lunedì 19 febbraio 2018

Eccidio di cani a Sciacca. Ora parla il silenzio




Queste foto parlano del silenzio.

Quel silenzio che scende, quando hai finito le lacrime e sai che le parole sono solo brevi parentesi di sfogo, al quale nessuno sembra voler dare ascolto.

Quel silenzio che mette fine a tutto, anche a vite innocenti, colpevoli solo di essere nate nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, in quel profondo sud del nostro Paese, che sembra ignorare completamente cosa sia la sterilizzazione.

Quel silenzio che, come la nebbia nelle mattina invernali, cala lento ed inesorabile nell'anima di fronte alla morte di quaranta cani, tutti lasciati poi sull'asfalto, scempio nello scempio, a come a voler far leva proprio sul senso di disprezzo verso gli animali.

Quel silenzio che torna sempre più spesso, accompagnato da articoli e fotografie, perché a volte sembra proprio non ci sia nulla in più da poter commentare.

Ma anche quel silenzio all'interno del quale tutti noi, che amiamo la vita, che crediamo nell'etica del biocentrismo e ci ostiniamo a difenderlo ad ogni costo, urliamo ancora e forte BASTA!

Tutti pronti a scendere in piazza per Yulin, a raccogliere firme per i prossimi mondiali e relativa strage di cani, a denunciare la Corea, che promuove i piatti a base di carne di cane di cane in questo periodo.

Ebbe, oggi, diciamo BASTA anche a quest'eccidio, che si è perpetrato proprio a casa nostra, nei nostri confini, a Sciacca.

Francesca Valenti, sindaco della cittadina siciliana, dice di aver ricevuto delle minacce e di temere per la propria incolumità. Intanto, i diversi partiti politici, sciacalli come sempre, ne approfittano ognuno per dire la propria, che tanto in campagna politica ogni scusa è buona per tirare acqua al proprio mulino e, una volta ottenuta la poltrona, il sipario sugli animali è sempre il primo ad essere calato.

zooplus.itIo credo fermamente nel principio in base al quale alla violenza non si debba mai rispondere con altra violenza, ma una domanda da fare al sindaco di Sciacca, rispetto al suo timore di ritorsioni, mi pulsa in testa, andando a sbattere forte contro le tempie, come una pallina impazzita di quelle con cui giocavano da bambini.

"Ma lei si è mai posta il problema di quanto abbiano avuto paura quei poveri cani e di quanta sofferenza debbano aver provato morendo in quel modo?".

Chissà se, almeno per un secondo, le è passato in mente il pensiero che gli animali randagi sono già vittime dell'uomo e che, dunque, non hanno di certo bisogno di altro dolore. Andrebbero piuttosto accuditi (essendo una responsabilità del sindaco!) e protetti, non di certo sterminati.

E, invece, a Sciacca sono stati giustiziati ben quaranta cani, senza dar loro possibilità di appello o di difesa. Vergogna! Il nostro è dolore, ma quella di Francesca Valenti deve essere vergogna e basta.

Il silenzio, segno di rispetto verso queste vite stroncate, lo terreno nell'animo, ma fuori di noi continueremo ad urlare fino all'ultimo respiro RISPETTO e, soprattutto, basta violenza contro gli animali!