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giovedì 27 settembre 2018

Incendio al gattile di Rho, l'orrore di una notte che ha spazzato via 100 anime innocenti


Fonte: Vigili del Fuoco

In pochi minuti 100 gatti, 100 anime innocenti hanno perso la vita all'interno del gattile di Rho a seguito di un incendio, che ha devastato la struttura nel corso della scorsa notte.

Solo in pochi ce l'hanno fatta e sono al momento ricoverati presso una clinica veterinaria, feriti nel corpo e nell'anima, segnati da un dolore che probabilmente non scorderanno mai più.

Fonte: Vigili del Fuoco
Al momento poco o nulla si sa della vicenda, anche se si ipotizza un incendio non di origine dolosa.

E così in una notte, che avrebbe dovuto essere come tante altre, 100 gatti sono stati uccisi barbaramente dal fato o dalla mano crudele dell'uomo ed ora non ci sono più. 

Spazzati ed annientati dal fuoco, che non lascia scampo quando ti stringe nella sua morsa.

Impossibilitati a scappare, perché erano all'interno delle gabbie, cosa avranno provato in quegli ultimi terribili istanti della loro esistenza?

Pensare al loro dolore, alla loro paura, alla loro disperazione quando hanno capito che non c'era alcuna via di scampo è qualcosa che scava dentro, che ti avvolge come un'ondata di un fiume in piena ed è talmente potente che è impossibile da sostenere. Sembra quasi di star lì accanto a loro e di vivere la loro stessa impotenza.

Solo le lacrime, che scendono inarrestabili di fronte a queste immagini, tentano di placare un pò il senso di devastazione interna che si prova.

Un mix di rabbia e, appunto, di impotenza, una voglia di proteggerli tutti e la consapevolezza che ognuno di noi, per quanto faccia, è sempre un piccolo granello di sabbia in un deserto di indifferenza e nulla più. 

Di fronte ad eventi come questi ci si sente davvero frustrati e senza forze, con la consapevolezza che, se si vuole davvero mettersi dalla parte degli animali, bisogna saper lasciare aperte le porte del cuore al dolore più profondo, che troppo spesso è là in agguato, pronto dietro l'angolo per entrare e tentare di annientare tutto ciò che incontra lungo il proprio passaggio.

Alcuni gatti, per fortuna, sono scampati all'incendio e sono ricoverati in strutture veterinarie, ma per loro servono medicine e c'è bisogno anche di cibo (secco ed umido), coperte, gabbiette, medicinali.

Per chi volesse dare una mano è possibile intanto fare una donazione all'associazione Dimensione Animale Rho, sul c.c. 18432 della Banca Popolare di Milano Ag.72 - IBAN IT42E0558420500000000018432. 

Inoltre si stanno organizzando dei punti di raccolta in tutta Italia per far arrivare il prima possibile quanto richiesto dai volontari dell'associazione.






venerdì 26 gennaio 2018

Al via il progetto di recupero dei cani del canile di Roma "Come Amelie"




Al via il progetto di recupero dei cani del canile di Roma intitolato Come Amelie e patrocinato dall'Assessorato alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Roma nelle persone dell'assessora, Pinuccia Montanari, e dal presidente Commissione Ambiente, Daniele Diaco.

zooplus.it

Il nome viene proprio da un cane, Amelie appunto, tratta in salvo dal campo nomadi di 
 Castel Romano e portata nel canile privato di Villa Andreina, dove da subito ha, però, presentato difficoltà comportamentali e di socializzazione.

Dopo alcuni anni trascorsi presso questa struttura, per fortuna Amelie è stata adottata dalla responsabile del Centro Cinofilo MIB, Luisa Talarico, e ora per lei è iniziata una nuova vita.

Il progetto, pertanto, è stata creato proprio con lo scopo di agevolare il lavoro di recupero dei cani ospiti dei canili, i quali spesso presentano difficoltà comportamentali e per questo motivo faticano a trovare delle adozioni. 

Destinatari dello stesso sono volontari di canile interessati a collaborare con noi, diventando membri attivi dell'iniziativa.


Per avere maggiori informazioni in merito e per le iscrizioni potete contattare Luisa al numero di cellulare 339.7161704.

mercoledì 24 gennaio 2018

UnipolSai C@ne&G@tto, per stare al sicuro anche con i nostri amici a 4 zampe




Oggi voglio parlarvi di questa nuovissima polizza, la UnipolSai C@ne&G@tto, che ci consente non solo di stare al sicuro insieme ai nostri piccoli amici a 4 zampe #canegatto , ma anche di godere di alcune agevolazioni e di particolari sconti. Non siete curiosi di sapere di cosa si tratta?

