lunedì 13 febbraio 2017

Veggie Planet Roma - Nuove conoscenze ed emozioni intense tra cucina vegan e testimonianze di attivisti



Proprio così. Il week end appena concluso ha segnato il passo.

Nel corso del Veggie Planet a Roma ho, infatti, avuto la possibilità di scoprire nuove ricette vegan, ma anche di tornare ad incontrare vecchi amici e di conoscerne di nuovi.

Per me ogni volta ascoltare le testimonianze di attivisti, che operano in modo del tutto volontario all'interno di allevamenti intensivi e di mattatoi o vedere i filmati, che sono frutto di mesi di investigazioni in questi angoli di mondo dimenticati dalla pietas e dalla compassione, è davvero dura.

Ormai anche solo incrociare lo sguardo di un maiale tra tanti cartelloni, che facevano da sfondo agli stand presenti alla manifestazione, è una sofferenza...riaffiorano scene di oltre venti anni fa vissute all'interno di un macello...le urla proprio di un maiale sono forti come allora....gli odori sembra che non si siano mai staccati dal cervello...le battute offensive di chi uccideva animali come niente fosse, dissacrando due volte così la loro dignità, sono sempre ferme là!
zooplus.it
Probabilmente è vero che quando si è stati all'inferno non si può mai più dimenticare!


Questa volta, però, parlare con alcune delle persone, che portano la loro testimonianza di quanto hanno vissuto nei macelli o negli allevamenti in Italia e non solo, è stato davvero confortante...una cosa che mi ha particolarmente colpito non solo delle loro parole, ma anche del loro non verbale è stato il senso di tranquillità e di pace che sanno emanare.

Sensazioni che - a prima vista - potrebbero essere abbastanza dicotomiche con le esperienze vissute.

E, invece, confrontandomi con loro mi si è rafforzata sempre più la convinzione che davvero è questa l'unica via per arrivare a qualcosa.

Non serve strillare o essere troppo aggressivi perché così non si fa altro che far chiudere chi si ha di fronte...bisogna piuttosto raccontare, far vedere, mostrare l'orrore e allora forse qualcosa può cambiare.

La rabbia genera rabbia e non sono le urla ad arrivare dritte al cuore, ma piuttosto alcuni sguardi...

Il mio ringraziamento va, quindi, in maniera particolare a Roberto di Essere Animali e a Marina Kodros di Animal Equality, con i quali ho parlato a lungo...ma alle loro testimonianze voglio dedicare uno spazio speciale nei prossimi giorni.

Per ora lascio qui la mia personale riflessione sul fatto che il mondo così come va ora porti in sé qualcosa di profondamente sbagliato.

Il sangue che cade sulla terra, trascinando via al suo interno dolore e sofferenza, non può diventare nutrimento per altre specie viventi, soprattutto quando questo non sarebbe assolutamente necessario, ma va a rappresentare più che altro una mera scelta culturale...se cultura la vogliamo chiamare ancora oggi! Ancor meno diviene, poi, concepibile l'uso di pellicce per ornarsi...e a quale prezzo?

Siamo evoluti e digitalizzati e poi cadiamo negli stessi stereotipi dei nostri predecessori del periodo della pietra...solo la tracotanza e l'alterigia sembra siano cresciute nei secoli, tutto il resto che fine ha fatto?

Se tornassimo ad accarezzare un agnellino o un vitello, ad osservare i conigli, che corrono liberi sui prati, e a seguire con lo sguardo il volo degli uccelli magari riaffiorerebbe in noi la nostra parte più animale, quella che siamo e che troppo spesso neghiamo.

E se provassimo?

Foto di Marco Baldi.

Sabrina Rosa