giovedì 21 giugno 2018

#Stopyulin La Cina e le sue follie



La sveglia è suonata, come ogni mattina, impietosamente verso le 5.00. Corsa per dare la colazione a tutti i pelosi di casa, sistemazione lettiere, servizio cat sitter a splendidi mici che non stanno troppo bene di salute, nuova corsa in ufficio e, appena entrata, l'occhio cade sul calendario: 21 giugno.

Quasi che un pugno mi avesse colpita in pieno stomaco, sono caduta sulla sedia e rimasta a guardare fissa questa data: 21 giugno, ossia eccidio di Yulin. Ironia della sorte poi sul mio calendario da tavolo, donatomi da Jimmy de L'isolachenonc'è, a giugno c'è proprio una cagnolina, Dora, che dorme beata e quest'immagine ancor di più mi ha fatto tremare le gambe.

Oggi è il giorno del massacro. Il giorno che gli animalisti di tutto il mondo temono anche nei restanti 364 giorni all'anno, perché la ferocia che connota il festival di Yulin è davvero senza possibilità di commento.

Centinaia di cani spellati vivi e bolliti vivi, uccisi con ferocia e barbaria solo perché una stupida credenza porta questa parte della popolazione cinese a credere che, nutrendosi con la carne di questi poveri animali, aumenterà il proprio vigore sessuale e la propria energia. 

Eh si, che poi ci manca anche che aumenti questo vigore e che persone del genere si riproducano, non basta quelle che già ci sono...

La terra di questa parte di mondo, allora, si colora di rosso e nell'aria riecheggiano gli ululati di paura di cani, catturati per strada, acquistati, a volte anche rubati...

Le foto del festival girano in rete, ormai, da giorni, ma non volevo pubblicarle qui, perché non serve a nulla. Sappiamo tutti ciò che succede, sappiamo quale agonia sono costretti a vivere questi cani, prima di morire. Sappiamo, protestiamo, organizziamo manifestazioni e sit in, ma nulla cambia.

Ogni anno il 21 giugno torna e inesorabilmente porta con sè il grido disperato di morte di queste povere creature.

Mi piacerebbe tanto, come molte altre persone, in questa giornata scrivere della felicità legata al fatto che proprio oggi comincia l'estate, ma non posso, non riesco. Riuscirò a farlo solo e soltanto quando Yulin sarà soppresso e resterà solo il ricordo di un eccidio senza senso, che non ha fatto altro che mietere vittime innocenti.

Che, poi, sono le stesse vittime innocenti che mietiamo ogni giorno anche noi in occidente con i nostri allevamenti intensivi e i nostri macelli. 

Qualcuno leggendo questa frase sicuramente storcerà il naso e penserà: la solita estremista. No, non sono estremista (o forse si, dipende dalla connotazione che vogliamo dare a tale termine), ho solo necessità, per mia personale convinzione etica, di rispettare la vita, sempre e comunque, senza distinzione di specie. 

La scusa che i cani siano più intelligenti di altri animali non tiene più, non trova giustificazione alcuna. Gli animali sono tutti esseri senzienti, per questo un cane non è diverso da una vacca o da una gallina o da una capra o da un orso (e qui manderei anche un pensiero alle centinaia di orsi della luna sacrificati nelle fattorie della bile, sempre in oriente e sempre per incrementare il proprio vigore e stare bene).

Al momento, però, Yulin c'è e tutti noi dobbiamo farci i conti. Stasera, rientrando a casa, la carezza di rito ai miei due cani sarà fatta con un tocco più leggero e, al tempo stesso, anche più più deciso, in grado di penetrare nel loro manto ed arrivare a sentire tutto il calore del loro corpo, un tocco che possa ricordare loro che sono in salvo e al sicuro e che nessuno farà mai più loro del male (sono sottratti ad un canile lager, quindi anche loro hanno già conosciuto la ferocia umana).

Come ogni anno la speranza è che sia l'ultima volta che parlo di Yulin e mi auguro che, prima o poi, questo sogno diventi realtà.

Un pensiero speciale per ogni anima oggi volata sul ponte dell'arcobaleno, perché possa tornare a correre felice, scordando ogni dolore e sofferenza subita.

Purtroppo l'essere umano è anche questo e non possiamo far finta di dimenticarcelo!