venerdì 15 dicembre 2017

#aiutiamoadaiutare Servono coperte, pappe e medicinali per Gli angeli randagi del Vesuvio



Oggi voglio parlarvi di un'associazione nella quale mi sono imbattuta casualmente - chiamata per un preaffido - e che mi ha permesso di conoscere Margherita, una donna partenopea e passionale quando si tratta di animali, costretta a convivere con la crudeltà e l'ignoranza nei confronti dei nostri amici a 4 zampe, due forme di biocentrismo estremo che spesso lasciano vittime e sangue innocente sul proprio cammino.

L'associazione in questione si chiama Gli angeli randagi del Vesuvio e, come immaginerete dal nome, si tratta di una realtà che si trova ad operare in una di quelle zone d'Italia note per non essere così tanto pet friendly come vorremmo.

Qui vengono recuperati cani provenienti da abbandono, maltrattamenti (al cane, che vedete nella foto qui a sinistra, è stato sparato sul muso e ora cerca casa), canili lager e molto altro ancora.

- Amy in cerca di casa - 
E, sempre qui, i volontari fanno di tutto affinché queste povere anime possano trovare finalmente un pò di pace e serenità, in attesa di una famiglia che le tenga con sé per sempre (perché un'adozione è per sempre e su questo non si discute).

Al rifugio servono pappe, coperte, vermifughi, medicinali, teloni impermeabili e quant'altro generalmente è indispensabile per prendersi cura dei nostri piccoli amici a quattro zampe.

Con l'inverno, ormai entrato a pieno regime, la vita in un rifugio non è facile.

Il freddo pungente spesso va ad intaccare fisici già minati nelle loro salute, quindi aiutare chi sta dando tutto se stesso per questa causa dovrebbe essere per tutti un dovere morale, prima ancora che una scelta dettata dal cuore.

Per donazioni potete contattare tramite whatsapp i numeri che vedete in alto:

Margherita: 346.7540713
Vincenzo: 339.1276774
Raffaella: 329.0846943.





giovedì 14 dicembre 2017

Serial killer dei gatti di Roma, una storia dalle tinte sempre più fosche



Sembra proprio non si riesca a mettere la parola fine a questa storia della serial killer dei gatti a Roma. Tutti sanno chi è, tutti sanno dove abita, tutti sono a conoscenza della sua patologia psichiatrica, che la spinge all'accumulo compulsivo di oggetti e di animali, eppure nessuno fa nulla. O meglio le istituzioni stanno là e non fanno nulla di decisivo, mentre i volontari continuano ad investire tempo e risorse individuali per trovare una soluzione.

Dopo numerosi sollecitazioni da parte dei cittadini (eh sì perché non dimentichiamolo, i volontari sono in primis dei cittadini), qualche giorno fa, dunque, nuovo blitz in casa della donna, che tuttavia non era presente, avendola vista qualcuno allontanarsi in tutta tranquillità dalla propria abitazione verso le 7.30 del mattino con due bustoni, con un intervento programmato per le 8.00. Strana coincidenza indubbiamente, ma fin qui non entriamo ancora in pensieri maliziosi.

La porta viene, quindi, aperta con la forza e all'interno della casa degli orrori viene rinvenuto un solo gatto (che vedete nella foto in alto). Dove sono finiti tutti gli altri? La donna li ha uccisi e poi si è sbarazzata dei loro corpi (ma questo modus operandi non è completamente in linea con il suo disturbo) oppure qualcuno l'aveva avvisata e, dunque, ha spostato al momento i gatti?

In ogni caso si sgombera la casa, ma nulla viene fatto nei confronti della sua occupante. Niente TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), niente ASO (Assistenza Sociale Obbligatoria), nulla di nulla. E, allora, perché procedere con questo intervento?

zooplus.itForse per tacitare gli animi, visto che, nei giorni precedenti, era stato programmato un flash mob da parte dei volontari sotto la casa della donna per il 9 dicembre, poi revocato proprio in attesa dell'intervento istituzionale?

E veniamo al gatto salvato. Come da normativa, l'animale, una volta recuperato, viene portato da una guardia zoofila (quindi un agente di polizia giudiziaria) a Muratella e qui viene rifiutato. Ossia, un'altra istituzione comunale (sempre e comunque pagata con i soldi di noi contribuenti) si rifiuta di fare il proprio dovere e il povero gatto - caso mai non bastasse quello che avrà subito fino ad ora in balia di una persona psichiatrica -  è costretto ad andare prima a casa di una volontaria, per essere poi trasferito in un'oasi, a spese dei privati.

Ora la domanda è: perché il gatto non è stato accettato a Muratella? Altra coincidenza che venga rifiutato proprio un gatto proveniente dalla casa degli orrori?

Chi come me è appassionato di criminologia sa bene che una coincidenza di per sé è già strana, ma due non sono ammissibili in alcun modo.

Qui ci sono troppe coincidenze. Senza contare l'allontanamento della donna dalla propria abitazione, esattamente poco prima dell'arrivo delle Forze dell'Ordine.

Perché nessuno fa nulla in questa storia? Perché si continuano a sprecare risorse pubbliche per mettere in scena degli interventi, che non hanno nulla di concreto al loro interno, se non la voglia di apparire.

