in ordine sparso e del tutto "impreciso". E anche i lettini sembrano seguire lo stesso iter casuale, un iter che trovo assolutamente unico e affascinante. Non c'è un lettino uguale all'altro, non un logo simile a quello del vicino.
Qui non c'è bisogno di essere tutti uguali, anzi qui la forza sta proprio nella diversità. Al posto degli umani, i protagonisti per una volta sono, dunque, i cani. Tantissimi cani, alcuni di razza, ma ci sono soprattutto meticci salvati da qualche canile o rifugio. Li riconosci immediatamente tra gli altri. Corrono, saltano, abbaiano, invitano continuamente i propri padroni a giocare con loro.
La testa dondola ora a destra, ora a sinistra, mentre ascoltano attenti discorsi, dei quali probabilmente non capiscono gran che, ma finalmente c'è qualcuno che parla loro, senza urlare, senza picchiarli, senza minacciarli e questa è l'unica cosa che conta. C'è qualcuno che non li tiene legati ad una catena, ma li lascia correre liberi, rimanendo là...ogni volta che si girano a guardare quell'umano davvero non si è volatizzato, come già accaduto una volta.
Alcuni sono più timidi, altri più intraprendenti, ma nel loro sguardo - per chi sa leggerlo e ha voglia di farlo - compare a momenti un lampo di luce, che li richiama al passato e rende ancora più intenso il presente. Li osservo e continuo a pensare che solo chi ha abitato l'inferno, può riconoscere il paradiso quando lo incontra. E loro lo stanno scoprendo ora....

E osservo i miei due cani e mi meraviglio ancora una volta nel tentare di comprendere come possano stare nella loro doppia vita. Un tempo prigionieri di un canile lager - che prima o poi voglio proprio andare a vedere - e ora qui, amati e coccolati. Arrivati a distanza di 4 anni uno dall'altra, diversi, ma con quello sguardo terrorizzato iniziale, che mi ha permesso di amare immediatamente Trilly, riconoscendo in lei lo stesso terrore puro che aveva Speed 4 anni fa...
A volte quando dormono si lamentano, sobbalzano e mi chiedo sempre se stiano sognando del tempo andato. Non importa, tanto ormai la vita è altro...

Ecco qui su questa spiaggia è davvero altro. Le persone che hanno dei cani spesso sono vessate da condomini o vicini o semplici passanti, per i quali gli animali sono fastidiosi e basta (i  miei vicini, ad esempio, sentono il cane che abbaia, ma non sono infastiditi dalla trivella, che da circa un mese sfonda e ripara l'asfalto stradale causando un rumore infernale. Sono anche infastiditi dai piccioni e dai gabbiani, ma non vedono i cumuli di spazzatura vicino ai cassonetti, che richiamano questi uccelli). Quindi sono esse stesse, in qualche modo, dei soggetti discriminati. Qui, invece, no. Per una giornata sembra di poter tornare a vivere come all'inizio dell'universo: umani e animali insieme, stessi diritti e doveri nel condividere il pianeta e nulla più...
Uomini animalizzati, che giocano al pari di un cane, e cani umanizzati, che dormono sdraiati sui lettini, vicino ai loro amici umani.
Nessuno litiga con nessuno. Questo posto è un'ottima palestra per l'esercizio della tolleranza...diversità vuol dire arricchimento, non solo stereotipi, che mettono un freno alla possibilità di incontrare gli altri.
La domenica vola. In questo turbinio di emozioni e di pensieri, il mare fa da sfondo e mi aiuta, come sempre, a disperdermi con la mente tra le sue onde.
L'ora del tramonto arriva in fretta. Doccia veloce ai canetti e subito in macchina. Il motore non ha neppure tempo di far sentire la sua voce che dal sedile posteriore due paia di occhi lanciano l'ultimo sguardo e poi immediatamente si chiudono, facendo scivolare Speed e Trilly in un mondo incantato. Chissà se davvero è questo il paradiso. Se non lo è, comunque è qualcosa di molto vicino. E, così, finalmente si può riposare, in attesa di tornare a casa.