lunedì 4 agosto 2014

Angora....un altro angolo di armadio intriso di sangue e di dolore

- Lei è Macchia, adottata dall'Associazione Amiconiglio, insieme a
Soffio, che viene, invece, dall'Associazione Angeli a 4 zampe



Maglioni di angora dai tenui colori pastello..caldissimi e invitanti...si modellano sul nostro corpo e ci proteggono dalle intemperie. Pellicce soffici rendono le nostre giacche invernali più glamour. Guarnizioni per i guanti, fanno sì che questi accessori siano ottimi regali di Natale per grandi e piccini.

Da bambini ci raccontavano, che l'angora si otteneva dalla tosatura dei conigli, una procedura del tutto naturale, fatta quando il pelo diveniva eccessivo, adirittura a beneficio dell'animale. Poi inevitabilmente si cresce e alle favole non si crede più. Così ci si documenta e si scopre che la verità è ben altra e ben più atroce.

Infatti, per ottenere la pregiata lana, che prima ancora di essere un nostro maglione o la guarnizione della nostra giacca è, però, la pelliccia di un essere vivente, qualcosa di adeso alla sua pelle, i conigli subiscono torture di ogni genere, così come documentato nel passato dalla Peta con un video sconvolgente, dalle immagini cruente e forti, che riportiamo di seguito (https://www.youtube.com/watch?v=PtAFHyXS31M), ma che consigliamo di vedere solo a chi è pronto a farlo

Le fabbriche, che sono nel video, si trovano in Cina, nelle province di Shandong e di Jiangsu. E, proprio da questo Paese proviene il 90% di pellicce d'angora presenti sul mercato internazionale.

Lo scenario è quello tipico di ogni allevamento intensivo, di ogni fabbrica della morte che l'uomo sempre più sembra si stia specializzando a edificare. Qui i conigli sono rinchiusi in spazi angusti, dai quali escono, all'incirca ogni tre mesi, quando il "personale specializzato" strappa loro tutto il pelo, per poi rigettarli negli stessi antri oscuri, dai quali li aveva tirati fuori poco prima.

Tra dolore, paura, mortificazione di ogni traccia di dignità, questi animali, che chi conosce sa bene essere socievoli, caratteriali, pronti all'interazione anche con altre specie (io ho tre conigli, che convivono con due cani e cinque gatti!), ma anche timorosi e diffidenti, se sopravvivono allo stress fino all'età di circa tre anni, vengono poi introdotti direttamente nella catena della macellazione. Escono, perciò, per l'ultima volta dalle loro gabbie, sono appesi a testa in giù, e sgozzati....

Fine di una vita, se vita questa può essere chiamata...o solo fine di un karma, che li ha condannati a soffrire tra le tante maglie della rete di follie umane?

- Lui era Niglio, proveniente dal mercato domenicale di Porta Portese.
Non c'è più da circa 6 anni, ma il suo posto nel mio cuore non lo tocca nessuno -


Charles Darwin ha detto: "Non sopravvive il più forte o il più intelligente, ma chi si adatta più velocemente al cambiamento". Ecco, l'uomo dovrebbe riflettere a lungo su questo enunciato. Basta sentirsi forti e invincibili. Basta sentirsi intelligenti più di ogni altra specie vivente, così davvero non si va lontani. Stop alla tracotanza, che mette in primo piano l'antropocentrismo ancora una volta. Noi non siamo superiori a nessuno e dovremmo ricordarlo un pò più spesso.

Qualche anno fa nel periodo di Natale sono entrata in un negozio di Monteverde, a Roma, per comprare una borsa per mia madre. Mentre aspettavo il mio turno, la commessa mostrava dei cappelli ad un'altra avventrice; una ragazza molto giovane, che cercava "qualcosa di speciale per festeggiare il Capodanno!". E allora eccola là pronta la venditrice con la sua chicca unica: uno splendido cappello di coniglio!

Mentre la osservavo, tra l'incredulo, il ferito, il dolore di vedere la scarsa attenzione per un cuore che batteva e che ora non c'era più, perché qualcuno doveva andare a festeggiare la fine di un altro anno,  pensavo ai miei conigli sicuri in casa, per i quali mi preoccupavo come proteggerli dai botti dell'ultimo dell'anno - altra follia umana, ma magari ne parleremo in un'altra occasione. Stavo là, con la mia borsa in mano, senza trovare le parole per commentare la vendita di un cadavere spacciato per una particolarità unica....
Pensavo ai miei amici di Amiconiglio, a quanto ogni volontario di quest'associazione fa per questi piccoli amici e quanto poco ci vuole, invece, per calpestarli e spazzarli via....

Poi, come risvegliata da un incubo. ho sentito le parole della commessa giungere fino a me. Tentava di rassicurarmi, con voce dolce, suadente: "No tranquilla non è una pelliccia di un animale intelligente, ma di un coniglio! Sono animali stupidi, lo sa vero?".

No, non lo sapevo allora e non lo so ancora oggi. Quindi ho rimesso al suo posto la borsa e sono uscita. Meglio non frequentare negozi, in cui vendono qualcosa di stupido...sotto questo punto di vista aveva ragione quella donna, aveva solo sbagliato il bersaglio del suo epiteto: la stupidità è umana, non animale!

Così continuo a condividere la mia casa con i miei pelosi, due conigli nani e un gigantone, tutti frutto sempre della stessa stupidità umana; infatti sono stati recuperati dai cassonetti o dalla strada, feriti, con il bacino rotto e, nel caso di una dei tre, anche con una zampetta disabile.

E mi stupisco ogni volta, che li osservo, di quanto siano intelligenti e dignitosi.

A mia madre poi ho regalato altro quel Natale, ma non credo sia stata una grave perdita. Il negozio, invece, dopo qualche mese ha chiuso...visto mai che in questo caso la stupidità ha avuto la meglio sul glamour?