mercoledì 26 ottobre 2016

#unitiperangelo La Pro Loco di Sangineto rivendica il suo diritto di replica. Ecco cosa scrive

- Foto tratta da Qui Cosenza - 


Eh già. Nel nostro Paese esiste il diritto di replica e la Pro Loco di Sangineto ha deciso di avvalersene.

Credo che ogni commento sia inutile, anche perché in queste "tante" righe è contenuto un mondo, un modo di pensare e di stare su questo pianeta, che francamente faccio molta a fatica a comprendere.

Voglio fare un'unica riflessione su una frase, in cui gli abitanti di Sangineto affermano di "essere finiti nel tritacarne". Ossia sarebbero loro le vittime degli animalisti, piuttosto che un cane innocente che non aveva alcuna colpa, che non ha commesso nessun errore se non quello di fidarsi dei quattro mostri, di cui abbiamo già a lungo parlato in un precedente articolo!

Eh no cari abitanti di Sangineto, troppo comodo.

Qui si negano anche le denunce filmate dalla trasmissione Le Iene, gli insulti ad un cane, al quale ora, invece, volete chiedere scusa. Mah...io faccio davvero fatica a credervi. Però..voglio far girare il vostro sfogo, il vostro cosiddetto DIRITTO DI REPLICA!

"LETTERA APERTA ALLA DOTT.SSA PALMIERI
Gentile dott.ssa Palmieri,
dopo la messa in onda del servizio su “Angelo” nella puntata delle IENE del 23 ottobre chiediamo con vigore il DIRITTO DI REPLICA.
Non ci stiamo a far passare un’immagine di noi sanginetesi che non fotografa l’intera realtà del paese ma solo una brutta istantanea. Non ci stiamo a passare per una comunità di violenti ed omertosi che difende i quattro ragazzi che hanno ucciso “Angelo” o che si è barricata in casa il giorno della manifestazione del 21 luglio.
Vogliamo provare a ricostruire i fatti…
Lei sa quante persone abitano il centro storico? Circa 300 composte in gran parte da anziani. Il fenomeno dello spopolamento dei borghi, l’emigrazione giovanile le possiamo assicurare che lo viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle. Le finestre chiuse riprese nei vari video non sono tali perché la gente ha paura di mostrarsi, di parlare….molte di quelle finestre sono chiuse perché non ci abita più nessuno.
Affermare che il 21 luglio la comunità non fosse presente non corrisponde al vero. I manifestanti hanno trovato parte della popolazione, la casa comunale aperta con viveri e servizi igienici a disposizione visto che in quella data non era ancora aperto il bar della piazzetta……….le dico di più all’ingresso del municipio così come all’ingresso del paese, due striscioni “condannavano ogni forma di violenza”……..Ogni forma di violenza sia quella nei confronti degli esseri indifesi……sia quella mediatica che stava subendo un’intera collettività già da un mese.
Dalla pubblicazione del video dell’uccisione di Angelo, infatti, sono cominciati sui social network gli insulti ai sanginetesi….siete tutti merde, incivili, meritate di fare le stessa fine del cane, le mamme del borgo sono solo capaci di partorire assassini e molti altri che potrà consultare e controllare direttamente.
E ancora, i sanginetesi con il cognome Bonanata o Liparoto, il Sindaco, il parroco hanno cominciato a ricevere lettere anonime di minaccia o telefonate anonime cariche di insulti senza citare i commenti “benevoli” che hanno cominciato ad intasare i profili delle associazioni tra le quali la NOSTRA.
Basterebbe chiedere al sanginetese omonimo del padre di uno dei quattro ragazzi quante telefonate ha ricevuto nel cuore della notte, quante volte si è sentito chiamare assassino lasciando immaginare gli insulti riservati alla moglie.
Questo è stato il bigliettino da visita che ha preceduto la manifestazione del 21 luglio
Da ultimo è stato girato dagli abitanti del borgo un video a difesa degli animali ma questo naturalmente la rete lo ha ignorato.
E’ comprensibile quindi che per una Comunità di poche anime, in genere tranquilla e composta in cui tutti conoscono tutti, finire in un “tritacarne” del genere ha esasperato e continua ad esasperare il clima e gli animi.
Ribadiamo che non siamo né giudici né carnefici. Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere con forza che le Istituzioni facciano il loro DOVERE e che chi ha sbagliato paghi. Non ci sembra che questo sia un atteggiamento né omertoso nè mafioso che di certo non ci appartiene.
Anche noi chiediamo Giustizia…..ossia che la realtà sia valutata in ogni suo aspetto e che emerga per quella che giustamente è….. poiché le possiamo assicurare che quella descritta nel servizio, per vari motivi e per beffarda combinazione, non ci identifica in alcun modo.
La Proloco di Sangineto
"

Lascio agli esseri umani, quelli veri, quelli per cui un cane è una vita e non un "cazzo di cane" come gentilmente avete continuato a chiamare Angelo in televisione, il loro diritto di replica....

#unitiperangelo è e rimarrà il vero obiettivo di questa protesta, perché cose del genere non accadano più. I recenti fatti di Pescia sembrano voler smentire la mia speranza, ma se non altro là la popolazione ha fatto muro contro il mostro e non lo ha difeso, come fosse un povero sprovveduto innocente. 

A volte tacere è la scelta migliore, soprattutto quando non si hanno cose sensate da dire!

Sabrina Rosa