E, a proposito di quest'ultima, tralascio la mia personale opinione verso tutti coloro che sono apparsi in questi giorni per dire come sono stati bravi in questa storia...Ma bravi in cosa? Gente che fino ad oggi non si è mai vista e che ora scende in campo tentando di prendersi i meriti. Che povertà d'animo!!!

E così ora quale sarà la prossima mossa?

La donna continuerà a prendere gatti, ceduti probabilmente da chi ancora non ha capito che la sterilizzazione è un dovere morale ed etico e non un di più, per cui fa accoppiare gli animali e poi regala i cuccioli al primo, che incontra! E se il primo che passa è lei, il destino per quest e povere anime è già segnato.

I volontari continueranno a portare avanti la loro battaglia in prima linea, senza mai arretrare, come fanno da anni.

E le istituzioni? Continueranno a fare da spettatori silenti? Ma dove sono i servizi sociali? Dove l'amministratore di sostegno della donna? Dove, soprattutto, il DSM (Dipartimento di Salute Mentale)? Possibile che serva la tragedia per far smuovere qualcuno?

E il  mondo animalista continua a seguire ogni giorno questa vicenda, sempre più con ansia crescente. Ormai tutti aspettiamo la parola FINE e, a questo punto, davvero non si può e, soprattutto, non si vuole tornare indietro.

Questa donna va fermata!!!

mercoledì 13 dicembre 2017

Appello, adozione di coppia per Lilla e il suo piccolino nato in canile



Lilla e il suo piccolino hanno bisogno di una mamma e del calore di una casa urgentemente. Qualcuno sarà in grado di donare loro un Natale diverso, ma soprattutto una vita diversa prima che il piccolino muoia?

Oggi vi presento Lilla e il suo piccolino, nato in canile. Non sono uno splendore?

zooplus.itLa loro vita è davvero in pericolo, soprattutto quella del piccolino, che difficilmente potrà resistere in un inferno, come quello in cui al momento si trovano. Si intravede già con difficoltà nella foto, protetto tra le zampe di Lilla, come potrà cavarsela in un box?


Per loro serve un'adozione di coppia, urgente e con il cuore. Tre elementi non semplici da coniugare, ma neppure impossibili.

Di seguito vi riporto l'appello integrale dei volontari, che stanno seguendo questa storia:
"Lei è LILLA, mammina dagli occhi dolcissimi. Lilla è una mix welsh corgie di circa 3 anni, una botoletta di piccola taglia alta solo 30 cm, con le zampette corte e storte tipiche della razza corgie. Lilla è entrata in canile poche settimane fa incinta ed ha  partorito il topolino nero che si vede tra le sue zampe.
Ora, ci pare ovvio che i due devono uscire immediatamente da quel box, un cucciolino così piccolo non può certo crescere nel cemento, che tra l'altro di notte diventa gelido. Ma noi proprio non abbiamo più risorse per mettere i due in rifugio. Per questo chiediamo un'ADOZIONE URGENTE. Lilla è piccolina, prende poco spazio ed oltretutto è bellissima e buona come il pane ed il suo piccolo, se sopravviverà,  merita di crescere altrove. Quindi aiutateci a trovare loro una famiglia!

I due sono sono a a Caserta e si affidano, chippati e vaccinati al centro nord solo a persone affidabili, solo con controlli pre e postaffido, regolare adozione, obbligo di sterilizzazione e disponibilità a restare in contatto con noi nel tempo.
PER INFO scriveteci all'indirizzo ambraegiulia@gmail.com
compatibilmente con i nostri impegni di lavoro, RISPONDEREMO A TUTTI APPENA POSSIBILE".
Non credo servano altre parole se non la richiesta di far uscire entrambi dal canile il prima possibile.

E, come sempre, se non potete adottare, condividete fin quando l'appello raggiungerà la persona giusta per far sì che il sogno di Lilla e del suo piccolino possa diventare realtà.



giovedì 7 dicembre 2017

ANNULLATO il flash mob per la serial killer dei gatti a Roma



Sembra che ci siano delle novità in vista sulla vicenda della serial killer dei gatti a Roma!

Di conseguenza il flash mob previsto per sabato 9 dicembre è stato annullato.

Restiamo tutti in attesa di sapere cosa accadrà nei prossimi giorni, sperando che questa vicenda giunga finalmente a termine.

Non appena ci sarà qualche novità, verrà immediatamente pubblicata.

mercoledì 6 dicembre 2017

Flash mob per fermare la serial killer dei gatti a Roma. Sabato 9 dicembre non mancate


Fonte: Veggie Channel


Appuntamento per tutti sabato 9 dicembre alle ore 15.00 a Roma, in Via Lavinio angolo Via Ardea, in occasione del flash mob organizzato per fermare la serial killer dei gatti.

In questi ultimi giorni davvero qualcosa si sta smuovendo e questa è l'ultima iniziativa, in ordine temporale, promossa dal popolo animalista per scrivere la parola FINE ad una vicenda che va avanti da tantissimi anni.

zooplus.it
Anche il TG3 regionale ne ha parlato lo scorso sabato nell'edizione delle ore 14.00 ed ora si vogliono fatti, perché le parole scorrono da troppo tempo, senza esito.

