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mercoledì 18 gennaio 2023

Monteverde come il far west. Cinghiali uccisi in strada e tutto intorno solo l'odore acre di quando la vita cessa di esistere



Se fossimo in un film, probabilmente saremmo in un fil di fantascienza, all'interno del quale i protagonisti si addormentano le sera in uno dei quartieri residenziali più noti di Roma e si risvegliano poi al mattino invece indietro di centinaia di anni, nel bel mezzo di un film western dove cow boy improvvisati cacciano animali "feroci" e difendono così il loro territorio.
Solo che questo non è un film, i cow boy sono gli stessi che mai penseresti di vedere rivestire quei panni e soprattutto le belve feroci non sono altri che povere creature innocenti con la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato e in particolar modo in un corpo altrettanto sbagliato. 

Finisce così nel peggior modo possibile una situazione iniziata domenica, che ha visto uccidere ancora una volta animali, che potevano essere salvati, che avevano la possibilità di essere sterilizzati e quindi ospitati all'interno di un santuario o un rifugio adatto alle loro esigenze, ma che invece hanno trovato nella voglia di rivalsa umana l'epilogo del loro triste destino.

Dunque, ancora una volta si è aperta la battuta di caccia ai cinghiali, ma in realtà si sono anzi scoperchiati in tutta la loro ferocia la voglia di far del male ed il desiderio di esercitare una violenza gratuita verso delle creature del tutto innocenti, che non avevano colpe e non avevano attaccato nessuno, ma cercavano, come tutti, un loro angolo di pace nel mondo (mondo che ricordiamo non è nostro, non ci appartiene in quanto esseri umani, ma ci ospita come fa con qualsiasi altro vivente, che vi abita!).

Non so, tuttavia letta sotto qualsiasi punto di vista la storia dei cinghiali è un po' una favola amara, una di quelle favole in cui non solo non c'è lieto fine, ma c'è una morale che dovrebbe in qualche modo spaventare tutti e che invece per lo più stiamo sottovalutando.

A prescindere infatti dal dalla lobby che c'è dietro i cacciatori, dietro la vendita di armi, dietro una promozione sempre più incisiva di una cultura della morte e del dolore e chi più ne ha più ne metta, ci si sta scordando che questo dare libero spazio alla violenza non non fa altro che generare altra violenza ossia non è altro che un modo perché chiunque si possa poi sentire legittimato ad uccidere, a sparare, a colpire chi non ha alcuno scudo protettivo in quel momento.

Solo di qualche giorno fa la notizia di quella ragazza uccisa a 24 anni dal suo ex soltanto perché non voleva più stare insieme a lui. Uccisa di fronte al proprio fratello e colpita con un colpo di pistola al petto per un semplice "no". 

Ora qualcuno penserà scandalizzato: "Eh sì, ma che vogliamo mettere una vita umana con quella di un cinghiale?". Direi che si, mettiamola, perchè la vita è fatta di prospettive, quindi questa domanda per alcuni magari potrebbe anche essere ribaltabile. Cosa dà valore ad una vita, ma sopratutto chi può arrogarsi il diritto di mettere fine ad un'esistenza? 

Io, che comunque seguo da sempre una visione biocentrica, all'interno della quale in la vita è appunto al centro di tutto, per cui che sia un cinghiale che sia una donna che sia anche un semplice moscerino per me una vita è una vita e basta, vorrei quindi riflettere proprio su questo punto ossia se siamo arrivati all'ultimo stadio della morale condivisa, per cui tutto ciò che non ci piace, tutto ciò che non vogliamo o tutto ciò che, al contrario, invece noi vorremmo ma che decide di non appartenerci noi lo eliminiamo con un semplice colpo di pistola, con una freccia (come è successo sempre recentemente, con calci e pugni....perchè, se realmente stanno così le cose, allora in noi c'è qualcosa di profondamente sbagliato. 

Stiamo vivendo oggi in una società che è malata e non ce ne rendiamo conto, perché della violenza non ci accorgiamo nemmeno più, la stiamo vivendo come se fosse un film  che vediamo da spettatori distaccati e distante, mentre in realtà è qualcosa che sta qui intorno a noi, che ci circonda, che ci pervade e che al tempo stesso lentamente ci annienta. 

