giovedì 27 luglio 2017

#collaborazionipetfriendly Rat Rescue Italia, un ratto per amico


Nell'ambito della nuova rubrica del blog Collaborazioni pet friendly, questa volta mi sono imbattuta in un'associazione davvero particolare, la Rat Rescue Italia, che si occupa del recupero e dell'adozione dei ratti.

Si, si avete capito proprio bene: ratti! Non è uno scherzo delle temperature elevate di questi giorni, che mi hanno portato a scrivere una cosa per un'altra. Questo gruppo di volontari dal 2013 segue proprio i ratti, quelli che generalmente sono additati come "animali orrendi, sporchi, nemici della popolazione, portatori di malattie" e chi  più ne ha più ne metta...

Oggi, invece, voglio presentarvi l'altra faccia di questi simpatici animali, il loro lato più giocherellone ed affettuoso, quello che condividono con noi umani, in quanto mammiferi sociali.

Le foto da sole già la dicono lunga, ma a guidarci in questo viaggio all'interno di un mondo, almeno per me - lo ammetto - quasi del tutto sconosciuto è stata Giulia Tonini, volontaria di Rat Rescue Italia, che gentilmente ha risposto a tutte le mie domande.

Io: Come e quando nasce Rat Rescue Italia?

GT: «La nascita della nostra associazione è legata a un particolare episodio che risale ormai al 2013.  Verso la fine dell’estate di quell’anno un grosso allevamento di ratti da pasto del centro-nord decise di chiudere i battenti e per la trentina di ratti rimasti invenduti il destino aveva riservato un futuro più roseo. Il proprietario dell’allevamento era infatti disposto a cederli gratuitamente ai primi che gli avessero tolto “il problema”.
La notizia cominciò a girare sul web, attirando l’attenzione di alcuni di noi, appassionati di ratti da tempo e già singolarmente dediti  alla divulgazione di informazioni relative alla corretta gestione di questi animali, al loro recupero da condizioni sfavorevoli e al loro ricollocamento presso nuove famiglie.
Abbiamo quindi deciso di unire le forze e attivarci per il recupero di questi animali, per poter garantire a ognuno di loro un futuro dignitoso. Da qui nasce Rat Rescue Italia».


Io: di cosa vi occupate e qual'è la vostra mission?

GT: «Come anticipato, i punti cardine della nostra attività come associazione sono sostanzialmente due: da un lato ci occupiamo del recupero di ratti domestici non voluti o abbandonati e del loro successivo ricollocamento presso famiglie che se ne prendano cura per il resto della loro vita.

Dall’altro è per noi fondamentale occuparci della diffusione di informazioni relative alla corretta gestione del ratto come animale domestico, per far sì che le persone che in futuro decideranno di condividere la propria vita con questi meravigliosi animali possano farlo in maniera del tutto consapevole. Siamo convinti che se ogni persona che prenderà con sè dei ratti lo farà conscia dell’impegno che si sta assumendo e informata circa le loro necessità, il numero di animali presi e poi ceduti con leggerezza potrà diminuire».

Io: quali progetti avete seguito fino ad ora?

GT: «In questi anni abbiamo visto crescere moltissimo la nostra associazione: siamo partiti in quattro, lavorando attraverso un piccolo gruppo di Facebook.
Col passare del tempo siamo riusciti a creare un network di collaboratori che ci consente di operare con successo su quasi tutto il territorio nazionale, sia per quanto concerne i recuperi che per le adozioni. Abbiamo inoltre progressivamente allargato i nostri canali divulgativi creando una pagina Facebook ufficiale e un sito internet dove abbiamo raccolto tutte le informazioni relative alla nostra associazione e alla gestione dei ratti domestici.
Abbiamo una newsletter periodica attraverso la quale informiamo tutte le persone che ci seguono circa le attività dell’associazione e le novità.
Partecipiamo inoltre ad eventi con banchetti informativi e spessissimo portiamo con noi i nostri ratti per consentire al pubblico di conoscerli più da vicino e, se se la sentono, di interagire con loro: per noi è sempre un successo vedere che persone che hanno dei forti pregiudizi nei confronti di questi animali li rivalutano, scoprendo che si tratta di dicerie del tutto infondate.
Abbiamo recuperato centinaia di ratti ogni anno che abbiamo ricollocato in nuovi nuclei famigliari che han garatito loro serenità e cure per il resto della loro vita.
Tra i vari progetti svolti, uno degli ultimi a cui stiamo lavorando e sul quale vorrei porre l’attenzione è la creazione di “The Rat Press”, la prima rivista italiana del ratto da compagnia. Si tratta di una rivista trimestrale in formato digitale che vedrà convergere la professionalità di diverse figure del settore in un unico prodotto. Il primo numero è uscito a giugno e stiamo lavorando al secondo, che sarà disponibile gratuitamente per tutti gli associati. Siamo molto orgogliosi di questi traguardi e siamo determinati nel continuare su questa strada».

