lunedì 16 gennaio 2017

#unitiperangelo Sabato 21 gennaio inaugurazione a Monteverde della statua in memoria di Angelo



Sabato 21 gennaio a Roma alle ore 11.30 nel quartiere Monteverde, verrà inaugurata una statua in memoria di Angelo, il cane ucciso a Sangineto - in Calabria - la scorsa estate, da quattro balordi solo per puro divertimento.

La statua, che verrà posta a Largo Alessandrina Ravizza, arriva quasi in contemporanea con la comunicazione della data del processo, che si terrà il prossimo 27 aprile presso il tribunale di Paolaa carico dei quattro autori del misfatto (Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro, Luca e Francesco Bonanata).

Molte le associazioni animaliste, che si sono dichiarate parte civile in questo caso. Migliaia le grida di protesta, che si sono sollevate nel corso dei mesi da ogni parte del Paese, tanto che anche i mass media hanno rivolto la loro attenzione all'accaduto.

Ora avere una statua, che ricorda Angelo, nel quartiere di Monteverde (in cui io stessa risiedo), è secondo me una testimonianza importante del fatto che non per tutti un cane è solo un cazzo di cane, come ha dichiarato anche con fierezza un altro abitante di Sangineto nel corso di un'intervista rilasciata al programma Le Iene.

In questi giorni particolarmente difficili per i rifugi, i canili ed i gattili italiani, sferzati dal freddo e dalla neve, sono tantissime le iniziative che si stanno attivando e Monteverde è in prima linea.

Raccolte di coperte, farmaci, ciotole, pappe e molto altro ancora continuano da giorni. Un tam tam spontaneo sta attraversando le strade del quartiere e i primi carichi sono già partiti.

In alcuni casi la destinazione è proprio la Calabria, ossia quella stessa terra, che è stata macchiata con il sangue di Angelo, e che ora la compassione di un'altra parte dell'umanità sembra in qualche modo voglia lavare...

zooplus.itNon si può riparare in alcun modo all'atrocità compiuta dai quattro mostri di Sangineto, che hanno ucciso un animale indifeso,il quale ha avuto una sola colpa: fidarsi di loro!

Ma si può dimostrare che esiste, invece, chi crede profondamente nel rispetto della vita e, quindi, si sta rimboccando le maniche e va avanti!

Nella locandina si ricorda una frase di Gandhi bellissima: "La civiltà di un uomo di un uomo si misura dal modo in cui tratta gli animali!".

Giuseppe LiparotoNicholas FusaroLuca Bonanata e Francesco Bonanata probabilmente non saranno neanche puniti quanto meritano per quello che hanno fatto, perché nel nostro Paese le pene per chi compie i reati contro gli animali sono blande. 

Una cosa però è certa: quella che questi giovani rappresentano è la parte peggiore dell'umanità, quella vuota, povera di spirito e carente d'animo, che non conosce la pietas e ignora l'empatia.

Angelo è morto per mano loro una volta sola e vivrà, comunque, nella mente di chiunque sa riconoscere il rispetto per la vita e da mesi continua a battersi chiedendo a gran voce: GIUSTIZIA PER ANGELO!


Sabrina Rosa