martedì 13 novembre 2018

Oggi parliamo di...caccia


Si oggi parliamo proprio di caccia, visto che è un argomento che non ho mai affrontato in questo blog, anche se tutti i giorni leggo veri e propri bollettini di guerra che vedono protagoniste vittime innocenti, che rimangono esanimi al suolo, il più delle volte quadrupedi, ma sempre più spesso anche bipedi.






Ebbene la caccia...che tipo di sport sarebbe? Provo davvero a trovare una risposta a questa domanda da tanto tempo ormai. Tento anche di spostare il punto di vista, così da riuscire ad immedesimarmi in uno di quei superman, che si sentono onnipotenti perché imbracciano un fucile, ma davvero non riesco a trovarla questa benedetta risposta.


Nello specifico non riesco a capire il divertimento nel braccare un animale, che non può difendersi di fronte ad un idiota, il quale, armato, lo uccide solo e soltanto per il gusto di farlo e, magari, poi vantarsene anche con gli amici.

Né comprendo, ancor meno rispetto al punto precedente, il fotografarsi, accanto a dei cadaveri di creature innocenti, spesso anche cuccioli, che vengono sterminate in nome di uno "sport".

E non si risparmia proprio nessuno. Dagli uccelli alle balene, dai caprioli agli orsi, dalle giraffe alle tigri, dai lupi ai cinghiali, fino al proprio vicino di casa o all'ignaro passeggiatore, che pensa di trascorrere una domenica in pace nei boschi e torna poi a casa in una cassa da morto perché, purtroppo per lui, si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.
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E, di fronte a tutto ciò, di fronte alle proteste degli animalisti, di fronte alla rabbia dei parenti dei tanti feriti ed uccisi per sbaglio, cosa si fa? Nulla!

Come se niente fosse, infatti, si continua imperterriti ad andare avanti con leggi conniventi e personaggi improbabili, che tentano anche di spacciarci la caccia come un toccasana per difendere alcuni habitat dalla presenze di popolazioni animali in sovrannumero.

Qui qualcosa davvero non funziona. 

Secondo i dati riportati dall'Associazione Vittime della Caccia, dal primo settembre al 31 ottobre 2018 questo sport ha provocato 32 vittime (8 morti e 24 feriti, di cui 2 minori), metà delle quali non erano cacciatori.

Ossia, oltre al numero inestimabile di animali uccisi, bisogna, ora, cominciare anche a fare la conta degli umani, che rimangono in qualche modo segnati dai proiettili vaganti dei cacciatori.

E neppure il maltempo dei giorni scorsi è riuscito a far bloccare l'attività venatoria, niente...la frenesia di uccidere va oltre tutto e tutti e poi ci meravigliamo ancora quando sentiamo che il numero di omicidi aumenta sempre di più anche nel nostro Paese.

Di proposito non ho voluto mettere in questo articolo fotografie di animali uccisi o di cacciatori con l'espressione idiota, che si beano davanti ad un obiettivo. 

Visto mai che questi soggetti si ritrovano anche nel blog e pensano di essere delle celebrità piuttosto che delle persone disturbate?

Chi non rispetta una vita, chi vive di violenza a volte, poi, fa fatica a riconoscere il limite consentito...

Per cui in cerca di risposte eccomi qui. Chissà magari qualcuno sa spiegarmi cosa ci sia di tanto eccitante in tutto ciò, cosa ci sia di così esaltante nell'osservare un cuore che smette di battere e un corpo che lentamente si raffredda, mentre l'energia vitale lo sta abbandonando.

Io non lo so, non lo capisco. Ecco perché oggi parliamo di caccia.