lunedì 23 gennaio 2017

#unitiperangelo Monteverde ricorda così Angelo, il cane vittima della follia umana



Sabato scorso è stata posta a Monteverde la prima statua in ricordo di Angelo, il cane ucciso dalla follia di quattro giovani di Sangineto in Calabria.


- Francesca Prinzi -


- Silvia Crescimanno -
Il quartiere romano, infatti, su iniziativa di Francesca Prinzi, e con il sostegno delle autorità municipali, prime fra tutte le altre la Presidente del Municipio XII di Roma Capitale, Silvia Crescimanno, e l'Assessore alle  Politiche dei lavori pubblici, trasformazione urbana. Politiche del patrimonio, Valerio Andronico, nonché il Presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Daniele Diaco, ha deciso di ricordare quanto accaduto proprio grazie ad una statua, posta a Largo Alessandrina Ravizza (statua che poi in estate sarà spostata lungo le rive del Tevere per essere ammirata da centinaia di persone).

Autore dell’opera Alessandro Di Cola, che era presente alla cerimonia, anche lui visibilmente commosso un po’ come tutti noi. Poche parole durante il suo intervento, ma toccanti e con una nota di amarezza, come è giusto che ci sia quando a riunire è una perdita e non una conquista.

La statua, che Alessandro ha realizzato, (che io personalmente trovo particolarmente bella e carica di pathos) emana un'aurea di fierezza, che è impossibile non notare. 

Dallo sguardo di questo amico a 4 zampe traspare forza, determinazione, ma - soprattutto - un senso di pace, che forse è quanto chiedono tutti coloro che in questo preciso momento continuano a scendere in piazza e a battersi non solo per non dimenticare, ma anche per evitare altri fatti del genere.

Eventi che sono davvero troppo per chi ancora riesce ad amare, che bucano le coscienze, fanno mettere in discussione sul senso del nostro essere e fanno male....


- Daniele Diaco -
Eh si perché la storia di Angelo non può che commuovere ogni volta che si torna ad ascoltarla.

Così, mentre Francesca Prinzi leggeva quanto voleva condividere con i partecipanti (come potete vedere dalla foto in alto), anche lei sopraffatta dall'emozione, improvvisamente ho sentito le lacrime, che sono tornate a scorrere, lente e calde, lungo le guance raffreddate dal clima invernale.

E poi quando, con altrettanta lentezza, sono arrivate fino alle labbra, il loro sapore salato è stato come una piccola scossa, che mi ha portato ad alzare di nuovo lo sguardo intorno a me, per accorgermi che non ero la sola a piangere, ma che la piccola folla radunatasi per l’occasione provava in quel momento la mia stessa identica emozione, il mio stesso dolore.

Perché solo sofferenza può generare il pensiero di questo cane che è morto senza fare un fiato, forse pensando ad un gioco, mentre 4 ragazzi (il peggio di questa umanità deviata) si divertivano a filmarlo.



- Massimo Wertmuller -
Anche in questo momento faccio fatica a trattenere le lacrime, perché quest’immagine non è altro che un continuo e ripetuto pungolo all’anima, che mi ricorda che qualcosa proprio non va in questo mondo, che stiamo perdendo la capacità non solo di amare, ma anche di provare compassione per le altre forme di vita, nostre coinquiline sulla terra.

Forte la presenza di Animalisti Italiani, che hanno distribuito i cartelli per testimoniare la volontà di tutti di non voler dimenticare.

zooplus.itImportante e toccante anche l’intervento dell’attore Massimo Wertmuller, come sempre presente quando bisogna metterci la faccia, quando bisogna avere il coraggio di chiedere rispetto per le proprie scelte – così come ha fatto anche sabato mattina -, senza diventare aggressivi o intransigenti, ma semplicemente standoci.
- Qui insieme a Cristina Marchetti -

E Monteverde ha scelto di esserci, di testimoniare in questo modo la sua solidarietà e la sua presa di posizione contro una violenza inspiegabile ed inaudita.

Ad aprile inizierà il processo, che porterà sul banco degli imputati gli assassini di Angelo – dei quali voglio ricordare ancora una volta i nomi, perché è giusto non dimenticarli mai: Luca Bonanata, Francesco Bonanata, Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro - e moltissime associazioni si costituiranno parte civile contro questa barbarie.

Io personalmente continuerò a seguire passo passo questa storia proprio per aiutare a non dimenticare, perché fatti come quelli di Sangineto, di Pescia e di molte altre parti del nostro Paese diventino solo un brutto ricordo o. meglio, un incubo di cui disfarsi il prima possibile.


In questi giorni i cani sono gli eroi dei salvataggi sotto le macerie, sotto le valanghe, sotto la neve alta due metri…

Post di ringraziamento nei loro confronti imperversano sui social, con grandi eloqui da parte di tutti. 

Speriamo, però, che, una volta finita questa forte emergenza, non si torni poi al solito motto “Ma è solo un cane”, quindi niente bar, niente spiagge, niente mezzi pubblici, altrimenti qui nulla cambia mai…

Perché i cani sanno chi sono sempre e comunque e non ci abbandonano mai…cerchiamo almeno per questa volta di riuscire a fare altrettanto, a ricordarci che un amico è tale sempre e non solo quando ne abbiamo bisogno.

Un grazie va a Marco Baldi, che ha scattato tutte le foto di quest'articolo.


Sabrina Rosa