lunedì 10 dicembre 2018

10 dicembre Giornata Internazionale per i Diritti Animali





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10 dicembre Giornata Internazionale per i Diritti Animali, ma sono poi davvero così tanto rispettati e tutelati oggi gli animali?


E' il 10 dicembre 1948 quando viene redatta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dall'Assemblea Generale della Nazioni Unite. Un documento fondamentale, attraverso il quale si chiede che la dignità e il rispetto per ciascun essere umano vengano presi come basi fondanti per la libertà e la pace nel mondo.

- Fiero e Soffio -
Ebbene qualche anno fa alcune organizzazioni e movimenti animalisti hanno chiesto a gran voce che anche per gli animali si pretendessero la stessa libertà e lo stesso rispetto dovuti agli esseri umani ed è così che si è arrivati a festeggiare, oggi, anche la Giornata Internazionale per i Diritti Animali.



Ma questi diritti sono poi davvero tanto rispettati? 

Nella nostra società attuale, purtroppo, gli animali sono tutt'ora troppo spesso vittime di maltrattamenti e di abbandoni; sono venduti come oggetti e, altrettanto alla stregua di oggetti, gettati via quando non servono più; sono usati per produrre carne, uova, latte, miele e pellicce; sono sfruttati nei circhi e nei delfinari; sono uccisi quando non servono più, ad esempio, per la caccia; e, sempre rispetto alla caccia, sono vittime innocenti di umani, che si divertono ad uccidere altre vite, definendo un tale scempio "sport"; sono tritati vivi, come capita ai pulcini, quando hanno la colpa di nascere del sesso sbagliato; sono cotti ancora vivi, gettati in acqua bollente, come capita agli astici, quando devono assicurare la palatabilità agli umani, che se ne cibano; sono violentati quando devono riprodursi fino allo stremo perché cani e gatti di razza sono molto più remunerativi di un semplice meticcio; sono vivisezionati in nome di una ricerca scientifica e di un'industria della cosmetica spietate e senza anima.



- Fiero e Soffio -
A tutti questi amici a quattro zampe va il mio pensiero e la mia solidarietà, perché non si può parlare di diritti, se non si entra, precedentemente, nella concezione di un mondo biocentrico e non antropocentrico. Lo ripeto qui e lo dirò all'infinito...non esistono altre soluzioni possibili.

Il rispetto della vita passa attraverso la vita stessa...così, mentre da una parte ci sono coloro che reclamano con fermezza che si rispettino gli animali, dall'altra ci sono, invece, coloro che continuano a sfruttarli sempre e solo in nome del denaro. E tra queste due fazioni si schiera ancora un terzo gruppo, forse il peggiore di tutto, quello degli ignavi. Si proprio quegli ignavi che Dante Alighieri non ha voluto collocare neanche all'inferno:


E io ch’avea d’error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».
Ed elli a me: «Questo misero modo
tengon l’anime triste di coloro
che visser sanza infamia e sanza lodo.
- Trilly e Soffio -
Mischiate sono a quel cattivo coro
delli angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé foro.
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli».
E io: «Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve.
Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa»
TERZO CANTO DELL'INFERNO, VERSI 31-51
Gli ignavi sono, dunque, quelli che non prendono mai posizione, che sanno, ma fanno finta di non sapere. 
- Martina -
Sono quelli che indossano pellicce, dicendo che tanto, ormai, gli animali sono morti, quindi che male stanno facendo? Ecco, magari se voi non compraste queste atrocità, nessuno ucciderebbe altri animali per creare nuovi capi di pellicce, ci avete mai pensato? 
Sono quelli che quando fai notare loro, che mentre accarezzano il cane, stanno mangiando carne o pesce, quindi un'altra vita, ti rispondono sempre o che loro non vogliono sapere (pensa un pò te quanto avrebbe voluto non sapere la fine che stava per fare la povera creatura innocente, che si trova nel vostro piatto) oppure che parlando di cani e bovini o suini si tratta di specie diverse, quindi di storie diverse. 
Eh no cari, troppo comodo così. Il dolore è dolore e basta. Non importa che a soffrire sia un cane, una formica o un elefante. Il dolore e la paura, che provano questi animali, sono le stesse, che proveremmo anche noi nelle loro condizioni. 
- Mirna e Nanetta -
Ma a tutto ciò quasi nessuno pensa, convinto di far parte della specie superiore. tanto che quando un toro incorna un torero tutti a chiedere giustizia, ma per le decine di tori morti per far divertire il pubblico, chi è che prova a chiedere altrettanta giustizia? 
Oggi nella Giornata Internazionale per i Diritti Animali credo sia davvero importante riflettere su tutto ciò. Prendere posizione e scendere in campo al fianco di tutti coloro che quotidianamente fanno del loro meglio per cercare di aiutare i nostri piccoli e grandi amici a quattro zampe in difficoltà.
Un'ultima cosa: tutti gli animali, che vedete qui in foro e che sono parte della mia grande famiglia, conoscono bene cosa significhi il non essere tutelati. Provengono, infatti, tutti da situazioni di maltrattamento e di abbandono, hanno alle loro spalle storie di dolore, che hanno lasciato cicatrici, il più delle volte, invisibili agli occhi, me immediatamente riconoscibili dall'anima. Ebbene, finché anche un solo animale subirà tutto ciò non potrà essere una celebrazione degna di questo nome.