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giovedì 2 marzo 2017

Roma: emergenza cinghiali in strada. Ecco cosa fare se ne avvistate uno



Può sembrare uno scherzo, ma non lo è affatto. Purtroppo a Roma capita anche questo: imbattersi in cinghiali terrorizzati, che corrono a perdifiato nel quartiere Aurelio in cerca di riparo.

Proprio qualche sera fa è stato anche girato un video (di cui non metto il link, perché pieno di bestemmie e parolacce del tutto inutili, come inutili sono gran parte dei comportamenti umani in queste situazioni!), che riprendeva un cinghiale mentre tentava di trovare un riparo, di sicuro spaesato ed impaurito per quanto stava vivendo.

Ora il problema è che tutti sappiamo bene che cosa può significare trovarsi davanti ad uno di questi animali in preda a terrore.
- Foto presa da Il Messaggero -

Un cinghiale non è un cucciolo di cane o di gatto. Comportamenti irresponsabili possono portare a farsi molto male e, di conseguenza, poi anche a far del male a questo amico a 4 zampe.

Ecco che allora su facebook viene indicato, grazie ad Ida Oliva e a Stefania Pierleoni, che ha postato il suo messaggio, cosa fare. 

Di seguito vi riporto le loro indicazioni integralmente:


"Ida Oliva
Invita tutti coloro che abbiano avvistato 
o già segnalato cinghiali
Ad INVIARE CIASCUNO UNA MAIL
CON DATI LUOGO E FOTO se ci sono
A
fs.guardiarurale@libero.it
Si faranno loro parte diligente presso
vigili ed asl veterinaria
Che dovranno coordinare interventi
Per catture e reinserimento .."
.


zooplus.it




Ora, quindi, che a nessuno venga in mente di improvvisarsi cow boy, perché prima di tutto siamo solo semplici cittadini, che nella maggior parte dei casi neanche sappiamo riconoscere un cinghiale da un maiale, quindi figurarsi fermarlo, e secondo perché può rivelarsi una mossa molto stupida.

Allora con il Sindaco Marino avevamo i maiali in giro per Roma, con la Sindaca Raggi i cinghiali...e poi c'è ancora chi dice che si tratta di persone non attente agli animali! Ma come? 

Speriamo solo in una maggiore illuminazione dell'Amministrazione attuale rispetto alla precedente, perché all'epoca Marino aveva proposto la macellazione dei poveri maiali, quale soluzione illuminata. Qui - sempre sottolineo spero - ci saranno risposte diverse?

Staremo a vedere e intanto, se fate un giro per il quartiere Aurelio, munitevi di macchinetta fotografica o di smartphone abilitato, che possono sempre risultare utili in questo periodo!

Sabrina Rosa



mercoledì 22 febbraio 2017

Essere Animali Onlus: un impegno costante affinché un mondo diverso sia possibile



EssereAnimali onlus è una realtà del Terzo Settore, che opera a titolo completamente gratuito per dire NO ad ogni forma di sfruttamento animale.

I suoi volontari si muovono tra banchetti informativi, conferenze, investigazioni all’interno di macelli ed allevamenti per cercare di rendere visibili queste realtà anche a chi fa di tutto per negarle.

Grazie al supporto dei media, poi, in questi ultimi tempi Essere Animali è diventata ancor più incisiva nella diffusione dei propri reportage e così oggi gran parte del mondo animalista sa chi è e cosa fa.

La sede principale dell’organizzazione è a Bologna, in via Antonio Zoccoli 27 – Email: info@essereanimali.org, tel: +39342.0509174, fax: +39051.0544368 e, accanto a questa, operano diverse dei locali che sono nello specifico le seguenti:
Milano
email:  milano@essereanimali.org
tel:  +39 342 0509174
Bologna
mail:  bologna@essereanimali.org
tel:  +39 342 1894500
Brescia
email:  brescia@essereanimali.org

Sul sito di Essere Animali potete trovare foto e video delle investigazioni fatte, ma anche tutte le informazioni utili per diventare volontari e per sostenere tale progetto.
E fin qui la presentazione ci sta.

Ma chi sono i volontari di Essere Animali? E come fanno a sostenere il dolore di veder morire tanti animali, soprattutto quando operano sotto copertura?