Il benessere dei gatti, che questa donna detiene ed uccide, è quello che noi tutti chiediamo e lo chiediamo ora con la nostra presenza.

Quindi è fondamentale essere in molti, passare parola e far vedere che la richiesta di prendere provvedimenti non è un capriccio di qualche folle animalista, ma la giusta ed eticamente corretta pretesa di chi ama e rispetta gli animali, ne riconosce valore e sensibilità, ne tutela la salute e il benessere e, dunque, vuole risposte da parte delle istituzioni.

Inoltre, la nostra presenza è un dovere morale per testimoniare la nostra solidarietà anche a quei volontari che dal 2011 seguono questa vicenda, senza aver mai smesso di crederci, senza mai indietreggiare di un passo malgrado tutto e tutti.

Per saperne di più esiste anche un evento facebook.

Nuova indagine shock di Animal Equality. Animali macellati ancora coscienti e poi gonfiati usando un compressore (PETIZIONE)


Fonte: Animal Equality Italia

Un vero e proprio macello degli orrori quello in provincia di Viterbo, al'interno del quale i volontari di Animal Equality Italia hanno condotto la loro ultima investigazione.


Ovini e caprini macellati quando erano ancora coscienti e poi gonfiati, sempre da vivi, mediante l'impiego di un compressore.

Queste le immagini riprese dalle telecamere installate di nascosto dagli attivisti di Animal Equality Italia nel corso della loro ultima indagine all'interno di un mattatoio.

Immagini e video duri, che davvero si fa fatica ad osservare fino in fondo senza lasciarsi sopraffare dall'orrore.

Qui la morte fa davvero da protagonista e lo fa nella sua espressione più crudele. Nessun rispetto per la vita di questi poveri animali, ma, al contrario, crudeltà efferata, che davvero diventa intollerabile agli occhi di chi osserva.

Proprio per questo Animal Equality Italia ha lanciato una petizione, che potete trovare a questo link e che chiede norme di legge incriminatrici nei confronti di coloro che maltrattano gli animali durante le fasi di stordimento e di uccisione degli animali.

Dure le parole di Matteo Cupi direttore esecutivo di Animal Equality Italia. «Se si vuole aiutare concretamente gli animali, è necessario evitare il consumo di carne o quantomeno ridurlo. Tuttavia, è inammissibile che in una società civile non esistano leggi che puniscano severamente chi tortura gli animali di proposito e senza alcuna necessità. È necessario sollecitare i decisori politici a prendere misure immediate e concrete, volte a prevenire le atrocità che avvengono ogni giorno nei mattatoi italiani
zooplus.itAl momento questo macello non è più operativo, chiuso per fallimento (sarà il karma?), ma il problema non è risolto. In quante altre strutture italiane perpetreranno le stesse atrocità sugli animali?
E, soprattutto - mi chiedo -, una volta viste queste scene come si fa a continuare a nutrirsi con la carne, con la sofferenza di altri esseri viventi, con il loro dolore e il loro orrore?
Io ogni volta rimango impietrita e faccio una gran fatica a leggere fino in fondo gli articoli e i reportage, ma spero che, divulgando attraverso il blog, posso essere d'aiuto a far conoscere quanto accade e, quindi, poi vado avanti. 
Ma nutrirsi con queste vittime innocenti è ben altro. Significa aver perso il contatto con la nostra parte più umana in senso stretto, con la nostra empatia, con la nostra capacità di pietas nei confronti delle creature più deboli. 
Ed ora a Natale la strage si intensifica. Speriamo che quest'anno le coscienze siano più sensibili e pronte per farsi un regalo speciale: salvare una vita! Perché i piatti del cenone possono essere riempiti di tantissime pietanze buone e non necessariamente di provenienza animale (ricordo che sì, anche i pesci sono animali!!!)...
Scegliamo il cuore allo stomaco e allora sì sarà Natale per tutti!




martedì 5 dicembre 2017

Lieto fine - Leia e Karim adottati



Ebbene si, un altro lieto fine. Vi ricordate di Leia e Karim, i due cagnoloni anziani di cui vi ho parlato qualche tempo fa? Per loro speravo in un doppio miracolo e sembra proprio che, questa volta, ci sia stato.

Infatti, sono stati entrambi adottati! Una notizia bellissima, anche perché vista la loro mole importante e la loro storia pochi avrebbero scommesso su un lieto fine e, invece, ce l'hanno fatta.



Buona vita piccolini e speriamo che adesso possiate godervi il resto della vostra esistenza circondati da tantissimo calore e infinito amore.

E' Natale per tutti...ora lo sarà anche per loro!

Non c'è Natale senza un Catorci's Party...


Per qualcuno non è Natale senza albero, ecco per me non è Natale senza Evento di Angeli a 4 zampe

Sarà che, ormai da anni, non ne salto uno, ma adesso non potrei proprio farne a meno. E' una di quelle sere in cui davvero ci si sente in famiglia, ci si ritrova con vecchi amici e se ne conoscono di nuovi, tutti insieme, uniti per un solo scopo: il benessere di piccoli e grandi amici a 4 zampe, cani e gatti meno fortunati di altri, salvati dall'associazione e in cerca di casa.

