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venerdì 22 settembre 2017

La storia di Angelo diventa una docu-fiction: tra i banchi di scuola il racconto del cane massacrato a Sangineto, che ha commosso tutta l'Italia




Ogni volta che torno ad osservare lo sguardo di Angelo il cuore sobbalza. Uno sguardo pieno di aspettative, che, purtroppo, nel suo procedere non ha incontrato altro che odio, rabbia e soprattutto assenza di empatia nei suoi aguzzini.

Oggi, però, qualcuno ha deciso di ridargli voce, raccontando la sua storia perché non venga dimenticata e perché non si ripeta ancora verso altre anime innocenti, che non hanno colpa alcuna se non fidarsi dell'essere umano.


E' così che è nata una docu-fiction realizzata dal progetto di comunicazione sociale “Allegra, Yes I am” ed intitolata #Angeli - Storia di ordinaria ingiustizia.

Tre sono i nomi principali da menzionare a questo punto, ossia Antonella Tomaselli, autrice e scrittrice, dalla quale è partita l'idea di girare il filmato, Fabiana Grasso, ideatrice del progetto Allegra, Yes I am e Roberta Giudetti, scrittrice, sceneggiatrice e docente di regia. Il tutto, inoltre, è stato realizzato a costo zero, grazie all'ausilio di studenti e professionisti della scuola di regia ACME di Milano. 

Pensato proprio per le scuole, quindi destinato non a suscitare scalpore o odio, ma piuttosto ad educare (nel senso più nobile del termine, ossia e-ducere, quindi tirare fuori la parte migliore delle nuove generazioni), il filmato vede come protagonista un beagle, Artù, e racconta una storia di abbandono, intervallata da interviste fatte a nomi noti del mondo animalista, in prima linea per la lotta alle ingiustizie ed ai maltrattamenti.




Tra questi ricordiamo Edgar Meyer,  presidente dell’associazione Gaia Animail&Ambiente, Francesca Console, una delle curatrice della pagina Facebook  “L’urlo di Angelo”, Manuela Trinci, psicoterapeuta dell'infanzia e dell'adolescenza e Rossella Nigro, avv. di Gaia Lex Cosenza.
La voce narrate della storia è, invece, quella di Alessandra Casella, attrice e conduttrice televisiva.
La scelta di usare un beagle è stata voluta proprio per far andare con il pensiero al fatto che non esiste solo un Angelo (come anche il titolo ci ricorda, parlando di Angeli), ma ce ne sono tantissimi e tutti hanno bisogno del nostro aiuto.

Ecco perché è importante andare ad incontrare le nuove generazioni, quelle che sono il futuro in potenza di ognuno di noi e alle quali abbiamo l'obbligo etico e morale di consegnare un mondo migliore.
Oggi, come sappiamo, i quattro assassini di Sangineto sono stati condannati ad una pena "ridicola", ossia 16 mesi senza farne nemmeno uno in carcere, ma commutati in parte in un periodo di volontariato in un canile, oltre al pagamento delle spese processuali e dei danni.
 Ma non è questo il punto. Il punto è che bisogna educare i giovani all'empatia, a quel meraviglioso sentimento che ci consente di metterci nei panni dell'altro e di riconoscerlo nella sua unicità di vita. Cosa che di sicuro Giuseppe Liparoto, Luca Bonanata, Francesco Bonanatae Nicholas Fusaro non sanno neanche cosa sia...

zooplus.it



Le scuole possono richiedere questo filmato in alta definizione e farlo così vedere ai propri studenti, questo è fondamentale. Per chi fosse interessato basta contattare l'associazione Allegra, Yes I am   o andare sulla pagina facebook di quest'ultima.
A me gli occhi si sono lucidati più volte quando ho visto il video, ho ascoltato le parole delle persone intervistate ed ho immaginato la paura e la sofferenza provate da Angelo. Odio la violenza in ogni sua forma, ma quando perpetrata ai danni dei più deboli, la sento davvero intollerabile.
Il sogno di tutti quelli che - come me - credono in un mondo migliore, è che non accada mai più quello che è successo a Sangineto. Abbandoni, uccisioni, cessioni di animali, ogni giorno ci raccontano qualcosa di diverso, ma per rendere realtà un sogno servono molte energie e, sopratutto, tanta voglia di farlo. Questa docu-fiction e uno dei modi possibili, quindi speriamo arrivi in tutta Italia e non solo...per non dimenticare!

