mercoledì 3 febbraio 2016

3 febbraio 2016, al via il processo contro Giuseppina Lacerenza Parrelli e...non solo


- Loredana Pronio -

Proprio alle 9.00 di questa mattina ha preso avvio il processo contro Giuseppina Lacerenza Parrelli  e altri indagati (i suoi operai Cristina ed Ivan, nonché cinque veterinari della ASL, Dott. Alfonsi, Cardone, Federici, Morettini e Perrone), tutti con l'accusa di maltrattamento ai danni di cani e gatti, che venivano "ospitati" nella struttura capitolina, fondata negli anni Sessanta proprio dal marito dell'imputata. Beffardo a volte il destino!

I capi di accusa sono pesanti, almeno per chi come me crede nel rispetto assoluto della vita. Purtroppo non posso essere presente all'udienza per motivi di lavoro, ma voglio in qualche modo metterci la faccia e sostenere chi come Loredana Pronio, presidente della Feder F.I.D.A. onlus è là, insieme ad altre associazioni.

Rileggendo il contenuto delle intercettazioni telefoniche, quella frase pronunciata con così tanta disinvoltura dalla Lacerenza: "OGNI - CANE-UCCISO-E'-UNO-DI-MENO!" è come una stilettata, che arriva dritta al cuore di chi un cuore ce l'ha!

Ogni singola parola è una ferita, che fa male e giunge in profondità...che scava senza pietà e lascia il segno e che - purtroppo - ancora una volta fa riflettere sul significato più autentico di umanità!

In questi giorni i social network hanno diffuso la notizia andando oltre ogni possibile confine: c'è chi ha augurato maledizioni a questa donna, chi si è dispiaciuto per il fatto che avendo 92 anni non andrà in carcere, chi cercava di far emergere possibili collegamenti tra il Parrelli e Mafia Capitale...insomma infiniti interrogativi, perché di fronte al male si cerca in qualche modo di difendersi, trovando una spiegazione logica.

Ma qui non c'è spiegazione credo, se non quella economica e di un sadismo, nemmeno troppo latente, di chi ha compiuto questi reati. Cuccioli di cani e gatti seviziati ed uccisi...Avete mai incontrato lo sguardo di un cucciolo? E' identico a quello di un bambino: esprime solo fiducia e quel senso di affidamento verso chi deve prendersi cura di lui. Chi va contro questo, secondo me, è solo un mostro! Mi sono sforzata di trovare qualche sinonimo, qualche espressione meno forte, ma proprio non riesco a farlo...

Cara signora Lacerenza non so come finirà questo processo, anche se ovviamente io faccio il tifo per Loredana Pronio e per tutti gli altri che sono in aula questa mattina, a testimoniare contro di lei e il suo entourage.

E faccio, soprattutto, il tifo per la Giustizia, quella vera e autentica con la G maiuscola, in grado di di riconoscere i crimini al di là di chi siano le vittime perché come lei ci sono tante altre persone che propri in questo momento sono sotto processo e - esattamente come per lei - mi auguro che paghino tutti i loro conti, salati e con gli interessi!

Questo non ridarà più la loro vita a quei cani e gatti innocenti uccisi perché qualche folle (ma sarà solo follia?) ha così decretato, però, se non altro, renderà onore al loro ricordo.

Chi come me ha adottato cani e gatti sottratti a maltrattamenti sa bene quanto sia difficile cancellare dalla loro memoria il ricordo del dolore e della paura. Dicono che i cani non hanno memoria lunga e vivono solo il presente: francamente non credo sia così. Ci vogliono anni per vederli tornare a dormire tranquilli, per avvicinarli e per leggere nei loro occhi che, finalmente, possono rilassarsi e fidarsi.

Ecco questo capita perché esiste gente proprio come quella che oggi sfila in aula al banco degli imputati...gente che vive del dolore di altri, che non sa cosa sia la compassione.

- Cucciolo salvato -
Ora io per principio non auguro il male a nessuno. Ho imparato che il tempo è galantuomo e presenta sempre il conto a tutti!

Quindi non mi associo a coloro che imprecavano contro gli imputati di questo processo, anzi - al contrario - io auguro a tutte queste persone (come anche ai protagonisti di altri processi) di vivere altri 100 anni, così per poter sperimentare la condizione di aver bisogno, come ognuno, di chiedere solidarietà umana (agli anziani capita, per i vecchi è un obbligo! A 92 anni siamo in vecchiaia non c'è dubbio)e di ricevere la risposta che il mondo ha loro riservato. Si chiama empatia, chissà quali sorprese può riservare!

Buona vita a tutti voi!

Per scelta ho deciso di non pubblicare alcuna foto né di Giuseppina Lacerenza, né del Parrelli, perché non ho voglia di ritrovarmeli nel mio blog.

Ho messo, piuttosto, quelle di chi qui ci ha messo la faccia e di cani felici, come il cucciolo salvato la notte scorsa a Roma dalla Polizia di Stato, trovato in un cassonetto, chiuso in una busta, insieme ai suoi fratellini, che purtroppo non ce l'hanno fatta...perché sia un monito!

Il lato migliore dell'umanità lo si può sempre incontrare, basta saperlo riconoscere.