Alla festa non mancano poi mai loro: quelli che, invece, ce l'hanno fatta e che tornano insieme ai loro padroni, fieri gli uni degli altri, non si sa se più felici i quadrupedi di aver trovato una famiglia o gli umani di aver adottato un pelosetto.



Li vedi entrare eccitati nel locale, scodinzolanti e briosi, che saltano da ogni parte, sempre con un occhio proteso alla cucina, che, immancabilmente, rappresenta per tutti il loro vero obiettivo. Pappe...coccole e pappe. Quelle che non hanno avuto in precedenza, fin quando le porte di una vera famiglia non si sono schiuse anche per loro.

E, allora, in quei momenti mi tornano in mente i loro appelli, le foto di come erano, le storie tristi di abbandoni e di maltrattamenti ed improvvisamente mi si conferma quell'idea meravigliosa che l'amore fa miracoli.

Il più delle volte, infatti, si fa fatica a riconoscere lo stesso cane o gatto nel "prima" e nel "dopo". Non è solo l'aspetto fisico a cambiare, ma anche lo sguardo, il portamento, quell'incedere che un tempo era insicuro e lento e che ora appare deciso e baldanzoso.

Ma cambiamo anche noi quando adottiamo un amico a quattro zampe. Inevitabilmente ridefiniamo la nostra vita non solo in termini di orari e di abitudini, ma anche in termini di valori e di priorità. Si comincia a ragionare a sei zampe e non più a due come un tempo ed a valutare cosa fare o non fare per tentare di conciliare impegni e pelosi.

Ma, soprattutto, si scopre che l'amore quello vero, quello che dona senza chiedere nulla in cambio, passa per gli occhi di un cane o di un gatto, anche se con modalità diverse il primo rispetto al secondo. A volte sento dire che i gatti non amano, ma sono opportunisti. Gli anni mi hanno insegnato che i gatti amano molto più di tanti umani e tutto sono meno che opportunisti, perché quando scelgono lo fanno sul serio e per sempre.

Dei cani che dire? Nulla. Basta fermarsi un attimo ad osservare il loro sguardo e si apre un mondo di fronte a noi fatto di lealtà e di fiducia, che non chiede ma dà.

Ecco perché trovo che quest'evento sia speciale, perché continua a farmi rivivere sensazioni ed emozioni particolari, come quelle che mi hanno donato giorno dopo giorni i diversi pelosi adottati , proprio, dall'associazione Angeli a 4 zampe. Soggetti speciali direi, catorci DOC, ma proprio per questo unici e in grado di farmi comprendere che la diversità la vediamo solo noi umani, mentre per gli animali ciò che conta è davvero altro.

L'appuntamento è, dunque, per venerdì 15 dicembre dalle ore 18.30 in poi a Roma, presso il Ristorante Lo Stregone in Via Angelo Emo, 27. Per informazioni potete contattare Isabella al numero 347.4827380.


Sabrina Rosa
lecronacheanimali@gmail.com

lunedì 4 dicembre 2017

Serial killer dei gatti a Roma: forse qualcosa inizia a smuoversi?

Fonte: Il Gazzettino


Della triste vicenda di questa donna e della sua follia ho parlato proprio qualche giorno fa, non solo per raccontare quanto sta avvenendo nel quartiere Appio Latino a Roma da anni, ma anche per riflettere sul perché nessuno sembra sia in grado di riuscire a trovare una soluzione definitiva ad una vicenda a dir poco degli orrori.

Il caso della serial killer dei gatti non ha nulla da invidiare ad un noir di Carlo Lucarelli, uno di quelli che ci hanno tenuto compagnia per tantissime serate nel corso di Blu Notte. Solo che qui non sembra esserci epilogo, ma solo un perpetrarsi di violenza, odio e follia, senza riuscire a mettere la scritta FINE a chiusura della vicenda.

zooplus.itForse, però, ora qualcosa sembra smuoversi in questa situazione.

Infatti sabato 2 dicembre, nell'edizione delle 14.00 il TG3 Lazio si è occupato proprio della storia di questa donna, rendendola nota anche a chi fino ad ora non ne sapeva nulla.


Quindi dal minuto 11 e 22 potete vedere a questo link il pezzo, all'interno del quale vengono intervistate alcune persone legate alla vicenda, tra cui anche una vicina e non ultima la presidente del Municipio VII, Monica Lozzi.



Forse che siamo di fronte ad una svolta? In genere le telecamere smuovono le istituzioni molto più di qualsiasi altro media, per cui la cosa fa ben sperare.

Intanto continuiamo tutti a vigilare e a vagliare qualsiasi richiesta di gatti...non abbassiamo la guardia proprio ora o rischiamo di condannare altre creature innocenti alla perfidia di una donna, che se nin verrà fermata perpetrerà nella sua strage lunga e dolorosa!

Sabrina Rosa
lecronacheanimali@gmail.com

venerdì 1 dicembre 2017

La serial killer dei gatti a Roma continua a mietere vittime. Perché nessuno interviene?

