venerdì 22 settembre 2017

La storia di Angelo diventa una docu-fiction: tra i banchi di scuola il racconto del cane massacrato a Sangineto, che ha commosso tutta l'Italia




Ogni volta che torno ad osservare lo sguardo di Angelo il cuore sobbalza. Uno sguardo pieno di aspettative, che, purtroppo, nel suo procedere non ha incontrato altro che odio, rabbia e soprattutto assenza di empatia nei suoi aguzzini.

Oggi, però, qualcuno ha deciso di ridargli voce, raccontando la sua storia perché non venga dimenticata e perché non si ripeta ancora verso altre anime innocenti, che non hanno colpa alcuna se non fidarsi dell'essere umano.


E' così che è nata una docu-fiction realizzata dal progetto di comunicazione sociale “Allegra, Yes I am” ed intitolata #Angeli - Storia di ordinaria ingiustizia.

Tre sono i nomi principali da menzionare a questo punto, ossia Antonella Tomaselli, autrice e scrittrice, dalla quale è partita l'idea di girare il filmato, Fabiana Grasso, ideatrice del progetto Allegra, Yes I am e Roberta Giudetti, scrittrice, sceneggiatrice e docente di regia. Il tutto, inoltre, è stato realizzato a costo zero, grazie all'ausilio di studenti e professionisti della scuola di regia ACME di Milano. 

Pensato proprio per le scuole, quindi destinato non a suscitare scalpore o odio, ma piuttosto ad educare (nel senso più nobile del termine, ossia e-ducere, quindi tirare fuori la parte migliore delle nuove generazioni), il filmato vede come protagonista un beagle, Artù, e racconta una storia di abbandono, intervallata da interviste fatte a nomi noti del mondo animalista, in prima linea per la lotta alle ingiustizie ed ai maltrattamenti.




Tra questi ricordiamo Edgar Meyer,  presidente dell’associazione Gaia Animail&Ambiente, Francesca Console, una delle curatrice della pagina Facebook  “L’urlo di Angelo”, Manuela Trinci, psicoterapeuta dell'infanzia e dell'adolescenza e Rossella Nigro, avv. di Gaia Lex Cosenza.
La voce narrate della storia è, invece, quella di Alessandra Casella, attrice e conduttrice televisiva.
La scelta di usare un beagle è stata voluta proprio per far andare con il pensiero al fatto che non esiste solo un Angelo (come anche il titolo ci ricorda, parlando di Angeli), ma ce ne sono tantissimi e tutti hanno bisogno del nostro aiuto.

Ecco perché è importante andare ad incontrare le nuove generazioni, quelle che sono il futuro in potenza di ognuno di noi e alle quali abbiamo l'obbligo etico e morale di consegnare un mondo migliore.
Oggi, come sappiamo, i quattro assassini di Sangineto sono stati condannati ad una pena "ridicola", ossia 16 mesi senza farne nemmeno uno in carcere, ma commutati in parte in un periodo di volontariato in un canile, oltre al pagamento delle spese processuali e dei danni.
 Ma non è questo il punto. Il punto è che bisogna educare i giovani all'empatia, a quel meraviglioso sentimento che ci consente di metterci nei panni dell'altro e di riconoscerlo nella sua unicità di vita. Cosa che di sicuro Giuseppe LiparotoLuca BonanataFrancesco BonanataNicholas Fusaro non sanno neanche cosa sia...

zooplus.it



Le scuole possono richiedere questo filmato in alta definizione e farlo così vedere ai propri studenti, questo è fondamentale. Per chi fosse interessato basta contattare l'associazione Allegra, Yes I am   o andare sulla pagina facebook di quest'ultima.
A me gli occhi si sono lucidati più volte quando ho visto il video, ho ascoltato le parole delle persone intervistate ed ho immaginato la paura e la sofferenza provate da Angelo. Odio la violenza in ogni sua forma, ma quando perpetrata ai danni dei più deboli, la sento davvero intollerabile.
Il sogno di tutti quelli che - come me - credono in un mondo migliore, è che non accada mai più quello che è successo a Sangineto. Abbandoni, uccisioni, cessioni di animali, ogni giorno ci raccontano qualcosa di diverso, ma per rendere realtà un sogno servono molte energie e, sopratutto, tanta voglia di farlo. Questa docu-fiction e uno dei modi possibili, quindi speriamo arrivi in tutta Italia e non solo...per non dimenticare!

Sabrina Rosa