mercoledì 12 luglio 2017

Gatti usati come micce viventi per dar fuoco al Vesuvio! Quando l’uomo perde ogni misura



Figli dell’avidità, privi di coscienza, vuoti di morale, incapaci di empatia: questi alcuni dei connotati di chi ha usato dei gatti vivi, cospargendoli di benzina, per dare fuoco al Vesuvio.

Di fronte a queste notizie, devo ammetterlo, non riesco a provare neanche più rabbia. Perché, prima ancora che l’ira riesca ad affacciarsi, un profondo senso di costernazione va a stimolare la mia amigdala e tacita le successive emozioni…

In nome del denaro qui si sta distruggendo il pianeta. Boschi distrutti in pochissime ore in preda alle fiamme…gatti uccisi proprio perché serviva qualcosa che innescasse l‘incendio…case a rischio…persone a rischio, ma tutto questo non ha alcun valore in nome della ricchezza, del denaro, dell’avidità!

Di certo non mi sfiora neppure il sospetto che chi compie tali azioni sia in grado di vedere oltre se stesso, ma mi rimane un piccolissimo dubbio: prima o poi la vita ci presenta sempre il conto di ciò che facciamo e, allora, quanto dovranno pagare queste persone?

Non sono capace in alcun modo a mettermi nei panni di alcuni individui per capire come si faccia a dare un senso alla propria esistenza basandosi solo sulla ricchezza materiale. Sarà un mio limite, ma proprio non riesco.

Di sicuro andrò contro corrente in una società che misura ogni singola cosa in euro e in dollari, ma continuo a credere che il senso sia riposto in altro, ossia nella vita stessa.

E così proprio non riesco a non sentire il dolore di quei poveri gatti, che, dati alle fiamme, avranno cercato rifugio nei boschi, trovando invece solo sofferenza e morte. Non riesco a non immaginare il loro terrore e la loro paura. Non riesco a non provare la stessa angoscia di tutti gli altri animali, rimasti imprigionati in quell’inferno bollente, che fino a poco prima, ossia fino a quando l’essere umano non ha messo là le sue mani sporche di sangue e luride di violenza, era solo e soltanto la loro casa.

E ora il Vesuvio brucia, mentre la terra tenta di resistere imprigionata sotto le ceneri di quel verde, che da decenni la proteggeva.

Gli uomini della protezione civile sono al lavoro da ore. I volontari tentano di mettere in salvo gli animali superstiti. Il personale delle Forze dell’Ordine dà sostegno alla cittadinanza. La parte bianca dell’umanità scende in campo quando l’altra faccia della stessa specie sparge veleno.
Così, mentre qualcuno fa tutto quel che può, qualcun altro starà, invece, guardando e facendo il tifo per le fiamme, la morte e la distruzione.

Un pensiero personale va a tutte quelle anime innocenti ancora una volta uccise dalla follia umana! Ora nessuno potrà più farvi del male e sarete libere ovunque siete!
Il Vulcano brucia e la terra piange. Quella stessa terra dei fuochi, che mai come ora rende omaggio al suo triste appellativo.

Sabrina Rosa