Domande che mi sono posta più volte e per le quali alla fine, grazie a Roberto (attivista del gruppo) ho trovato finalmente non solo una risposta, ma molto molto di più….

Ho incontrato per la prima volta i volontari di Essere Animali lo scorso 1 novembre a Thegreenplace in occasione del World Vegan Day. Una giornata iniziata benissimo, tra Camillo, il vitellino scampato dal macello, e Lucia, la pecorella non vedente, entrambi ospiti della struttura, ma conclusasi – almeno per me e per le persone, che erano insieme a me e che mi hanno supportata fino al rientro a casa – in tragedia.
Alla visione dei video trasmessi e dopo aver ascoltato la testimonianza degli attivisti, mi è calato addosso un velo denso di dolore, così forte che per il resto del pomeriggio mi ha intrappolata, impedendomi di respirare, di interagire ancora con chiunque fosse là presente. Del viaggio di ritorno ricordo solo lacrime e il continuare a ripetere, tipo mantra: “Ma come si fa?”.

Ci sono voluti giorni perché riuscissi di nuovo a distogliere il pensiero verso la parte più costruttiva dell’attivismo, continuando sempre a domandarmi come sia possibile che accada tutto ciò.
E così i mesi sono passati e, proprio in occasione del Veggie Planet, ecco di nuovo un intervento di Essere Animali. Ed ecco di nuovo il terrore di rivedere quelle immagini, tra il desiderio di capire da una parte e la voglia di fuggire dall’altra.

Alla fine, come sempre, ha prevalso la prima delle due emozioni. Perché le cose lasciate a metà non fanno parte del mio vivere e soprattutto perché credo fermamente al fatto che nulla capiti per caso, quindi alla seconda occasione non potevo dire di no.

E’ così che ho ascoltato l’intervento di Roberto, i suoi racconti. Le cifre impressionanti di eccidi, di cui ha parlato sono arrivate dritte, senza mezzi termini, come solo i colpi fendenti sono in grado di fare. Ogni anno 13.000.000 di maiali vengono macellati per finire nei nostri piatti. Sempre ogni anno 170.000 visoni sono giustiziati per diventare pellicce. I cavalli, che tanto amiamo, sono costretti a compiere il loro viaggio della morte dai Paesi dell’est in Italia e qui sono macellati. In Francia continuano ancora a consumare foie gras…  

Un bollettino di guerra. Una scia di sangue che, solo a sentirne parlare, il sangue lo fa ribollire a chi sa ancora cosa significhi il rispetto della vita.

E così nella mente mi si sono aperti due scenari. Da una parte gli animalisti che strillano, urlano, si agitano, sembrano sempre arrabbiati con qualcuno (anche a ragione direi), ma nella loro frenesia, diventano poi uguali ai carnefici. Da vittime si trasformano essi stessi in persecutori. Perché augurare la morte a chi a sua volta ha ucciso, crea solo un inutile circolo vizioso dal quale non se ne esce più.
Io di certo non sono un’anima remissiva, chi mi conosce lo sa bene! Ma negli anni (saggezza della vecchiaia!) ho imparato che non fa bene odiare, che si disperdono solo energie, che potrebbero invece essere convogliate in altro, in qualcosa di molto più costruttivo. Rimboccarsi le maniche ed andare avanti…

Quindi continuando a seguire il mio scenario se da una parte – come dicevo poco fa – trovo schierati le orde inferocite, dall’altra eccolo là Roberto, con la sua voce bassa ma incisiva, il suo non verbale pacato e una forza, che sprigiona dalle sue parole, che non richiede un tono urlante per farsi comprendere.

Allora si, qui si chiude un cerchio e così ho deciso di rubargli qualche minuto per saperne di più, dopo aver condiviso con lui la mia precedente esperienza di fronte ai video e la mia, ormai, smascherata incapacità di guardare ancora quelle immagini (per chi non lo sapesse: sono state due volte in un macello quando studiavo veterinaria. Ho sentito e visto immagini indelebili, che non posso cancellare più, ma che non voglio rievocare. Chi è stato marchiato a fuoco dal lato oscuro umano in qualche modo deve difendersi!).



La mia prima domanda allora non poteva che essere: come si fa a portare avanti delle investigazioni e a non rimanere sopraffatti dalla violenza, cadendo nell’umana tentazione di urlare vendetta?