Sabrina Rosa



giovedì 27 aprile 2017

#unitiperangelo Richiesta di rito abbreviato per gli assassini del cane Angelo




E' stato richiesto il rito abbreviato da parte dei quattro giovani di Sangineto (CS), che hanno ucciso il cane Angelo, dopo averlo barbaramente torturato. Ciò fa si che, nel caso in qui questi siano condannati, avranno diritto alla riduzione di un terzo della pena loro inferta dal giudice.

La prossima udienza ci sarà il 18 maggio e, nel frattempo, il giudice deciderà se accettare o meno la costituzione delle diverse associazioni animaliste quali parti civili nella causa.



Anche il Comune di Sangineto ha presentato domanda per costituirsi parte civile e tale gesto è stato particolarmente apprezzato dai numerosi attivisti accorsi da ogni parte di Italia per essere presenti in tribunale, fischiando e contestando i quattro assassini alla loro uscita.

Ora il mondo animalista attende il 18 maggio per conoscere il verdetto, anche se per chiunque ami gli animali questo è già stato decretato da tempo: Giuseppe Liparotto, Luca Bonanata, Francesco Bonanata e Nicholas Fusaro siete tutti degli assassini, colpevoli di sevizie e di omicidio!

Sabrina Rosa

lunedì 23 gennaio 2017

#unitiperangelo Monteverde ricorda così Angelo, il cane vittima della follia umana



Sabato scorso è stata posta a Monteverde la prima statua in ricordo di Angelo, il cane ucciso dalla follia di quattro giovani di Sangineto in Calabria.


- Francesca Prinzi -


- Silvia Crescimanno -
Il quartiere romano, infatti, su iniziativa di Francesca Prinzi, e con il sostegno delle autorità municipali, prime fra tutte le altre la Presidente del Municipio XII di Roma Capitale, Silvia Crescimanno, e l'Assessore alle  Politiche dei lavori pubblici, trasformazione urbana. Politiche del patrimonio, Valerio Andronico, nonché il Presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Daniele Diaco, ha deciso di ricordare quanto accaduto proprio grazie ad una statua, posta a Largo Alessandrina Ravizza (statua che poi in estate sarà spostata lungo le rive del Tevere per essere ammirata da centinaia di persone).

Autore dell’opera Alessandro Di Cola, che era presente alla cerimonia, anche lui visibilmente commosso un po’ come tutti noi. Poche parole durante il suo intervento, ma toccanti e con una nota di amarezza, come è giusto che ci sia quando a riunire è una perdita e non una conquista.

La statua, che Alessandro ha realizzato, (che io personalmente trovo particolarmente bella e carica di pathos) emana un'aurea di fierezza, che è impossibile non notare. 

Dallo sguardo di questo amico a 4 zampe traspare forza, determinazione, ma - soprattutto - un senso di pace, che forse è quanto chiedono tutti coloro che in questo preciso momento continuano a scendere in piazza e a battersi non solo per non dimenticare, ma anche per evitare altri fatti del genere.

Eventi che sono davvero troppo per chi ancora riesce ad amare, che bucano le coscienze, fanno mettere in discussione sul senso del nostro essere e fanno male....


- Daniele Diaco -
Eh si perché la storia di Angelo non può che commuovere ogni volta che si torna ad ascoltarla.

Così, mentre Francesca Prinzi leggeva quanto voleva condividere con i partecipanti (come potete vedere dalla foto in alto), anche lei sopraffatta dall'emozione, improvvisamente ho sentito le lacrime, che sono tornate a scorrere, lente e calde, lungo le guance raffreddate dal clima invernale.

E poi quando, con altrettanta lentezza, sono arrivate fino alle labbra, il loro sapore salato è stato come una piccola scossa, che mi ha portato ad alzare di nuovo lo sguardo intorno a me, per accorgermi che non ero la sola a piangere, ma che la piccola folla radunatasi per l’occasione provava in quel momento la mia stessa identica emozione, il mio stesso dolore.

Perché solo sofferenza può generare il pensiero di questo cane che è morto senza fare un fiato, forse pensando ad un gioco, mentre 4 ragazzi (il peggio di questa umanità deviata) si divertivano a filmarlo.



- Massimo Wertmuller -
Anche in questo momento faccio fatica a trattenere le lacrime, perché quest’immagine non è altro che un continuo e ripetuto pungolo all’anima, che mi ricorda che qualcosa proprio non va in questo mondo, che stiamo perdendo la capacità non solo di amare, ma anche di provare compassione per le altre forme di vita, nostre coinquiline sulla terra.