Fonte: Veggie Channel
Di lei hanno parlato testate giornalistiche nazionali, blog e siti specializzati nella tutela del benessere animale.

Del caso se ne è occupato anche Veggie Channel, che ha girato un documentario proprio per raccontare quanto sta accadendo attraverso i volontari, che stanno seguendo da mesi - anzi in realtà da anni - questa situazione.

La sua storia è nota, ma nessuno interviene. Perché?

Fonte: Blog - Il richiamo della foresta
Ecco: perché? Questa è la domanda che tutti noi ci poniamo di fronte ad una situazione che è diventata, ormai, grottesca.

La storia di questa donna (di cui l'intero mondo animalista conosce, ad oggi, non solo nome e cognome, ma anche indirizzo ed aspetto fisico, dal momento che è tutto pubblicato in rete) e del suo operato va avanti da anni.

Affetta da disturbi psichici, accumulatrice compulsiva di oggetto, vive a Roma nel quartiere Appio Latino in una condizione di completo degrado e vittime della sua follia sono stati, nel corso degli anni, prima cani, in seguito conigli e uccellini - come ci ricorda Margherita D'Amico in un suo articolo - e poi i gatti.

Questo almeno per quanto se ne sa con certezza!

Qualche tempo fa, pertanto, nell'unico intervento che si è riusciti a compiere presso la sua abitazione insieme alle istituzioni (intervento durato ben cinque giorni tanto era la complessità della situazione, a cui ci si è trovati davanti, una volta aperta la porta di quell'inferno), si è proceduto non solo allo sgombero di decine di anni di spazzatura accumulata all'interno della casa, ma anche al salvataggio di alcuni gatti, trovati in condizioni psicofisiche davvero gravi.

E se qualcuno di questi poveri animali ce l'ha fatta, altri purtroppo no, perché sono stati rinvenuti corpi di gatti morti dietro i divani e sotto i mobili, in alcuni casi ormai mummificati (come è visibile dalla foto in alto).

E va detto, per dovere di cronaca, che qualche gatto, nel tempo, era riuscito a mettersi in salvo
gettandosi di sotto dalla finestra. pur di riconquistare la propria libertà, non senza conseguenze per la sua salute.

Una condizione davvero critica, come hanno raccontato i volontari, che seguono questa vicenda da anni, come l'attore e regista Luca De Bei e Veronica Innominati, che insieme ad Antonio Colonna sono riusciti ad avere l'accesso nella casa della donna e a trarre in salvo i poveri animali.

Grazie al loro intervento, dunque, insieme alle istituzioni preposte, la vicenda sembrava essere giunta al suo epilogo, ma davvero non è stato così.

Infatti, la donna è, oggi, tornata ad accumulare oggetti in casa e a prendere altri gatti, così come potete vedere dalla foto. Gli stessi vicini hanno lamentato il ritorno ad una condizione di forte degrado, ma tutto tace.

zooplus.itLa rete è in fermento e il popolo animalista da giorni sta inviando delle mail di protesta ai seguenti indirizzi:

lasindaca@comune.roma.it; assessoratoallapersona@comune.roma.it; assessorato.patrimonio@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; dipartimento.politichesociali@comune.roma.it; rosalba.matassa@comune.roma.it; mariarosaria.pacelli@comune.roma.it; edgar.meyer@comune.roma.it; isabella.petrucci@comune.roma.it; pasqualelibero.pelusi@comune.roma.it; daniele.diaco@comune.roma.it; presidenza.mun07@comune.roma.it; rita.pelosi@comune.roma.it; isabella.rella@comune.roma.it; seg07tuscolano.polizialocale@comune.roma.it; dsm@aslroma2.it; claudia.lozza@aslroma2.it; u.santucci@sanita.it


ma l'unica risposta che si ha viene dallo Staff di Presidenza del Municipio VII ed è la seguente:


"Gentilissima, su incarico della presidente La informiamo con la presente che la questione non solo è già attenzionata tanto dalla presidente stessa quanto dalla Polizia Locale VII Gruppo e dal servizio sociale municipale che stanno agendo in maniera coordinata per effettuare interventi ma anche che la presidente medesima  ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica configurandosi, nei comportamenti del soggetto di cui trattasi, ipotesi di reato.

La rassicuriamo sul fatto che proprio in questi giorni è avvenuto già un tentativo di accesso forzato presso quell’abitazione e proprio perché sono state riscontrate difficoltà nel portare a termine l’intervento a causa della mancata collaborazione del soggetto, è stato chiesto al giudice di prevedere un altro accesso. In data odierna vi è anche stata una riunione in merito per decidere il proseguo, ciò a conferma che tutto si sta facendo tranne sottovalutare un problema che si sta cercando di risolvere in ogni modo.
Restando a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti o informazioni,  salutiamo cordialmente."

O almeno questa è la risposta avuta ieri. Questa mattina ho provato a riscrivere allo stesso indirizzario da un altro indirizzo di posta elettronica, ma nessuno ha inviato nulla come riscontro, neppure un messaggio stilizzato come quello del Municipio.