Come prima cosa va subito specificato che la polizza , la UnipolSai C@ne&G@tto dà diritto al possesso di un particolare dispositivo, l'UniboxPETs, il quale viene agganciato al collare dell'animale, in modo da consentire al proprietario di sapere sempre dove questo si trova, particolarmente utile, quindi in caso di smarrimento o di allontanamento del pet dalla sua abitazione.
Inoltre, lo stesso dispositivo, ha un pulsante SOS, che può essere azionato da chi ritrova il cane o il gatto, mettendosi così in contatto con il proprietario.

Ma non finisce qui. Infatti questa stessa polizza copre anche una serie di spese veterinarie, grazie alla convenzione sottoscritta con alcuni centri specializzati, come anche i costi dei corsi di rieducazione per i cani inseriti nell'elenco dei cosiddetti soggetti aggressivi. Chi possiede un cane o un gatto sa perfettamente quanto incidano sull’economia familiare le spese mediche, quindi avere la possibilità di accedere ad agevolazioni e rimborsi in quest’ambito è davvero vantaggioso.


Infine la UnipolSai C@ne&G@tto consente anche ai proprietari di soggetti maggiormente a rischio (ossia proprio quelli che sono annoverati nelle liste degli aggressivi) di potersi avvalere di tutti i vantaggi fin qui descritti. Non ci sono, pertanto, discriminazioni di razze e specie, ma tutti i cani possono usufruirne.

Fare un preventivo per una polizza a tasso zero è semplicissimo. Basta cliccare su questo link, riempire i campi richiesti e il gioco è fatto. Dopo di che si può scegliete l'agenzia più vicina alla propria abitazione e ricevere, in tal modo, tutte le informazioni di cui si ha bisogno.

Per saperne di più potete anche vedere il tutorial dedicato, all’interno del quale troverete tutte le informazioni di cui avete bisogno, supportati anche dall’ausilio delle immagini

Allora non siete curiosi di saperne di più? Cosa aspettate? Andate immediatamente sul sito UnipolSai e non ve ne pentirete. Ricordatevi che , la UnipolSai C@ne&G@tto è davvero un prodotto importante per chi ha un amico a quattro zampe #canegatto e vuole vivere in tranquillità con lui, godendosi il tempo libero e all’aria aperta, senza pensieri di troppo.


Buzzoole

venerdì 19 gennaio 2018

In Svizzera stop alla cottura delle aragoste vive...una vittoria a metà


Fonte: Sky Tg24

Parlando qualche giorno fa con una persona, che reputo per me speciale e capace di grandi insegnamenti non solo da un punto di vista professionale, ma soprattutto umano, ho scoperto che, da sempre prova una particolare sensibilità verso gli astici.

"Che cosa curiosa", ho pensato, ma allo stesso tempo mi sono anche detta che in realtà esistono tantissimi animali che sono ignorati dalla maggior parte del mondo, anche da noi animalisti e che, quindi, è importante dedicare loro la giusta attenzione.

E così ho deciso di parlare proprio di loro, dei crostacei, dal momento che da qualche giorno la rete esulta per la vittoria legislativa elvetica, che vieta dal 1 marzo in poi di cuocere le aragoste vive, lessandole in acqua bollente.

zooplus.itA posto della morte per immersione in pentola, è, tuttavia, prevista per loro la distruzione meccanica del cervello oppure una sorta di elettroshock, possibile da farsi solo usando un apparecchio chiamato CrustaStun, che prima stordisce l'animale e poi lo uccide in circa 10 secondi. 

Tra l'altro per l'acquisto di tale apparecchiatura si parla di un costo di circa € 3.000,00, ma chi sosterrà una simile spesa per far morire un animale da mettere poi a cuocere?

Ora certamente è un passo avanti, ma verso cosa? La vittoria sarebbe stata l'abolizione completa dalle tavole di questi splendidi animali, che davvero non meritano un tale trattamento da parte nostra.

Da piccola per un certo periodo di tempo ho vissuto in Nord Africa e ricordo - ora con orrore, al tempo come fosse normale - questa pratica di mettere i crostacei nell'acqua bollente e di cuocerli ancora vivi. Le immagini riaffiorano come spezzoni di un film e sono ancora vive come allora.

A dettare questa scelta etica al governo svizzero è stata una ricerca americana, secondo la quale le aragoste possiedono un sistema nervoso abbastanza sviluppato da poter provare dolore.

Ovviamente, per smentire una tale affermazione, subito sono scesi in campo i difensori della buona tavola, secondo i quali niente di più falso si potrebbe affermare.