Io: quali progetti avete in programma?

GT: «Le idee che ci frullano in testa sono tante, dalla creazione di un canale Youtube in cui raccogliere video informativi e gestionali, all’organizzazione di congressi nazionali nei quali intervengano come relatori professionisti ed esperti di settore, passando per l’apertura di un rifugio che possa consentirci di aumentare il numero di animali ai quali poter garantire un futuro migliore.
Per ora il nostro obiettivo principale è continuare a crescere e consolidare tutte le attività che ci vedono impegnati oggi, nella speranza di continuare ad avere solide basi sulle quali costruire nuovi progetti».

Io: ricevete finanziamenti pubblici o siete autofinanziati?

GT: «La nostra è una realtà no-profit, basata sul volontariato. Non riceviamo alcun finanziamento pubblico; tutte le entrate sono costituite da donazioni di privati che intendono sostenere le nostre attività attraverso donazioni sia di denaro che di materiali utili per la gestione dei ratti che abbiamo in carico».

Io: se qualcuno volesse, come potrebbe aiutarvi?

GT: «Ci sono moltissimi modi per aiutarci. Includo un elenco dettagliato, i cui contenuti possono poi essere approfonditi nella sezione “come aiutarci” del nostro sito.
Come già detto per noi è molto importante diffondere informazioni relative a una corretta gestione del ratto da compagnia: più la nostra associazione sarà conosciuta, più ratti avremo modo di aiutare. Quindi per aiutarci potete condividere le nostre schede informative, distribuirle ai veterinari della vostra zona o nei negozi e parlare di noi e dei ratti a quante più persone possibile.

zooplus.itI ratti che abbiamo in carico cercano tutti una casa: aiutateci quindi a diffondere i loro appelli e se viaggiate da una città all’altra e avete modo di portare un trasportino informateci sulla tratta che fate, poichè potrebbe esserci utile un passaggio per mandare i rattini in adozione.

La nostra associazione interviene per emergenze su tutto il territorio nazionale: non abbiamo una sede e i ratti vengono ospitati presso le abitazioni dei volontari. Talvolta siamo talmente pieni di animali che dobbiamo attendere che alcuni vadano in adozione per poterne accogliere altri. Un grosso aiuto è costituito quindi da quelle persone che decidono di offrirsi come affidatari per uno stallo temporaneo: si tratta di persone che si prendono cura di un paio di ratti in attesa che trovino adozione definitiva.

Una buona fetta delle nostre entrate è costituita dai tesseramenti e dalle vendite di gadget. Potete quindi sostenerci diventando soci, acquistando articoli del nostro shop online ma anche – se siete artisti, artigiani o proprietari di uno store – offrire il vostro talento e la vostra professionalità agli animali di cui ci occupiamo e collaborare con noi stringendo una partnership con la nostra associazione.

Infine è possibile fare una donazione di denaro, attraverso bonifico bancario, Postepay o Paypal».

Ora quante cose che abbiamo scoperto su questi simpatici animali. Spero che possano essere utili per guardarli con occhi diversi, ogni volta che ne incontriamo uno in strada...

Come per i gabbiani, le cornacchie, i pappagalli ed i ricci, anche per i ratti vale la stessa regola: sarebbero più felici in campagna che in città, quindi non sono degli intrusi, ma solo piccoli esseri viventi, che condividono con noi alcuni spazi.

Magari a qualcuno questa visione non piacerà, tuttavia la realtà è questa: siamo animali tra gli animali e  sta a noi scegliere da che parte stare: sostegno delle altre creature o carnefici.

Io scelgo la prima da sempre...e vedo che molti altri fanno la stessa cosa!

Sabrina Rosa