E la risposta di Roberto arriva immediata: oltre ad avere un sostegno psicologico come gruppo – elemento prezioso, anzi direi indispensabile – per comprendere e far arrivare i messaggi “bisogna sempre ricordare che anche noi eravamo come quelle persone alle quali ci stiamo rivolgendo”. Eccolo qui il mio cerchio magico che trova la sua fine nella sua stessa origine grazie a questa visione del volontariato, che è poi la filosofia portante di Essere Animali.

Vendita microspie Roma
Inutile urlare in faccia, offendere come spesso accade quando qualcuno non concorda con una nostra visione, deridere perché l’altro non è tanto sensibile quanto noi.

No, l’atteggiamento da seguire scelto è un altro. 



Mostrare quel che succede perché finalmente l’uomo guardi e non giri la testa dall’altra parte. Rendere consapevoli le persone di quanto accade, senza più nascondersi.
In questo una mano importante Essere Animali l’ha avuta da alcune trasmissioni, come Speciale TG1, Report o anche Piazza Pulita, che hanno supportato l’azione divulgativa, grazie alla quale oggi l’80% degli italiani conosce la realtà degli allevamenti e dei macelli in tutto il suo orrore.
Un lavoro fondamentale, che – come sempre mi racconta Roberto – vive esclusivamente delle donazioni ricevute o del sostegno dei soci, perché Essere Animali è una onlus, che non riceve alcun finanziamento pubblico.
Il costo maggiore non è nelle investigazioni, che non richiedono in sé spese esorbitanti, ma in tutto il resto delle attività che ruotano intorno a queste e che permettono l’informazione e la diffusione delle informazioni.
In poche battute si sono aperti tantissimi spunti di riflessione.

zooplus.it

Sicuramente è vero che è il punto di vista che va cambiato. La forza di un messaggio passa attraverso la solidità della fonte, da cui proviene, e non attraverso la volontà coercitiva di quest’ultima.
La storia ci ha insegnato che la violenza non è mai la risposta adatta o la risoluzione per qualsiasi situazione, che non sia congeniale con la nostra visione del mondo.

Spesso anche le associazioni di volontariato peccano in questo. Intente a farsi la guerra l’un l’altra, per etichettare con il proprio nome il fortunato quadrupede di turno da salvare, mentre urlano ed insultano tutti coloro che animalisti non sono (che poi non è una colpa non essere animalisti, basta solo saper rispettare la vita, poi con o senza animali al proprio fianco come compagni di vita è una scelta soggettiva!), perdono di vista l’obiettivo.

Essere Animali sembra, invece, aver ben chiaro questo obiettivo: basta sfruttamento animale, in qualsiasi forma esso si perpetri.
Se qualcuno volesse diventare volontario non deve far altro che cliccare su questo link.

Grazie da parte mia a tutti i volontari di Essere Animali e in particolar modo a Roberto per il tempo che mi ha dedicato e per le sue parole.
E mi sembra doveroso chiudere con una riflessione del filosofo austriaco Helmut Kaplan: «I nostri nipoti un giorno ci chiederanno: “Tu dov’eri durante l’Olocausto degli animali? Che cosa hai fatto per fermare questi crimini orribili? A quel punto, non potremo usare la stessa giustificazione per la seconda volta, dicendo che non lo sapevamo».

Dunque il tempo dell’omertà è davvero giunto al termine!

Sabrina Rosa

giovedì 13 ottobre 2016

Lettera aperta ai volontari...orde impazzite o risorsa sociale?




Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo
in cui egli tratta gli animali.
Immanuel Kant


Il nostro è un Paese che sempre più si fonda sul volontariato, sulle risorse offerte da migliaia di persone, che da Nord a Sud, dedicano, ogni giorno, buona parte del proprio tempo ad aiutare chi si trova in difficoltà...senza esclusione di colpi, per cui poco importa se si tratti di bipedi o quadrupedi, se siano piumati o pelliccia dotati, l'importante è aiutare!

Da sempre mi interrogo, però, sul significato del termine "volontariato", dal momento che, anche se di primo impatto sembra nobile e fondamentale, tuttavia nasconde in sé anche molti lati oscuri. Primo fra tutti: quando è giusto farlo e quando, al contrario, va evitato, perché rischia di togliere lavoro a qualcun altro?