Ma la questione è un'altra: possibile che proprio non ci rendiamo conto di quanta violenza perpetriamo contro gli animali? Stesso discorso può essere fatto per il polpi, uccisi sbattendo loro la testa su una superficie dura, una morte atroce, che se non provoca dolore all'animale (ammesso che non abbia recettori del dolore), lo dovrebbe quanto meno indurre in chi insiste nel compiere una pratica tanto barbara. O, ancora, con i ricci, presi e mangiati vivi. E qui il discorso sarebbe davvero infinito...

Un piccolo spiraglio certamente si è aperto con questa scelta da parte della Svizzera, ma è un cammino lungo da compiere e, come sempre, tutto in salita...

Allora testa alta e in marcia anche noi che amiamo gli animali, come sempre facciamo, quando si tratta di piccoli amici a quattro zampe, a due zampe, con pelliccia, carapace, pinne o branchie.

Il diritto alla vita è diritto alla vita e basta senza ma e senza se e come tale va difeso un giorno dopo l'altro, fin quando il biocentrismo si sostituirà all'attuale visione attuale del mondo, che sembra non produrre nulla di buono, se non desertificazioni, creazione di zone morte negli oceani, deforestazioni e sparizioni di intere specie animali.

Grazie Alf per questo momento di riflessione importante, che ha preso spunto da te e che ora rimane qui a testimonianza del rispetto per ogni essere vivente che condivide noi lo splendido viaggio, chiamato, appunto, VITA!





martedì 18 luglio 2017

Roma, a fuoco la pineta di Ostia...ancora altre vittime innocenti fiaccate da fiamme e fumo





Ieri ancora roghi nella Capitale e questa volta è toccato alla pineta di Ostia, bersaglio davvero facile, fiaccato con il trascorrere del tempo dalle incurie delle istituzioni e dall'inciviltà dell'uomo, che lo ha reso, in alcuni punti, una discarica a cielo aperto e, in altri, un'area di ritrovo per sbandati e senza dimora.

Quindi, partendo da tali presupposti, non deve essere stato davvero difficile riuscire ad incendiare questa splendida pineta, che ha visto le fiamme prendere origine da tre punti diversi, per poi lambire in pochi minuti zone vastissime, complici la siccità del periodo e il vento, anche se non troppo forte.

I telegiornali ci rassicurano sul fatto che è stato fermato un uomo di Busto Arsizio proprio mentre stava dando fuoco a dei fazzoletti di carta. 

Benissimo, ma di certo non risolve il problema e centinaia di alberi, che avevano impiegato decenni per crescere, sono spazzati così, come niente fosse, impotenti di fronte alla foga del calore e delle fiamme.

E chissà anche quanti animali avranno perso la vita, dal momento che - come molti di noi ben sanno - quest'area offre riparo ed ospitalità a cinghiali, cani, gatti e molti altri piccoli e grandi amici ancora.

Di loro non ci sarà più traccia e nessuno mai li reclamerà, perché sono invisibili, esattamente come gli stessi senza dimora, che vivono qui e che, spesso, passano senza lasciar traccia della loro esistenza.

La forza di questi incendi sono ben testimoniati dalle foto, che mi ha inviato mio padre e che ha scattato lui stesso dal quartiere Infernetto, che sorge esattamente a ridosso della pineta.

Il fumo denso non lascia troppo spazio alla fantasia di quanto accaduto...

E la riflessione ritorna prepotente nella mente: perché mai tutto ciò? Il dubbio è il solito: incendi dolosi per poter far spazio a nuovo cemento, come se tutto quello già presente non bastasse!

Ma davvero, ormai, i soldi giustificano tutto? Davvero continuiamo a distruggere quel che ci circonda in nome di un dio denaro, che ci sta già ripagando con una rivolta della natura, della quale ci ostiniamo a non voler prendere atto?

zooplus.it


Inverni artici come quello scorso...terremoti e alluvioni...incendi...clima impazzito...tutto ci parla di un sovvertimento climatico, che lentamente sta frammentando il nostro bel pianeta blu, la terra che da che siamo apparsi ci ospita generosamente, senza chiedere nulla in cambio. 

Ma noi esseri umani da ospiti siamo diventati padroni, usurpatori e questo è lo scotto che paghiamo e che pagheranno, ancor di più, le generazioni a venire.

Siamo diventati bravissimi - edotti dai mass media - a parlare di emergenza, però, poi, a conti fatti sembra che proprio non ci rendiamo conto che abbiamo già superato questa fase, diretti verso un punto di non ritorno...

Per chi è di Roma la pineta è un'istituzione, una parte della nostra città, un immaginario collettivo di scampagnate e gite fuori porta, quando ancora le spiagge sono proibite per le temperature.

Ieri abbiamo perso, allora, un altro pezzetto della nostra storia, distrutta dalle fiamme, proprio come ai tempi di Nerone. Il tempo passa e l'uomo rimane lo stesso, anzi involve, schiacciato dalla sua stessa tracotante illusione di superiorità.