Forte la presenza di Animalisti Italiani, che hanno distribuito i cartelli per testimoniare la volontà di tutti di non voler dimenticare.

zooplus.itImportante e toccante anche l’intervento dell’attore Massimo Wertmuller, come sempre presente quando bisogna metterci la faccia, quando bisogna avere il coraggio di chiedere rispetto per le proprie scelte – così come ha fatto anche sabato mattina -, senza diventare aggressivi o intransigenti, ma semplicemente standoci.
- Qui insieme a Cristina Marchetti -

E Monteverde ha scelto di esserci, di testimoniare in questo modo la sua solidarietà e la sua presa di posizione contro una violenza inspiegabile ed inaudita.

Ad aprile inizierà il processo, che porterà sul banco degli imputati gli assassini di Angelo – dei quali voglio ricordare ancora una volta i nomi, perché è giusto non dimenticarli mai: Luca Bonanata, Francesco Bonanata, Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro - e moltissime associazioni si costituiranno parte civile contro questa barbarie.

Io personalmente continuerò a seguire passo passo questa storia proprio per aiutare a non dimenticare, perché fatti come quelli di Sangineto, di Pescia e di molte altre parti del nostro Paese diventino solo un brutto ricordo o. meglio, un incubo di cui disfarsi il prima possibile.


In questi giorni i cani sono gli eroi dei salvataggi sotto le macerie, sotto le valanghe, sotto la neve alta due metri…

Post di ringraziamento nei loro confronti imperversano sui social, con grandi eloqui da parte di tutti. 

Speriamo, però, che, una volta finita questa forte emergenza, non si torni poi al solito motto “Ma è solo un cane”, quindi niente bar, niente spiagge, niente mezzi pubblici, altrimenti qui nulla cambia mai…

Perché i cani sanno chi sono sempre e comunque e non ci abbandonano mai…cerchiamo almeno per questa volta di riuscire a fare altrettanto, a ricordarci che un amico è tale sempre e non solo quando ne abbiamo bisogno.

Un grazie va a Marco Baldi, che ha scattato tutte le foto di quest'articolo.


Sabrina Rosa





lunedì 16 gennaio 2017

#unitiperangelo Sabato 21 gennaio inaugurazione a Monteverde della statua in memoria di Angelo



Sabato 21 gennaio a Roma alle ore 11.30 nel quartiere Monteverde, verrà inaugurata una statua in memoria di Angelo, il cane ucciso a Sangineto - in Calabria - la scorsa estate, da quattro balordi solo per puro divertimento.

La statua, che verrà posta a Largo Alessandrina Ravizza, arriva quasi in contemporanea con la comunicazione della data del processo, che si terrà il prossimo 27 aprile presso il tribunale di Paola, a carico dei quattro autori del misfatto (Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro, Luca e Francesco Bonanata).

Molte le associazioni animaliste, che si sono dichiarate parte civile in questo caso. Migliaia le grida di protesta, che si sono sollevate nel corso dei mesi da ogni parte del Paese, tanto che anche i mass media hanno rivolto la loro attenzione all'accaduto.

Ora avere una statua, che ricorda Angelo, nel quartiere di Monteverde (in cui io stessa risiedo), è secondo me una testimonianza importante del fatto che non per tutti un cane è solo un cazzo di cane, come ha dichiarato anche con fierezza un altro abitante di Sangineto nel corso di un'intervista rilasciata al programma Le Iene.

In questi giorni particolarmente difficili per i rifugi, i canili ed i gattili italiani, sferzati dal freddo e dalla neve, sono tantissime le iniziative che si stanno attivando e Monteverde è in prima linea.

Raccolte di coperte, farmaci, ciotole, pappe e molto altro ancora continuano da giorni. Un tam tam spontaneo sta attraversando le strade del quartiere e i primi carichi sono già partiti.

In alcuni casi la destinazione è proprio la Calabria, ossia quella stessa terra, che è stata macchiata con il sangue di Angelo, e che ora la compassione di un'altra parte dell'umanità sembra in qualche modo voglia lavare...

zooplus.itNon si può riparare in alcun modo all'atrocità compiuta dai quattro mostri di Sangineto, che hanno ucciso un animale indifeso,il quale ha avuto una sola colpa: fidarsi di loro!