Quindi che sta succedendo? Sembra che un muro di gomma blocchi la comunicazione e per quanto si chieda aiuto, qualcuno parla, ma nessuno muove un passo.

Che significa che la persona non ha consentito l'accesso? Se pericolosa per sé o per altri (e i gatti sono a tutti gli affetti altri esseri viventi), allora, si deve procedere con un ASO o un TSO, non andarsene e poi capire cosa fare. Soprattutto laddove c'è un disagio psichico e un precedente di maltrattamenti animali.


E, poi, se la persona è in carico al Dipartimento di Salute Mentale avrà anche un amministratore di sostegno, che dovrebbe seguire quanto fa. E, allora, anche questi attori sociali, al momento dove sono e cosa fanno?

Non bisogna sottovalutare il fatto che la signora in questione potrebbe essere pericolosa non solo per i gatti, ma anche per le persone. Non dimentichiamo che la criminologia insegna che uno dei tre segni distintivi dei serial killer è proprio la violenza nei confronti degli animali e passare da una forma di vita ad un'altra, verso la qual sfogare la propria irrazionalità, a volte è solo un fisiologico excursus evolutivo laddove insiste una patologia psichica.

Qualcuno ha commentato che si sta facendo tanto rumore solo per dei gatti. Al di là del fatto che un gatto è una vita e come tale va tutelata e rispettata, sarebbe utile rispondere a questi ben pensati - critici improvvisati di quanto avviene - che in tutto ciò c'è anche il costo sociale da prendere in considerazioni. Vigili del fuoco, Forze dell'Ordine, assistenti sociali, operatori del DSM sono tutti professionisti pagati con i soldi di noi contribuenti e, ogni volta che vengono mobilitati e che non si arriva al risultato finale, si sperperano risorse pubbliche, che in questo periodo davvero sono un bene prezioso.  
Fonte: Il Messaggero


Tra l'altro questa situazione di disagio sociale mette a repentaglio anche la sua stessa protagonista, sempre più insultata e oggetto di rabbia sui network, fenomeno da non prendere sotto gamba visto che nome ed indirizzo della stessa sono noti ai più e facilmente reperibili per gli altri.


Insomma questa è davvero una situazione complessa e con mille sfaccettature da prendere in considerazione.

Il fine deve essere il benessere di quei poveri gatti, prigionieri di una folle. Immaginare il dolore che proveranno e la paura, che accompagna le loro giornate - come testimoniano le foto scattate - è davvero troppo per chi ha scelto nella vita di stare dalla parte proprio della vita stessa, in qualunque forma questa voglia manifestarsi.

Per l'autrice di questa strage silenziosa ci si augura si trovi una soluzione adeguata, capace di rispettare la sua patologia e, al tempo stesso, anche in grado di tenerla lontana una volta per tutte dalla possibilità di fare ancora del male.

Ora il bisogno primario è quello di mettere in salvo queste povere creature. E ricordiamoci di fare sempre molta attenzione quando riceviamo richieste di adozioni: meglio dieci controlli in più che una vita in meno, perché altrimenti diventiamo anche noi inconsapevoli complici di questa strage senza fine. 



Sabrina Rosa
lecronacheanimali@gmail.com







mercoledì 29 novembre 2017

Animal Equality, non perdete i prossimi appuntamenti: Giornata Internazionale per i Diritti Animali e Settimana contro Eurospin

Fonte: Animal Equality

Sarà un mese intenso quello di dicembre per Animal Equality, che si prepara alla Giornata Internazionale per i Diritti Animali e ed alla Settimana di protesta contro Eurospin.


Chi conosce Animal Equality sa benissimo che si tratta di una delle organizzazioni al mondo più attive nel campo della difesa dei diritti animali, così come riconosciuto anche da Animal Charity Evaluators, ente che si occupa appunto di valutare l'operato delle associazioni, che agiscono in tale settore.

Investigazioni, incontri, progetti educativi, salvataggio di animali sono solo alcune delle molteplici iniziative che i suoi volontari portano avanti dal 2006 in tutto il mondo, sempre con infinita passione e grande professionalità. 

Chi li conosce sa che sono presenti in ogni occasione, in cui si sia da difendere piccoli e grandi amici a quattro zampe, in prima linea e non si arrendono fin quando non hanno raggiunto il loro obiettivo.

Ecco perché mi fa sempre piacere poter aiutare nella divulgazione delle loro azioni, con la speranza che cresca sempre più il numero di attivisti e si riduca altrettanto il numero di interventi, in cui viene richiesta la loro presenza, perché un mondo biocentrico diventi finalmente possibile.  

Prossimo evento da mettere in agenda è, dunque, sabato 9 dicembre, quando Animal Equality scenderà in piazza per celebrare la giornata Giornata Internazionale per i Diritti Animali.

Un evento, che vuole ribadire la dignità degli animali e il loro pieno diritto a vivere liberi e rispettati. Non più oggetti alle mercé umana, ma esseri senzienti a tutti gli effetti che possano avere un'esistenza serena, lontani da allevamenti, mattatoi, circhi, delfinari, bioparchi e chi più ne ha più ne metta.