Sparare a degli animali in pieno centro di una metropoli come Roma, all'interno di Villa Pamphili o comunque di fronte a uno dei suoi ingressi, credo che sia una follia, un delirio, un qualcosa che se non freniamo subito porterà solo ad un ulteriore escalation di violenza e si arriverà poi fin dove? 

Forse molti neppure si sono posti ancora questa domanda, che invece sempre più spesso sta diventando un tarlo nelle mia testa, perché per ora la fine non è davvero prevedibile e se davvero siamo vivendo come in un film, ebbene dobbiamo essere veloci nel comprendere che per questo stesso film è stata scritta solo parte della trama, ma non il finale e dunque al momento non sappiamo fin dove si potrà arrivare. 

Dunque di fronte a fatti come quello di questa mattina non basta indignarci, non serve a niente scrivere sui social epiteti ed improperi o maledizioni varie, perché questo non porta a nulla di buono, anzi semmai ci lancia sempre più in profondità nella spirale della violenza e della rabbia e se ci facciamo inghiottire anche noi da  questo turbinio, allora viene meno anche la speranza di un mondo migliore. 

Credo che sia tempo che qualcosa cambi, ma che cambi davvero a partire proprio da ognuno di noi, a partire dalla voglia di nuovo rispetto della vita. Siamo ormai stanchi di tutte queste menti illuminate, che pensano che sparare a dei poveri cinghiali sia la risoluzione dei problemi di una città, che da anni ormai brancola nel buio e che si ricorda dei propri animali o in campagna elettorale, perchè si sa che noi animalisti siamo tanti e quindi pur di accaparrarsi voti tutti si mostrano attenti alla problematica, o in momenti di crisi, in cui dare il contentino della caccia libera appaga alcuni animi e ne arricchisce altri. 

Mi chiedo sempre più spesso se qualcuno si sia mai messo nei panni di queste povere creature, che la mattina si svegliano in piena pace, che come sempre si curano reciprocamente, i cuccioli seguono le mamme e giocano tra di loro e non sanno che qualcuno ha già deciso di mettere fine alla loro vita, perchè? Perchè sono troppi...perchè ci stanno invadendo...perchè sono "cattivi"....la lista dei perchè potrebbe essere infinita, le scuse quando si deve giustificare un omicidio sono sempre fantasiose e ricche, peccato solo che non siano altrettanto divertenti. 

La storia dei cinghiali abbattuti un anno fa all'interno di un parco, nell'area giochi dove fino al giorno prima stavano insieme a mamme e bambini, senza arrecare danno a nessuno, uccisi proprio davanti a quegli stessi bambini, che piangevano ed urlavano, mentre gli adulti impotenti non potevano fare nulla pena l'arresto (tutti ricorderemo che due donne disarmate e che hanno solo cercato di fermare gli spari, sono state immediatamente bloccate e hanno rischiato appunto di essere portate in galera!) possibile non ci abbia insegnato nulla? 

E poi ci meravigliamo che a qualche centinaia di chilometri da noi c'è chi tira bombe sul palazzi ed uccide persone, ci sentiamo tanto buoni nell'affermare la nostra superiorità culturale, ci proclamiamo la parte civile del mondo, ma a me non sembra che in fondo qui siamo messi tanto meglio. 

La morte non può mai trovare giustificazione in niente e nessuno, se causata dalla mano umana. Se non fermiamo il prima possibile tutto quello che sta succedendo, se non ci rendiamo finalmente conto che stiamo facendo sanguinare il cuore di ognuno di noi non andremo più da nessuna parte, ma rimarremo imprigionati nelle paludi dell'indifferenza e della crudeltà, che noi stessi stiamo creando con le nostre scelte assurde e prive di umanità, ma quella vera e non quella spacciata per superiorità assoluta.

Dunque storie come questa si spera che non si sentano più, anche se probabilmente in questo stesso momento si stanno pianificando altre battute di caccia cittadine...stesse vittime, solo posti diversi.

Un mondo migliore è un mondo possibile, ma sta ad ognuno di noi renderlo tale!