Ma si può dimostrare che esiste, invece, chi crede profondamente nel rispetto della vita e, quindi, si sta rimboccando le maniche e va avanti!

Nella locandina si ricorda una frase di Gandhi bellissima: "La civiltà di un uomo di un uomo si misura dal modo in cui tratta gli animali!".

Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro, Luca Bonanata e Francesco Bonanata probabilmente non saranno neanche puniti quanto meritano per quello che hanno fatto, perché nel nostro Paese le pene per chi compie i reati contro gli animali sono blande. 

Una cosa però è certa: quella che questi giovani rappresentano è la parte peggiore dell'umanità, quella vuota, povera di spirito e carente d'animo, che non conosce la pietas e ignora l'empatia.

Angelo è morto per mano loro una volta sola e vivrà, comunque, nella mente di chiunque sa riconoscere il rispetto per la vita e da mesi continua a battersi chiedendo a gran voce: GIUSTIZIA PER ANGELO!


Sabrina Rosa





lunedì 21 novembre 2016

Evento - #Unitiperangelo Sabato 26 novembre manifestazione nazionale a Sangineto (CS) per non dimenticare





Il prossimo sabato 26 novembre appuntamento a Sangineto (CS) alle ore 14.30 per la manifestazione nazionale, organizzata per chiedere giustizia per Angelo, il cane seviziato ed ucciso da 4 giovani del posto: Giuseppe Liparoto, Luca Bonanata, Francesco Bonanata e Nicholas Fusaro.

Dal giorno del misfatto tante sono state le iniziative, più o meno spontanee, promosse dalle associazioni animaliste, ma tutt'ora non ci sono novità.

Angelo rimane una vittima innocente della follia umana, senza giustizia, senza che al momento nessuno dei suoi assassini abbia in qualche modo cambiato la propria vita, anzi, semmai, sono accaduti anche altri fatti simili (come il recente episodio a Pescia in Toscana) e la dicotomia si va così rafforzando: animali maltrattati da una parte e uomini violenti dall'altra! La giustizia dove sta?

Proprio a tale domanda pretende una risposta il Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali Onlus (N.O.I.T.A.), che è tra gli enti promotori della manifestazione di sabato 26 novembre, insieme al Partito Animalista Europeo (P.A.E.).

A raccontarmi che cosa si sta tentando di smuovere e quali sono le principali aspettative della giornata è stato proprio il Presidente Nazionale di N.O.I.T.A., Enrico Rizzi, con il quale sono riuscita a parlare telefonicamente e al quale vanno tutti i miei più sentiti ringraziamenti, per quello che sta facendo e per il tempo che mi ha dedicato.

L'azione del Nucleo Operativo italiano Tutela Animali Onlus ha preso avvio con la redazione e l'invio di una lettera a tutti i Parlamentari e allo stesso Presidente della Repubblica per chiedere un netto inasprimento della pena nei confronti di chi commette reati contro gli animali.

Al momento, tuttavia, non c'è stata neppure una risposta. Non un solo Deputato o Senatore, né tanto meno il Presidente della Repubblica, si sono mai degnati di mandare un messaggio o di mostrare un qualche interesse per la questione.


E così la situazione è diventata sempre più tesa, con gli animalisti da una parte a chiedere giustizia per Angelo e gli abitanti di Sangineto dall'altra, i quali oscillano tra momenti di netta presa di posizione contro i quattro concittadini (in alto nella foto), e momenti in cui, invece, li difendono a spada tratta, usando anche la loro stessa violenza (seppur verbale), così come abbiamo visto nel servizio de Le iene.

Stanchi dell'immobilismo legislativo, persone da tutta Italia si sono, quindi, dati appuntamento
proprio là, in quel paese in cui il sangue di Angelo è sceso a macchiare indelebilmente le strade e le mani di chi ha compiuto il misfatto.

Sono 10 i pullman che partiranno da tutta Italia - come mi racconta sempre Enrico Rizzi - e in tutto sono circa 1.000 le persone che, quando ci siamo sentiti qualche giorno fa, avevano confermato la propria partecipazione alla manifestazione.

Un numero significativo, al quale si aggiungeranno sicuramente anche altri manifestanti, che raggiungeranno con mezzi propria Sangineto.