Dopo 30 anni di lavoro nel Terzo Settore e altrettanti, se non di più, di volontariato all'interno di varie realtà, ecco, questo è un punto particolarmente delicato sul quale mi trovo sempre più spesso a riflettere. Il volontario dovrebbe affiancare, essere la risorsa in più e, invece, spesso lo si usa quale sostitutivo della figura qualificata.

Risultato: si toglie quel poco lavoro, mal retribuito, che, tuttavia, ancora offre qualche possibilità, in particolar modo nel sociale.


TUTTI GLI ANIMALI


Così da qualche tempo ho deciso fermamente niente più volontariato in realtà, che prendono finanziamenti e che, perciò, hanno le risorse finanziarie utili per permettersi del personale.


E, di conseguenza, ho cominciato a fare altro. In particolare con il blog e, poi, con attività su campo di raccolta pappe, cibo ed organizzazione eventi a favore di associazioni animaliste, che non ricevono alcun sussidio.

Al di là delle lotte intestine, inevitabili laddove primeggi il voler apparire piuttosto che il saper essere (lotte del quale il mondo animalista non è davvero scevro e chi vi opera ben sa di cosa sto parlando) sono giunta alla conclusione che in realtà fare il volontario in quest'ambito è davvero una scelta difficile.

In questi anni ho conosciuto persone che dedicano gran parte della propria vita a cercare di rimettere un pò di ordine in questa relazione troppo spesso malata tra uomo ed animale. Ognuno come può. Chi entrando nei canili e nei gattili per dare una mano, Chi organizzando presidi di fronte ai macelli, come i volontari di NOmattatoio. Chi portando avanti investigazioni e denunce, come gli attivisti di Essere Animali o di Animal Equality. Chi aiutando conigli, cavie e altri piccoli roditori. Chi accogliendo, stallando, ospitando e curando piccoli e grandi amici in difficoltà...

Certo il volontario non è una creatura perfetta (e meno male!), ma c'è e cerca sempre di fare al meglio ciò che ha scelto di fare, oltre ogni possibile demonizzazione ("Amate solo gli animali e non gli uomini"...ma chi ve lo ha detto?) o canonizzazione ("Siete degli angeli!"...ma anche no), che tanto poi - si sa - gli opposti si sovrappongono e non portano a nulla.

Macrolibrarsi.it presenta la nuova collana Il Filo Verde di Arianna

La recente esperienza di collaborazione, iniziata in estate, con le diverse associazioni, che operano in difesa dei conigli, mi sta dando tanto. 

Lo scambio quotidiano di successi e fallimenti, il confronto, la condivisione sono quella marcia in più, che aiutano a non sentirsi né soli, né folli, come spesso gli animalisti vengono tacciati di essere.

Ma anche la conoscenza con persone speciali ha dato un senso diverso alla mia vita. 

Penso a tantissime di loro, chi con la propria energia travolgente che non si ferma neanche davanti ad una porta di tribunale, con mia immensa stima (vero Loredana?)...chi con impetuosità e testardaggine, che spesso dici si tanto per non strozzarla, anche se è una parte del tuo cuore (ti dice nulla Isabella?)...chi con il suo entusiasmo contagioso, anche in un momento per me così difficile come questo (giusto Fabio?).

E quindi mi sono detta: per un giorno non voglio pensare solo alle cose negative, non voglio condividere solo appelli terrificanti corredati da fotografie, che mi lasciano sempre più frequentemente attonita di fronte alla ferocia di parte dell'umanità nei confronti degli animali, ma voglio, piuttosto, scrivere una lettera aperta ai volontari animalisti, ma non solo!

Esprimere il mio grazie a chi sa vivere senza etichette, senza bisogno di apparire, perché riesce ancora a mettere al centro dei propri pensieri l'altro, in qualsiasi forma questi gli appaia di fronte!

Tra poco arriverà il freddo quello vero e ognuno di noi sa bene come, con l'inverno, i problemi triplichino nei rifugi, in strada, nelle fattorie delle coccole...quindi è importante creare rete, tessere relazioni e riuscire a condividere tra noi....