Un grazie ad Edgar Meyer che mi ha dato le foto, foto che nessuno di noi avrebbe mai voluto vedere


venerdì 23 ottobre 2020

Giustizia per i cinghiali di Roma



Il 24 ottobre tutti in piazza del Popolo per chiedere che venga fatta giustizia per la famiglia di cinghiali sterminata nella Capitale e che chi ha commesso questo orrendo crimine paghi

Si terrà domani, sabato 24 ottobre 2020, a Roma e precisamente in Piazza del Popolo, la manifestazione di sensibilizzazione, che ha come scopo quello di chiedere giustizia per i sette cinghiali giustiziati qualche giorno fa, senza aver commesso alcuna colpa, se non quella di essersi fidati degli esseri umani.

All'evento saranno presenti numerose associazioni animaliste, ma anche liberi cittadini, mamme con bambini e chiunque sia ancora in grado di sdegnarsi di fronte ad alcuni fatti, che fanno rabbrividire e che mai prima d'ora si sono verificati nella nostra città.

Di seguito il PROGRAMMA COMPLETO dell'evento:

"Ore 14,30 Inizio e Presentazione manifestazione. Verrà discussa:

• Finalità

• Programma

• Modalità

 

Ore 15,00 Proiezione video che mostra l’uccisione dei cinghiali

Ore 15,10 Le famiglie con i bambini saliranno sul palco o, in mancanza di esso, si

posizioneranno in prima fila davanti a tutti. Verrà chiesto un minuto di

silenzio per ricordare la mamma e i cuccioli uccisi nel parco.

Subito dopo partirà una musica mentre scorreranno le immagini dei cinghiali

morti.

Sarebbe bello far fare ai bambini dei disegni da portare e tenere in mano

mentre scorrono le immagini.

Ore 15,20 Ascolto testimonianze dei bambini e dei loro genitori sugli eventi di venerdì 

16 ottobre

Ore 16,00 Inizio interventi da parte dei partecipanti che hanno inviato richiesta entro

venerdì 23 (ore 23:00) all’indirizzo email animaliberaction@gmail.com

Si chiederà:

• Chiarimento su quanto accaduto tramite l’accesso agli atti;

• Revoca del protocollo vigente

• Partecipazione ai futuri tavoli tecnici dove sono interessati gli animali;

• Richiesta dei verbali dei prossimi tavoli tecnici qualora non venga

garantita la partecipazione delle associazioni animaliste

• Valutazione per soluzioni alternative all’abbattimento esponendo varie

proposte delle associazioni animaliste

 

MODALITÀ’ E SVOLGIMENTO

La manifestazione è aperta a tutti purché i partecipanti rispettino le misure inerenti al

distanziamento e all’utilizzo obbligatorio delle mascherine.

Si raccomanda un comportamento consono allo spirito dell’iniziativa e non saranno ammessi

comportamenti incivili e violenti.

Non sarà possibile indossare MASCHERE che coprano il viso

 

Sono ammessi STRISCIONI, LOGHI E CARTELLI

L’ordine degli interventi sarà del tutto casuale onde evitare polemiche sulle precedenze di ognuno.

Un bambino estrarrà da un contenitore i nomi di chi ha manifestato il desiderio di parlare.

Per dare spazio a tutti di intervenire ci sarà un tempo massimo che verrà deciso in base al numero

di persone che vorranno prendere parola (le associazioni hanno la precedenza).

 

Le associazioni che rappresentano anche un partito politico, avranno la possibilità di parlare a

patto che l’intervento sia finalizzato ad esporre le proposte politiche a sostegno degli animali e

non si trasformi in una propaganda politica. Il testo dell’intervento dovrà essere inviato

all’indirizzo email animaliberaction@gmail.com entro e non oltre le ore 23:00 di Venerdì 23

ottobre 2020.

Non sono previsti dibattiti politici.

 

Ricordiamo che gli animi sono caldi ma l’invito è quello di non trasformare la manifestazione in

un'arringa e rispettare la partecipazione dei bambini in piazza.

Gestire al meglio questa protesta sarà compito di tutti. La presenza delle televisioni sarà una

grande opportunità per dar voce a tutti gli animali, un'occasione per porre l’attenzione su di loro.

Non deludiamo le aspettative dei cittadini che si aspettano da noi un atteggiamento pacato e

rispettoso.

Noi animalisti veniamo spesso criticati e derisi, non offriamo ai giornalisti pretesti per venir

attaccati.

 

ABBIGLIAMENTO:

Raccomandiamo un abbigliamento uniforme, vestiti di nero. Sia per un impatto visivo di grande

effetto, sia per risaltare lo spirito luttuoso.

