sabato 17 gennaio 2015

In Italia, ogni 43 minuti, viene compiuto un reato contro l'ambiente: questi i dati del servizio Cites del 2014



L'Italia è al secondo posto in Unione Europea, dopo la Francia, per il numero di sequestri, che la Cites ha effettuato lo scorso anno. I dati non sono davvero confortanti: ogni 43 minuti, infatti, nel nostro Paese, viene compiuto un reato ai danni dell'ambiente e, più nello specifico, i reati, che vedono coinvolti gli animali, costituiscono il 22% dei reati ambientali totali.

Sono questi i dati diffusi dagli uomini del Servizio Cites centrale del Corpo Forestale dello Stato, in occasione della presentazione del loro calendario del 2015, dedicato alla Convenzione di Washington e le specie italiane.

I controlli effettuati su tutto il territorio italiano sono stati 68.290. Di questi 66.000 sono stati condotti alle dogane, dove sempre più spesso transitano contrabbandieri provenienti da varie parti del mondo, portando con sé cuccioli di specie protette, che il più delle volte sono destinati a morte, a causa di incuria, maltrattamento o malattie infettive.

Toscana e Lombardia sono le regioni in cui sono stati effettuati i controlli più numerosi, perché qui ci sono numerose aziende manifatturiere e, sempre qui, si verifica il passaggio più significativo di animali appartenenti a specie protette.

Oggi, il traffico di animali, appartenenti a specie protette, rappresenta il quarto mercato illegale di arricchimento della criminalità organizzata. Questo è preceduto soltanto dallo spaccio di droga, dal traffico di armi e da quello di esseri umani. I proventi che derivano da tale commercio il più delle volte vanno ad arricchire le casse dei movimenti terroristici, che proprio in questi giorni sono alla ribalta della cronaca internazionale.

Una nota positiva è data dalla diminuzione, nel 2014, del commercio illegale di caviale e di prodotti usati nell'ambito della medicina orientale (come la bile di orso), mentre rimane costante il numero di tartarughe e di rapaci, che vengono importati, ma anche esportati illegalmente dal nostro Paese.

Il calendario 2015 del Cites ha l'obiettivo di rendere note alcune specie, che garantiscono la biodiversità del nostro Paese...

L'idea di poter continuare ad arricchirsi commerciando in vite e cuori pulsanti, imprigionando e torturando esseri indifesi, spennando oche, scuoiando vivi visoni, conigli, cani o gatti, sembra essere ancora molto diffusa in questo mondo.

L'antropocentrismo saccente e supponente, che contraddistingue la nostra società, sta spazzando, ogni giorno in maniera sempre più feroce, nuove specie, sta facendo estinguere intere razze animali, sta devastando foreste, sta avvelenando gli oceani, sta, quindi, portando lentamente alla morte il pianeta e sembra non rendersene conto in alcun modo...i soldi, il potere, il successo dettano le regole del sistema, travolgendo con sé tutto quello che incontrano sul proprio cammino...Milioni di vittime innocenti ne rimangono travolte, troppo spesso nell'indifferenza generale, nel silenzio complice di chi fa finta di non vedere, volge ostinatamente lo sguardo altrove.

Ma girare gli occhi non risolve il problema, non ferma la crudeltà e così si rischia che un giorno, quando si troverà il coraggio di aprire di nuovo gli occhi per guardare, tutto intorno sarà rimasto solo un immenso e devastante deserto.

Un grazie di cuore alla mia amica Serenella Del Rio, che mi ha dato le sue splendide foto!