Il GPS Logger Localizzatore Satellitare ad alta precisione piccolo e leggero consente di controllare e registrare e tracciare tutti i spostamenti di una persona
Un appello arriva molto più facilmente a destinazione se diverse persone lo fanno rimbalzare in rete...una coperta che non serve a qualcuno, per un altro è una risorsa preziosa...insomma piccoli gesti fanno - come sempre - la differenza!

Un ultimo grazie di cuore va poi a due persone che hanno reso la mia vita diversa: Isabella e Giulia, dalle quali sono arrivate le due splendide creature che vedete in foto. Loro sono Trilly (la canetta bianca e nera) e Speed (ovviamente l'altro), salvati da morte certa - viste le condizioni in cui sono arrivati - da un canile lager del sud.

Ogni giorno vivere con loro mi ricorda che l'amore fa miracoli e che la fiducia è un bene, che si compra a caro prezzo, ma che non eguali! In ogni loro sguardo rivedo la speranza di tantissimi altri animali che hanno diritto ad una vita dignitosa e questo mi ripaga anche delle tantissime lacrime versate nel corso degli anni, ogni volta che un piccolo amico è volato sul ponte, lasciandomi più sola e più ricca allo stesso tempo.

E con questo rinnovo la disponibilità ad usare il blog per condividere appelli, per fare richieste di cucce, pappe, medicinali (NO SOLDI!) e per promuovere iniziative.


Sabrina Rosa

venerdì 30 settembre 2016

News - Arriva anche a Mestre (VE) la Campagna "Se fosse tuo figlio?"



A segnalarmi la splendida iniziativa il sito Campagne per gli animali, che si occupa proprio della diffusione di eventi inerenti i nostri piccoli e grandi amici a 4 zampe.

Si tratta di una pubblicità significativamente antispecista, resa possibile da alcuni volontari insieme all'associazione Liberi tutti, la quale promuove il messaggio, che da tempo in più persone stiamo cercando di veicolare, per cui non esistono differenze tra l'essere umano e gli altri animali, sono solo stesse vite in contenitori diversi!

E così il titolo provocatorio "Se fosse tuo figlio?" la dice davvero lunga. Le immagini di queste mamme con i loro cuccioli escono dalle foto per arrivare dritte al cuore, sempre più giù, fino a sfiorare l'anima, ma soprattutto le coscienze di chi ancora ne possiede una.

Così se vi trovate a passare per Mestre, a partire da ieri e per due settimane potrete vedere da vicino questi cartelloni, osservarli e magari rifletterci un pò su. Anzi se riuscite ad incrociarli postate qualche foto così la pubblichiamo anche nel blog.

Come sempre il mio personale grazie di cuore va a chi fa e non parla soltanto perché un mondo diverso sia davvero possibile.

Sabrina Rosa

giovedì 30 aprile 2015

Appello - 8 maialini da adottare



Quello che vi segnalo oggi è l'appello di AgireOra Network...

Magari un pò fuori dalle righe, ma perché no? Ci sono 8 splendidi maialini, che stanno cercando casa e, quindi, adozione. Al momento si trovano a Roma, ma possono essere spostati anche in altre regioni. 

I piccolini, nati tutti da madri tratte in salvo quando già gravide e, di conseguenza, controllate dalla ASL e vaccinate, hanno, perciò, bisogno di una sistemazione definitiva, ovviamente presso fattorie, rifugi o altre strutture rigorosamente cruelty free.

Per ora sono ospiti di un'azienda agricola, ma necessitano di essere spostati in tempi brevissimi. 

Chiunque fosse interessato all'adozione di questi splendidi cuccioli può inviare una mail al referente dell'iniziativa Massimo, utilizzando l'indirizzo: virtvs@gmail.com. 

Speriamo che a breve ognuno di questi piccolini possa avere una famiglia per sé, che lo ami e lo coccoli come ciascuno di loro merita di essere amato e coccolato, al di là di ogni triste logica di mercato che identifica da sempre un suino solo con un prosciutto o una pancetta.

lunedì 16 febbraio 2015

I maiali a pasteggiare vicino ai cassonetti e il Sindaco Ignazio Marino che fa? Decide di abbatterli, mica di ripulire la città


Riecco spuntare sulla Via Boccea, a Roma, l'allegra famiglia dei suini, che, seguendo la propria natura, va in cerca di cibo, come qualsiasi altro animale del pianeta, uomo in primis.