E’ previsto un TELO BIANCO per dare l’opportunità a tutti di scrivere un pensiero, una frase o

qualunque cosa possa ricordare la giornata. Lo stesso telo, a fine giornata, prenderà le sembianze

di un vero e proprio manifesto da poter apporre sotto la Regione o altro luogo ove si intenda

protestare successivamente.

In caso di pioggia l’evento non verrà annullato.

Al momento, visto il poco preavviso, non abbiamo ricevuto il permesso dal comune per montare

un palco.

Ci saranno delle tv e delle casse per mostrare i video ed ascoltare i vari interventi tramite un

microfono senza fili.

Ci teniamo a sottolineare che a causa dell’urgenza della manifestazione e a causa dei tempi

ristretti, la manifestazione avrà sicuramente qualche lacuna ma l’importante è esserci ed essere

uniti nella battaglia per i diritti degli animali.

Aiutiamoci e collaboriamo affinchè questa possa essere un’occasione per migliorare le nostre

future battaglie"

Speriamo che ci sia una partecipazione numerosa, perchè chi ha commesso questo massacro, chi stava là e rideva dicendo che stava per iniziare lo "spettacolo" non deve più poter commettere dei fatti simili, ma anzi deve pagare per quanto accaduto.

L'appuntamento allora è per tutti alle 14.30, non mancate!

giovedì 2 marzo 2017

Roma: emergenza cinghiali in strada. Ecco cosa fare se ne avvistate uno



Può sembrare uno scherzo, ma non lo è affatto. Purtroppo a Roma capita anche questo: imbattersi in cinghiali terrorizzati, che corrono a perdifiato nel quartiere Aurelio in cerca di riparo.

Proprio qualche sera fa è stato anche girato un video (di cui non metto il link, perché pieno di bestemmie e parolacce del tutto inutili, come inutili sono gran parte dei comportamenti umani in queste situazioni!), che riprendeva un cinghiale mentre tentava di trovare un riparo, di sicuro spaesato ed impaurito per quanto stava vivendo.

Ora il problema è che tutti sappiamo bene che cosa può significare trovarsi davanti ad uno di questi animali in preda a terrore.
- Foto presa da Il Messaggero -

Un cinghiale non è un cucciolo di cane o di gatto. Comportamenti irresponsabili possono portare a farsi molto male e, di conseguenza, poi anche a far del male a questo amico a 4 zampe.

Ecco che allora su facebook viene indicato, grazie ad Ida Oliva e a Stefania Pierleoni, che ha postato il suo messaggio, cosa fare. 

Di seguito vi riporto le loro indicazioni integralmente:


"Ida Oliva
Invita tutti coloro che abbiano avvistato 
o già segnalato cinghiali
Ad INVIARE CIASCUNO UNA MAIL
CON DATI LUOGO E FOTO se ci sono
A
fs.guardiarurale@libero.it
Si faranno loro parte diligente presso
vigili ed asl veterinaria
Che dovranno coordinare interventi
Per catture e reinserimento .."
.


zooplus.it




Ora, quindi, che a nessuno venga in mente di improvvisarsi cow boy, perché prima di tutto siamo solo semplici cittadini, che nella maggior parte dei casi neanche sappiamo riconoscere un cinghiale da un maiale, quindi figurarsi fermarlo, e secondo perché può rivelarsi una mossa molto stupida.

Allora con il Sindaco Marino avevamo i maiali in giro per Roma, con la Sindaca Raggi i cinghiali...e poi c'è ancora chi dice che si tratta di persone non attente agli animali! Ma come? 

Speriamo solo in una maggiore illuminazione dell'Amministrazione attuale rispetto alla precedente, perché all'epoca Marino aveva proposto la macellazione dei poveri maiali, quale soluzione illuminata. Qui - sempre sottolineo spero - ci saranno risposte diverse?

Staremo a vedere e intanto, se fate un giro per il quartiere Aurelio, munitevi di macchinetta fotografica o di smartphone abilitato, che possono sempre risultare utili in questo periodo!

Sabrina Rosa



lunedì 7 novembre 2016

Lieto fine: anche i 4 cinghiali sono in salvo



E ogni tanto una bella notizia davvero ci regala un pò di energia positiva. Cosa che, soprattutto in questo periodo, dove si fa lo slalom tra scosse di terremoto, nubifragi e trombe d'aria per arrivare al domani, davvero male non fa.