Forse di fronte a tali numeri le autorità dovranno ben comprendere la gravità della situazione, che chiede risposte urgenti, per non rischiare di cadere in un pericoloso far west, in cui il senso di giustizia fai da te sostituisce una legge, che deve invece fare il suo corso e punire, laddove la punizione è la sola risposta equa di fronte ad un omicidio.



TUTTI GLI ANIMALI



Ogni volta che il pensiero va ad Angelo continuo a sentire un fortissimo senso di dolore, perché far del male a chi si fida di noi è davvero una crudeltà nella crudeltà e non può, ma soprattutto non deve, restare impunita.

Per ragioni personali purtroppo non potrò essere a Sangineto, ma se mandate foto, filmati o anche resoconti pubblicherò volentieri tutto, così da mostrare che esiste una parte dell'umanità che sa ancora amare e credere nella vita in ogni sua manifestazione.

Sabrina Rosa


  

giovedì 27 ottobre 2016

#unitiperangelo Tante le iniziative in corso che mi state segnalando





Eppur si muove...

Non è vero che le persone stanno sempre e solo ferme ad osservare.

Sono tantissime, infatti, le iniziative promosse a favore di Angelo, il cane ucciso a Sangineto (CO), che fortunatamente sembra davvero aver scosso le coscienze.

Nei giorni scorsi, come ricorderete, c'è stata prima l'intervista dell'inviata del programma Le Iene, nel corso della quale, ancora una volta, la violenza, o meglio, il tentativo di farsi forti ha cercato di avere la meglio.

In realtà tutto ciò non ha fatto altro che rafforzare la certezza che qui chi ha commesso il fatto debba pagare.

Vendita microspie Roma

Di lì a poco, poi, la risposta da parte della Pro Loco di Sangineto, che ha evidenziato come tutta la popolazione si senta ora messa "in un tritacarne"! Magari, però, questi signori non hanno notato che loro si sentono messi nel tritacarne, mentre Angelo era proprio appeso ad una corda!

Al di là di ulteriori polemiche, ciò che conta è che tutto questo continui a far discutere e, così, alcuni di voi mi stanno segnalando alcune petizioni e manifestazioni, legate proprio ad Angelo, che ora voglio condividere con voi.

La prima è una raccolta firme, attraverso due diverse petizioni, che trovate cliccando sui seguenti link:

https://www.change.org/p/giustizia-per-angelo-andreaorlandosp

https://firmiamo.it/giustizia-per-angelo--cane-torturato--e-ucciso--a-cosenza

Ci vuole un minuto a firmare, ma è davvero un passo importante, per andare avanti. Ringrazio la persona, che ha messo il link sulla mia pagina facebook, lasciandola anonima per ovvie ragioni di privacy.

La seconda è, invece - come potete vedere dalla locandina qui a lato -, un'iniziativa promossa dal Nucleo Operativo Italiano Tutela Animale, che sarà presente al processo contro gli assassini di Angelo, e in programma per il prossimo 24 novembre.

Si tratta di una manifestazione organizzata proprio in memoria di Angelo a Sangineto, con la speranza che siano presenti tantissime persone per esprimere la loro solidarietà a quello che - ricordo fino allo sfinimento - davvero non era un cazzo di cane, ma una vita con molta più dignità di chi l'ha uccisa in maniera così vile.

L'appuntamento è per le ore 14.30, con partenze previste da varie parti di Italia.





Sabrina Rosa

lunedì 24 ottobre 2016

"Ma per piacere, per un cazzo di cane!" Forse lo è per voi, ma il popolo animalista non la vede così e pretende giustizia per Angelo

- Immagine tratta dal sito de "Le Iene" -


"Ma per piacere, per un cazzo di cane!". Un'unica frase racchiude in sé, con pochissime parole, l'inciviltà di un paese - nello specifico Sangineto, in provincia di Cosenza- , che si schiera dalla parte dei suoi "concittadini", invece di chiedere scusa per aver dimostrato di essere insensibili e privi di umanità.

Una storia che ha scosso anche i più duri, che è rimbalzata come una pallina impazzita in tutti i social, arrivando a sollevare un potente polverone mediatico perchè non si può seviziare ed impiccare un cane randagio.

Ma qui sembra che la cosa non abbia destato alcuna reazione. Ossia il fatto che 4 ventenni (questi i loro nomi, che spero rimangano impressi nelle menti di ognuno perché non vanno dimenticati: Luca Bonanata, Francesco Bonanata, Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro) si siano divertiti ad uccidere e a postare le loro bravate non sembra che possa essere importante, anzi tutti a difenderli. Tutti a dare contro anche all'inviata della trasmissione Le Iene, Nina Palmieri, che cercava - per quanto possibile - di capire!