Le foto continuano a far parlare da sole della condizione in cui si trova Roma: cassonetti sporchi e sempre stracolmi, raccolta differenziata il più delle volte ignorata completamente, strade piene di spazzatura, noncuranza anche da parte della popolazione, che getta qualsiasi cosa in ogni angolo della Capitale. In un'unica parola: inciviltà!

Così i gabbiani e le cornacchie fanno sontuosi banchetti laddove ci sono cumuli di mondezza in piena città e i maiali si approvvigionano per i loro pasti vicino ai cassonetti.

La scena era già andata in onda a dicembre 2013 ed ora si replica: stessi attori protagonisti e stesso scenario. L'Amministrazione Capitolina ora sa anche a chi appartengono i maiali e, allo stesso modo, è ben conscia del malfunzionamento del servizio di smaltimento rifiuti e pulizia della città...tuttavia cosa fa? Non punisce né il primo (ossia il proprietario), né il secondo (quindi gli addetti dell'AMA), no il Sindaco Ignazio Marino pensa bene di trovare una soluzione "definitiva": se i maiali saranno ancora trovati nei pressi dei cassonetti, il proprietario sarà sanzionato e gli animali (che non hanno alcuna colpa in tutto ciò) verranno abbattuti. Questo è il contenuto della delibera, che è stata firmata dal Primo Cittadino di Roma.

Ah però che idea geniale. Certo così almeno non si riproporrà più questa scena, che ha messo in ridicolo l'Amministrazione cittadina davanti al resto del Paese, quando le foto hanno fatto il giro del web. Si, ma, caro Sindaco, cosa c'entrano i maiali in tutto ciò? Loro stanno solo seguendo la propria natura: sopravvivere mangiando. Non hanno responsabilità se sono tenuti da un individuo che non li controlla e se è fortemente carente in questa città il servizio di pulizia....O forse sbaglio? Immagino che se nella vita si è fatto il vivisettore, di certo qualche maiale in più o in meno non fa la differenza nella lista degli abbattuti, ma non mi sembra un'azione granché corretta, soprattutto da un punto di vista etico-morale.

Per fortuna le associazioni animaliste si stanno già muovendo. Questa mattina girava in rete un primo appello per chiedere alle fattorie, dove si recuperano gli animali per farli vivere serenamente, di adottare questi maiali...speriamo che qualcosa si riesca a fare.

Nel frattempo, però, mi sorge un dubbio. Ma se la soluzione per i maiali che girano a Boccea è quella di firmare una delibera per sopprimerli, cosa si farà per i gabbiani? Apriamo la caccia nel territorio romano? Si potrebbe essere un'idea, in fondo anche i cacciatori votano...ma andiamo anche oltre: in genere ci sono centinaia di Rom in tutta la città, che quotidianamente rovistano nei cassonetti, gettano in terra gran parte del loro contenuto e poi si allontanano...per questi che genere di soluzione pensa di trovare il Sindaco? dei cecchini con un concorso a premi per chi elimina più persone che stanno razziando nei bidoni della spazzatura?

Sono, ovviamente, solo riflessioni, ma se tanto mi dà tanto....

Per ora l'emergenza vera è quella di mettere in salvo i poveri maiali di Boccea...esistono fattorie dove gli animali sono visti come esseri viventi, non come "animali da reddito" solo. In una di tali strutture potrebbe esserci posto per questi poveri suini, che magari non sono neanche così contenti di dover rovistare nell'immondizia, anche perché - a discapito di ogni luogo comune che li vuole sporchi - i suini sono, invece, animali molto puliti....Come sempre abbiamo molto da imparare dalla natura, solo che la cosa spesso non ci piace e allora che facciamo? Semplice: la eliminiamo!

giovedì 31 luglio 2014

Il maiale...non è solo sinonimo di prosciutto, anzi è un intero mondo da scoprire


Il maiale è un animale, che, lontano dai soliti stereotipi che lo accompagnano, può, invece, regalare tantissime sorprese a noi tutti.
Infatti, grazie alle sue innate e spiccate capacità comunicative, quest'animale è un compagno di vita eccezionale, capace di convivere anche insieme a cani e gatti e di correre incontro al suo padrone, quando si riunisce a lui dopo una giornata di assenza.