Vi ricordate i 4 cinghiali che cercavano adozione? Sembrava quasi un caso disperato, che richiedesse un miracolo piuttosto che una ben poco efficace risposta positiva e invece, no. Alla fine la situazione si è risolta e così la persona che, da tempo ormai, si sta attivando per trovare loro una casetta è riuscita a centrare l'obiettivo e ora sono tutti e quattro finalmente in salvo.

I piccolini (si possono chiamare così dei cinghiali? Non so se sia corretto, ma io voglio appellarli proprio così!)...quindi dicevo che i piccolini hanno finalmente uno spazio protetto e recintato e potranno anche andare in giro a passeggio, senza più correre il pericolo di incappare in qualche folle, che ancora identifica cinghiali e maiali con prosciutti e salsicce, senza che la sua piccola mente riesca a fare un passetto in avanti...ad andare un pò più in là!

Ho finito di parlare poco fa con la persona che ha reso possibile tutto ciò. Una persona fantastica - di cui non faccio il nome per ragioni di privacy -, che ha davvero un cuore grande.




Mi ha raccontato di aver pianto quando li ha visti finalmente liberi di poter vivere in maniera dignitosa, di poter grufolare allegramente in terra. Nel video (che non inserisco, sempre per altrettanta privacy, ma che ha fatto scendere giù anche a me una lacrimuccia!) sembrano proprio dei bambini che arrivano per la prima volta in un parco e sono attratti da tutto quello che li circonda, anche se portano ancora dentro il segno di paure e, forse, di maltrattamenti, tanto che avanzano uniti, vicini tra loro, esattamente come li vedete nella foto in alto.

Sono le storie come questa che dovrebbero rimbalzare di bacheca in bacheca ed affollare i nostri social network, rubando spazio, così, a tutte le notizie atroci, che, invece, sembrano ormai all'ordine del giorno. Bollettini di guerra spietati, che poco o nulla lasciano all'immaginazione.

Io personalmente faccio sempre più fatica a scorrere la Home di Facebook, incalzata dalla paura di imbattermi improvvisamente in scene raccapriccianti, che di sicuro centrano il bersaglio e vanno dritte al cuore...di chi ne possiede uno ovviamente...ma poi di là non si smuovono facilmente e a me personalmente tornano più volte in mente nel corso della giornata, togliendomi energie e vitalità.

Quindi poter parlare di un lieto fine, come qualche giorno fa per la storia di Artù, è proprio un privilegio!

Buona vita piccolini. Il vostro destino ha preso una direzione inaspettata da che un angelo ha incrociato il proprio cammino con quello che stavate compiendo e che vi stava portando lungo una strada senza ritorno. Ora siete davvero liberi!

A chi vi ha salvato e a chi vi ospita ora tantissimi ringraziamenti perché sono le persone così a dare la speranza un giorno dopo l'altro.

sabato 8 ottobre 2016

Appello urgentissimo - Cinghiali in cerca di adozione. Se non troveranno casa finiranno in un macello



Ebbene si in questa settimana di appelli ne ho messi parecchi: cani, gatti, conigli, cavie e ora anche cinghiali. Proprio così: cinghiali. 

Perché nella Capitale succede anche di questo...ritrovamento di 4 cuccioli di cinghiali, che ora cercano una casetta, che li accolga. 

Tra l'altro, essendo la loro sistemazione urgente e non certamente semplice, come potrebbe essere quella di un pet, è importante far girare la voce il più possibile per farla arrivare alla persona giusta.

La segnalazione mi è arrivata in mattinata e di seguito vi riporto, come sempre, l'appello originale:

"Quattro cinghiali in cerca di casa !!!
L'Associazione noi&loro cerca qualcuno disposto ad adottare quattro cinghiali di circa sei mesi recuperati al centro di Roma
stavano per fare una brutta fine ma adesso ci serve qualcuno che non voglia farli finire in padella e soprattutto che ami questi animali che ormai di selvatico hanno ben poco.
Sono buonissimi e abituati alle persone.
Per info chiamare il numero 3393501334


Al momento non so darvi altre informazioni, ma appena ne saprò di più voglio proprio raccontarvi la storia di questo recupero, che scopre una delle tante sorprese alle quali Roma ci sta abituando un giorno dopo l'altro.

Sabrina Rosa