E, quindi, questi 4 mostri - a detta dei loro concittadini - avrebbero solo fatto una bravata! Accidenti che bella cultura laggiù, che bel modo di intendere le "bravate"! Uccidere sarebbe una bravata. seviziare sarebbe sempre una bravata! Filmare delle torture sarebbe, ancora una volta, una bravata!
Bell'educazione e bei principi che passano in questo paese!

E quale sarebbe stata la colpa - semmai possano esistere colpe che meritino ancora nel 2016 la pena dell'impiccagione - di un povero cane randagio?

Ora si chiede giustizia per Angelo. Questo il  nome dato al povero malcapitato dal popolo della rete, che vuole, anzi pretende pene esemplari per gente del genere.  

La cosa che più spaventa è che si fanno raccolte firme per fermare il Festival di Yulin in Cina, le fattorie della Bile in Oriente, il consumo di fegato d'oca in Francia ma qui - signori miei- i mostri, quelli veri li abbiano in casa!

Eccoli qui: quattro ventenni che uccidono un animale indifeso per cosa? Noia? Bisogno di sentirsi forti? O cos'altro? Un intero paese a difendere a spada tratta quelli che sono solo esempi del proprio fallimento di essere umani. 

E li difendono con forza, arrivando anche a minacciare l'inviata del programma Le Iene, alla quale viene intimato di andar via o verrà colpita con una pala. E' bello vedere di quanta grazia sia dotata certa gente, anche davanti ad una telecamera! Coraggiosi davvero! Prima se la prendono con un cane, poi con una donna...poi abbiamo anche altro in programma?

Accidenti che bel posto. Tutto ruota intorno alla violenza, alla forza fisica. Ma si sa che quando è il lato bruto dell'uomo a prevalere, allora non c'è speranza. lo insegna la storia, che le popolazioni dominate solo dalla prevaricazioni, nel tempo, si sono autodistrutte e non potrà che essere così.



Gli antichi greci recitavano: "Le colpe dei padri, ricadono sui figli!". E sembra che tutto ciò valga ancora...Questi quattro ragazzi privi di cuore, di sentimenti e di empatia, sono solo il frutto marcio di una pianta che non può essere sana e che, quindi, non porterà mai nulla di buono alla terra.

L'immagine di Angelo a me provoca un dolore forte. Il pensiero che si sia fidato di questi quattro mostri (voglio ripeterlo all'infinito) e che poi sia stato colto da terrore, una volta che ha compreso ciò che stava accadendo, diventa quasi intollerabile per quanto atroce!

Tutto ciò mi fa salire una rabbia quasi incontrollabile, alla quale però non voglio cedere, per non diventare proprio come questi quattro mostri (ancora una volta si!), attorniati da altrettanti consimili, che non conoscono dolore e pentimento, che credono di essere padroni delle vite altrui, che decretano che si tratti di avere ucciso solo "un cazzo di cane!".

Sono punti di vista...solo meri punti di vista!

Chissà quante persone in questo momento stanno pensando che voi siete solo dei "ca..i di umani!", con l'unica differenza che Angelo sapeva donare amore e voi, invece, siete contenitori vuoti, senza alcuna utilità per questo pianeta!

Ovviamente le proteste andranno avanti, fin quando non ci sarà una risposta significativa. In rete nomi e volti dei quattro mostri vengono condivisi ogni giorno, perché non si dimentichino, perché non possano nascondersi tra gli altri, come fossero persone normali. Avete voluto un video? Bene il popolo animalista vi aiuterà a rimanere famosi...come meritate di essere!

Un grazie alla trasmissione Le Iene, che ha dato dignità ad Angelo.

Sabrina Rosa

"Ma per piacere, per un cazzo di cane!" Forse lo è per voi, ma il popolo animalista non la vede così e pretende giustizia per Angelo

- Immagine tratta dal sito de "Le Iene" -


"Ma per piacere, per un cazzo di cane!". Un'unica frase racchiude in sé, con pochissime parole, l'inciviltà di un paese - nello specifico Sangineto, in provincia di Cosenza- , che si schiera dalla parte dei suoi "concittadini", invece di chiedere scusa per aver dimostrato di essere insensibili e privi di umanità.