Anzi, se proprio vogliamo puntualizzare, è bene ricordare che il maiale soffre molto di solitudine, per cui ha bisogno di una presenza costante accanto a sé.

Fino a settemila anni fa circa, il suo antenato, un cinghiale addomesticato, poi, con il passare del tempo, si nutriva esclusivamente di tuberi e radici, un cibo di cui i suini sono particolarmente ghiotti anche oggi.
Il suo grugno, infatti, agisce come una specie di rilevatore, che, grazie alle numerose terminazioni nervose presenti sulla sua superficie, è in grado sia di comunicare con il mondo circostante (così. ad esempio, la scrofa usa proprio il grugno per insegnare ai figli cosa fare o non fare), sia anche di scoprire i luoghi migliori per cibarsi.

E qui, dunque, possiamo sfatare un altro mito, che vuole il maiale tendenzialmente onnivoro, mentre nella realtà questo è un animale che si adatta a mangiare tutto, ma che predilige, quali nutrienti per la propria dieta, frutta e verdura. In particolare, i suini sono ghiotti di banane, meloni e mele.

Se vengono allevati in famiglia, nel caso particolare dei maialini vietnamiti, è bene non eccedere mai con l'alimentazione, perché questi animali tendono ad ingrassare, per cui bisogna prediligere sempre fibre e vegetali, al posto dei cereali.


Un'altra leggenda metropolitana, che qui si vuole cancellare, è quella che associa il maiale allo sporco. I maiali sono animali che amano la pulizia, tanto da tenere sempre separati zona deiezioni e zona ristoro (alimentazione e sonno), anche quando si trovano rinchiusi in allevamenti intensivi e in gabbie anguste.

Questi animali amano giocare, come amano stare in compagnia dei loro amici umani. Imparano velocemente a rispondere se vengono chiamati e, quando sono particolarmente felici e rilassati, tendono a sdraiarsi sul dorso, per farsi accarezzare la pancia, e a scodinzolare. Proprio come siamo abituati a fare con i nostri amici cani o gatti, nel momento in cui li coccoliamo, così avviene anche con i suini: rispondono alle nostre attenzioni con grande partecipazione emotiva e affettiva.

Inoltre, i maiali "chiacchierano" molto. Per loro emettere suoni equivale esattamente al nostro parlare, confrontarci, comunicare, raccontarsi, condividere. Così è difficile non accorgersi della loro presenza, quando sono liberi di muoversi in un ambiente accogliente e familiare.

Versi che ricordano un pò dei gorgoglii, ma che possono trasformarsi in urla strazianti, quando i maiali sono rinchiusi nei macelli, in attesa del loro turno di eliminazione. Durante il mio tirocinio a medicina veterinaria mi è capitato due volte di dover andare in un macello e là ho incontrato l'orrore: ho visto scene strazianti, ho sentito grida, che non riesco ancora dopo quasi 20 anni a cancellare, ho vissuto brividi e un forte senso di impotenza di fronte a vite e colori, calore ed energia che dopo solo qualche attimo si trasformavano in freddo e gelo. Quel freddo e gelo che solo la morte sa donare, senza possibilità di appello.
- Un macello tra i tanti del nostro Paese - 


Spesso si parla della "naturalità dell'essere onnivoro dell'uomo". Ecco a me non interessa discutere qui di questo, ossia se l'uomo sia tendenzialmente onnivoro piuttosto che vegetariano o vegano, perchè ognuno segue la propria etica esistenziale, mentre è per me importante testimoniare che, a mio avviso, non è naturale questo modo di sfruttare gli animali, non è naturale questa prosopopea di pensare di essere proprietari di tutto, di poterne disporre sempre e comunque a proprio piacimento. Perché odiare la vita non è poi così naturale. Pensare che la vita di qualcuno sia più valevole di quella di qualcun altro non è altrettanto naturale.

E se continuiamo a distruggere tutto ciò che abbiamo intorno, in nome di un progresso e di un benessere effimero, di un surplus materiale, che poco o nulla lascia alla nostra vera umanità, allora di naturale davvero non rimarrà più niente! Non perdiamo la poesia del calore di una vita, in cambio di un primo posto nella gara del chi più si accaparra più è felice.