domenica 10 agosto 2014

Per gli animali domestici niente passeggiate insieme ai loro padroni nei Parchi Nazionali

- Speed a spasso negli spazi verdi cittadini - 

Fate attenzione se decidete di scegliere come meta per le vostre vacanze la montagna e uno dei Parchi Nazionali italiani, perché potreste trovarvi di fronte ad una brutta sorpresa: accesso interdetto per animali domestici, anche se portati al guinzaglio!

Quindi i vostri fedeli amici a quattro zampe, con i quali magari vi siete organizzati proprio per non separarvi quando siete in ferie, non potrebbero entrare e questo si trasformerebbe di sicuro in un problema per tutti i viaggiatori.

Infatti, escludendo l'opzione di lasciare il cane in auto, mentre fate la vostra escursione (attenzione perché non solo in alcune zone anche questo è vietato - e qui direi per fortuna! -, ma è anche pericoloso per i colpi di calore), si dovrebbe, una volta arrivati di fronte al divieto, cambiare programma e chi viaggia con un cane sa quanto è difficile, poi, trovare all'ultimo momento locali e alberghi pet friendly.

La motivazione di tale divieto, che a prima vista appare se non altro almeno "bizzarro" è legata ad una specifica volontà di tutela della salute degli animali, che vivono nel parco, i quali potrebbero essere infettati dai cani domestici, se si trovassero a condividere con questi ultimi i loro spazi naturali, anche solo per il tempo di un'escursione (pensiamo alle deiezioni e alla possibilità di trasmissione di alcune malattie parassitarie tramite queste)...

Ora, letta in questo modo la motivazione è più che nobile. Tuttavia - perché quasi sempre c'è un tuttavia quando si parla di animali - la cosa strana è che a tale divieto non sono, però, soggetti i cani da lavoro, come quelli da pastore o quelli da tartufo, i quali, al contrario degli altri, possono invece circolare liberamente nei Parchi.

Ma, allora, cosa fa la differenza tra un cane da appartamento e un cane da lavoro, non rispetto alla loro funzione, ma solo relativamente alla loro possibilità di contagio della fauna locale?

Una domanda che ci si sta ponendo in molti, soprattutto perché in periodi così difficili, in cui gli abbandoni aumentano di anno in anno, creare ostacoli alla condivisione di spazi con i propri pet, piuttosto che tentare di ridurre le barriere esistenti, sembra una scelta quanto meno poco vincente.

In più, passi se si tratta di un centro commerciale o di una catena di negozi, ma che un Parco "Naturale", che per sua stessa denominazione dovrebbe star vicino alla natura il più possibile, faccia discriminazioni sulla base di una non ben spiegata discriminazione tra cane si e cane no, proprio non va...Non va perché ci sembra che, come spesso accade, dietro la facciata di voler difendere la salute degli animali selvatici ci sia invece altro...interessi economici? calcoli fatti a tavolino? decisioni politiche?

Restiamo in attesa di vederci più chiaro. Nel frattempo, ci accontenteremo di passeggiare con i nostri amici a quattro zampe nei parchi cittadini o di fare gite al mare, nelle piccole aree balneari che lo consentono...A proposito di consensi e di mare: scusi signor Sindaco Ignazio Marino, ma la spiaggia per cani che doveva sorgere ad Ostia che fine ha fatto? Perché tra un pò l'estate finisce, ma di questa spiaggia neppure l'ombra...pensa che sarà più divertente fare una pista da ghiaccio per i cani? se non altro per quella possiamo ancora organizzarci per tempo!

Un grazie va a William Ciurluini per la segnalazione!