In occasione di questa giornata, pertanto, Animal Equality ha creato un evento in rete e ha organizzato un'azione dimostrativa, che si terrà a Piazza del Popolo, a Roma, dalle ore 11.00 alle ore 13.00. Nel corso di queste due ora l'organizzazione, insieme a tutti i partecipanti, creerà una una coreografia statica di particolare effetto in grado di rendere l'evento particolarmente suggestivo e coinvolgente.

Per partecipare bisogna indossare dei capi di vestiario nero e compilare il relativo form on line, che viene riconosciuto quale unico mezzo di iscrizione ufficiale.

Fonte: Animal Equality
Successivamente dall'11 al 17 dicembre ci sarà la Settimana contro Eurospin, ossia un'intera settimana di protesta nel corso della quale Animal Equality intende ancora una volta (perché già a marzo c'è stata una campagna contro questa catena di supermercati) chiedere che non vengano più venduta uova prodotte da galline allevate in gabbia.

Anche in questo caso è possibile diventare attivisti e dare il proprio contributo. Infatti ogni giorno, dall'11 al 17 appunto, sull'evento presente su facebook, verranno indicate delle azioni da compiere tutti insieme per far sentire la voce di chi sta dalla parte degli animali e non vuole in alcun modo che questi, a vario titolo, vengano sfruttati.

Per avere maggiori informazioni in proposito basta andare sul sito Io difendo gli animali o inviare una mail all'indirizzo campagne@animalequality.it.

Nel frattempo si può iniziare a fare qualcosa condividendo proprio l'evento ed invitando quante più persone possibili a partecipare.


Sabrina Rosa
lecronacheanimali@gmail.com

giovedì 23 novembre 2017

Adozione del cuore per Sony. Affetto da leishmania e non un'importante insufficienza renale, non lasciamolo in canile



Quando ieri mi hanno chiesto di scrivere un appello per Sony ho subito detto di si, il blog esiste solo per questo!

Poi quando ho visto la sua foto, con il prima e il dopo del suo recupero, ho pensato che si ora per Sony è proprio giunto il momento di avere una famiglia e un luogo sicuro, in cui vivere.

Le sue condizioni di salute, infatti, non sono delle migliori e una vita in un canile o in rifugio non sono davvero il massimo. Sony ha 6 anni, è affetto da Lehismania, che è tenuta, però, sotto controllo grazie ai farmaci, e soffre di una grave insufficienza renale.  

Per questo richiede di essere nutrito con cibo specifico e di essere trattato con una terapia idonea per le sue condizioni.

Al momento vive in un canile in Puglia ed anche qui la situazione non è davvero rosea, anche perché la sua compagna di box è andata via e lui, senza di lei, non vuole più mangiare, né tanto meno rientrare in gabbia dopo la passeggiata.

Per lui si cerca un'adozione del cuore, anche in in giardino purché con cuccia protetta a riparata. 

Chiunque volesse adottare Sony deve sapere che per tutta la vita questo piccolo amico a 4 zampe dovrà prendere farmaci e mangiare esclusivamente crocchette specifiche per la sua patologia renale, quindi si tratta di un impegno importante, anche da un punto di vista economico. 

Tuttavia si sa che l'amore non ha prezzo e una vita non si compra, per cui se deciderete di aprire le vostre porta a Sony riceverete forse molto più di quanto darete. 

Per ogni informazione potete contattare Selene al numero 327.7178151.

Sabrina Rosa
lecronacheanimali@gmail.com

Il 28 novembre incontro a Roma su una tematica da non dimenticare “MAI PIU’ KJ2 - DALLA PARTE DELL’ORSA”



Di orsi se ne parla sempre troppo poco e, soprattutto, se ne parla esclusivamente nei momenti critici, quelli in cui, per varie vicissitudini, questi diventano bersaglio di facili polemiche e si decide di abbatterne qualcuno.


Proprio perché stanchi di tutto ciò, l'Assessorato alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale ospiterà il prossimo martedì 28 novembre, alle ore 17.45 presso l'Aranciera di S. Sisto un incontro-dibattito dal titolo Mai più KJ2Dalla parte dell'Orsa, la cui organizzazione è stata curata dall'associazione Gaia Animali & Ambiente insieme all'Oipa. 

zooplus.itSarà, dunque, un pomeriggio interamente dedicato all'orso, con particolare attenzione alla tematica inerente la tutela di questo splendido animale e le possibili opzioni operative da mettere in campo, perché non si ripeta più quanto accaduto nel passato, ossia l'abbattimento di alcuni esemplari solo perché non si è riusciti a stabilire una condizione di convivenza equilibrata tra uomo ed animali.

Diversi i nomi di rilievo, che interverranno. Ad introdurre il dibattito Edgar Meyer, Assessorato Sostenibilità Ambientalereferente al Benessere Animale, mentre tra i relatori ricordiamo Daniele Diaco, Presidente della Commissione ambiente di Roma Capitale, Amedeo Postiglione, Giudice e Presidente della Corte di CassazioneAlessandro Piacenzavice - Coordinatore Nazionale Guardie Zoofile OIPA Italia Onlus (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), Davide CelliPresidente Legio Ursa,.