Una storia che ha scosso anche i più duri, che è rimbalzata come una pallina impazzita in tutti i social, arrivando a sollevare un potente polverone mediatico perchè non si può seviziare ed impiccare un cane randagio.

Ma qui sembra che la cosa non abbia destato alcuna reazione. Ossia il fatto che 4 ventenni (questi i loro nomi, che spero rimangano impressi nelle menti di ognuno perché non vanno dimenticati: Luca Bonanata, Francesco Bonanata, Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro) si siano divertiti ad uccidere e a postare le loro bravate non sembra che possa essere importante, anzi tutti a difenderli. Tutti a dare contro anche all'inviata della trasmissione Le Iene, Nina Palmieri, che cercava - per quanto possibile - di capire!





E, quindi, questi 4 mostri - a detta dei loro concittadini - avrebbero solo fatto una bravata! Accidenti che bella cultura laggiù, che bel modo di intendere le "bravate"! Uccidere sarebbe una bravata. seviziare sarebbe sempre una bravata! Filmare delle torture sarebbe, ancora una volta, una bravata!
Bell'educazione e bei principi che passano in questo paese!

E quale sarebbe stata la colpa - semmai possano esistere colpe che meritino ancora nel 2016 la pena dell'impiccagione - di un povero cane randagio?

Ora si chiede giustizia per Angelo. Questo il  nome dato al povero malcapitato dal popolo della rete, che vuole, anzi pretende pene esemplari per gente del genere.  

La cosa che più spaventa è che si fanno raccolte firme per fermare il Festival di Yulin in Cina, le fattorie della Bile in Oriente, il consumo di fegato d'oca in Francia ma qui - signori miei- i mostri, quelli veri li abbiano in casa!

Eccoli qui: quattro ventenni che uccidono un animale indifeso per cosa? Noia? Bisogno di sentirsi forti? O cos'altro? Un intero paese a difendere a spada tratta quelli che sono solo esempi del proprio fallimento di essere umani. 

E li difendono con forza, arrivando anche a minacciare l'inviata del programma Le Iene, alla quale viene intimato di andar via o verrà colpita con una pala. E' bello vedere di quanta grazia sia dotata certa gente, anche davanti ad una telecamera! Coraggiosi davvero! Prima se la prendono con un cane, poi con una donna...poi abbiamo anche altro in programma?

Accidenti che bel posto. Tutto ruota intorno alla violenza, alla forza fisica. Ma si sa che quando è il lato bruto dell'uomo a prevalere, allora non c'è speranza. lo insegna la storia, che le popolazioni dominate solo dalla prevaricazioni, nel tempo, si sono autodistrutte e non potrà che essere così.



Gli antichi greci recitavano: "Le colpe dei padri, ricadono sui figli!". E sembra che tutto ciò valga ancora...Questi quattro ragazzi privi di cuore, di sentimenti e di empatia, sono solo il frutto marcio di una pianta che non può essere sana e che, quindi, non porterà mai nulla di buono alla terra.

L'immagine di Angelo a me provoca un dolore forte. Il pensiero che si sia fidato di questi quattro mostri (voglio ripeterlo all'infinito) e che poi sia stato colto da terrore, una volta che ha compreso ciò che stava accadendo, diventa quasi intollerabile per quanto atroce!

Tutto ciò mi fa salire una rabbia quasi incontrollabile, alla quale però non voglio cedere, per non diventare proprio come questi quattro mostri (ancora una volta si!), attorniati da altrettanti consimili, che non conoscono dolore e pentimento, che credono di essere padroni delle vite altrui, che decretano che si tratti di avere ucciso solo "un cazzo di cane!".

Sono punti di vista...solo meri punti di vista!

Chissà quante persone in questo momento stanno pensando che voi siete solo dei "ca..i di umani!", con l'unica differenza che Angelo sapeva donare amore e voi, invece, siete contenitori vuoti, senza alcuna utilità per questo pianeta!

Ovviamente le proteste andranno avanti, fin quando non ci sarà una risposta significativa. In rete nomi e volti dei quattro mostri vengono condivisi ogni giorno, perché non si dimentichino, perché non possano nascondersi tra gli altri, come fossero persone normali. Avete voluto un video? Bene il popolo animalista vi aiuterà a rimanere famosi...come meritate di essere!

Un grazie alla trasmissione Le Iene, che ha dato dignità ad Angelo.

Sabrina Rosa