L'ingresso all'evento è libero e gratuito e potete visionarne qui il programma completo.


Sabrina Rosa
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mercoledì 22 novembre 2017

Iceberg e Giuseppe, quando l'amore è più forte di tutto e tutti





Tornata ieri finalmente a casa A-Iceberg, dopo mesi di paura e di apprensione per la sua sorte. A raccontarci quanto vissuto in prima persona proprio Giuseppe Perna, che non si è arreso fin quando non ha potuto riabbracciarla.


Ci sono alcune storie, in cui incappi quasi per sbaglio, ma che in pochissimi attimi ti appassionano e non ti mollano più fin quando non arrivi a toccarle quasi con mano..o con penna, come quando si ha un blog.

Ebbene la storia di A-Iceberg e di Giuseppe è proprio una di quelle.

Ieri, quando ho visto le foto del loro ricongiungimento, ho provato un'emozione fortissima. Non mi bastava la storia ufficiale, quella ormai nota a tutti, volevo saperne assolutamente un pò di più. 

Così sono andata subito curiosare sulla bacheca di Giuseppe e qui mi ha colpito un'immagine, che lui stesso ha postato il 20 novembre, raffigurante delle cime montuose innevate e riportante la scritta "Sui monti c'è la neve, il mio A-Iceberg è in stiva". 

Poche semplici parole, che racchiudono in sé tutto l'amore per un altro essere vivente e tutta la preoccupazione per la sua sorte e per quello che sta vivendo in quel momento. Empatia, un bene prezioso e sempre più raro nell'essere umano, che Giuseppe ha sintetizzato in una frase.

E siccome, come sempre, sono i dettagli a fare la differenza e in questo caso la differenza c'è ed emerge nettamente, qualcosa mi ha spinta  a volerne sapere ancor di più, per cui ho contattato immediatamente Giuseppe e gli ho chiesto non solo una piccola intervista, ma anche di inviarmi alcune foto della sua splendida amica a 4 zampe, che ora finalmente si sta godendo il meritato riposo.

D: «Quando e come ti hanno tolto A-iceberg? »

R: «A-icerberg è stato tolta alla mia compagna il 6 giugno, dicendo che sarebbe stata soppressa lo stesso giorno».

D: «Cosa hai provato in quei momenti?»

R: «Paura tanta paura di poter perdere la mia cucciola».

D: «Cosa hai dovuto fare per riaverla e chi ti ha aiutato? »

R: «Ho contattato la feirdog in Danimarca e dovuto fare lunghe chiamate in Italia perché nessuno voleva il nostro caso fino a quando Enpa non ci ha accolto e Rinaldo Sidoli ha lanciato la petizione su change.org.».

D: «Come sta ora Iceberg?»

R: «A-icerberg sta bene sta recuperando».

D: «Cosa ti porti dietro da questa storia?»

R: «Porto solo un piccolo rammarico, ma credo che la nostra storia ha fatto il giro del mondo. Ed ora anche molti danesi sanno la verità su questa legge».

Ancora una volta poche e semplici parole, ma che racchiudono in sé una forza non comune. 

Intanto riuscite ad immaginare cosa si possa provare nel vedersi improvvisamente tolto il proprio amico a 4 zampe e nel sentire pronunciare la sentenza della sua condanna a morte nello stesso giorno? Deve essere qualcosa di terribile e paralizzante. 

Quanti di noi avrebbero avuto la stessa forza di Giuseppe e sarebbero riusciti a smuovere quanto lui stesso ha smosso pur di riuscire a riavere la sua A-Iceberg? Forse non tanti, sicuramente non tutti. 

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Eppure, malgrado le molteplici avversità, loro ce l'hanno fatta e questa storia, che sta facendo il giro del mondo, è un grande insegnamento per ognuno di noi.

Prima cosa lo è a livello legislativo ed organizzativo, proprio perché d'ora in poi, chi si metterà in viaggio con il proprio amico a 4 zampe, forse prenderà ogni precauzione prima di portarlo in un Paese, in cui alcuni animali (o meglio alcune razze di animali!) non sono ben accette. Concetto assurdo, ma come recita un antico detto: Paese che vai, usanza che trovi! Per cui, per non avere tristi sorprese, meglio prima sapere a che usanza si va incontro e poi riempire la valigia.

Ma soprattutto questa storia ci insegna che l'amore può smuovere il mondo, quando ci crediamo con tutti noi stessi. Ci sono legami che sono talmente profondi da arrivare fino a fendere l'anima ed a fonderci con chi abbiamo vicino, poco importa se questi abbia due o quattro zampe, se possieda una pelliccia o sia piumato, se parli la nostra stessa lingua o abbai felice.

Ora A-Iceberg è di nuovo a casa e questo basta. Un grazie immenso a Giuseppe per la sua disponibilità per l'intervista, per le foto che mi ha inviato e per il tempo che mi ha dedicato.

Buona vita a tutti e due e che il tempo possa cancellare il ricordo di questi mesi difficili trascorsi lontani una dall'altro e lasciare spazio solo alla felicità di essersi ritrovati, che a breve li ricompenserà.

Sabrina Rosa

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