Speriamo che quest'estate abbia mostrato il suo lato peggiore fino ad ora e la storia finisca qui. Ma non ne sono troppo convinta...

Sabrina Rosa

mercoledì 12 luglio 2017

Gatti usati come micce viventi per dar fuoco al Vesuvio! Quando l’uomo perde ogni misura



Figli dell’avidità, privi di coscienza, vuoti di morale, incapaci di empatia: questi alcuni dei connotati di chi ha usato dei gatti vivi, cospargendoli di benzina, per dare fuoco al Vesuvio.

Di fronte a queste notizie, devo ammetterlo, non riesco a provare neanche più rabbia. Perché, prima ancora che l’ira riesca ad affacciarsi, un profondo senso di costernazione va a stimolare la mia amigdala e tacita le successive emozioni…

In nome del denaro qui si sta distruggendo il pianeta. Boschi distrutti in pochissime ore in preda alle fiamme…gatti uccisi proprio perché serviva qualcosa che innescasse l‘incendio…case a rischio…persone a rischio, ma tutto questo non ha alcun valore in nome della ricchezza, del denaro, dell’avidità!

Di certo non mi sfiora neppure il sospetto che chi compie tali azioni sia in grado di vedere oltre se stesso, ma mi rimane un piccolissimo dubbio: prima o poi la vita ci presenta sempre il conto di ciò che facciamo e, allora, quanto dovranno pagare queste persone?

Non sono capace in alcun modo a mettermi nei panni di alcuni individui per capire come si faccia a dare un senso alla propria esistenza basandosi solo sulla ricchezza materiale. Sarà un mio limite, ma proprio non riesco.

Di sicuro andrò contro corrente in una società che misura ogni singola cosa in euro e in dollari, ma continuo a credere che il senso sia riposto in altro, ossia nella vita stessa.

E così proprio non riesco a non sentire il dolore di quei poveri gatti, che, dati alle fiamme, avranno cercato rifugio nei boschi, trovando invece solo sofferenza e morte. Non riesco a non immaginare il loro terrore e la loro paura. Non riesco a non provare la stessa angoscia di tutti gli altri animali, rimasti imprigionati in quell’inferno bollente, che fino a poco prima, ossia fino a quando l’essere umano non ha messo là le sue mani sporche di sangue e luride di violenza, era solo e soltanto la loro casa.

E ora il Vesuvio brucia, mentre la terra tenta di resistere imprigionata sotto le ceneri di quel verde, che da decenni la proteggeva.

Gli uomini della protezione civile sono al lavoro da ore. I volontari tentano di mettere in salvo gli animali superstiti. Il personale delle Forze dell’Ordine dà sostegno alla cittadinanza. La parte bianca dell’umanità scende in campo quando l’altra faccia della stessa specie sparge veleno.
Così, mentre qualcuno fa tutto quel che può, qualcun altro starà, invece, guardando e facendo il tifo per le fiamme, la morte e la distruzione.

Un pensiero personale va a tutte quelle anime innocenti ancora una volta uccise dalla follia umana! Ora nessuno potrà più farvi del male e sarete libere ovunque siete!
Il Vulcano brucia e la terra piange. Quella stessa terra dei fuochi, che mai come ora rende omaggio al suo triste appellativo.

Sabrina Rosa



giovedì 27 aprile 2017

#unitiperangelo Richiesta di rito abbreviato per gli assassini del cane Angelo




E' stato richiesto il rito abbreviato da parte dei quattro giovani di Sangineto (CS), che hanno ucciso il cane Angelo, dopo averlo barbaramente torturato. Ciò fa si che, nel caso in qui questi siano condannati, avranno diritto alla riduzione di un terzo della pena loro inferta dal giudice.

La prossima udienza ci sarà il 18 maggio e, nel frattempo, il giudice deciderà se accettare o meno la costituzione delle diverse associazioni animaliste quali parti civili nella causa.



Anche il Comune di Sangineto ha presentato domanda per costituirsi parte civile e tale gesto è stato particolarmente apprezzato dai numerosi attivisti accorsi da ogni parte di Italia per essere presenti in tribunale, fischiando e contestando i quattro assassini alla loro uscita.

Ora il mondo animalista attende il 18 maggio per conoscere il verdetto, anche se per chiunque ami gli animali questo è già stato decretato da tempo: Giuseppe Liparotto, Luca Bonanata, Francesco Bonanata e Nicholas Fusaro siete tutti degli assassini, colpevoli di sevizie e di omicidio!

Sabrina Rosa

martedì 31 gennaio 2017

Roma Capitale: via all’affido familiare per gli animali sequestrati a seguito di maltrattamento...secondo voi non manca qualcosa?




D’ora in poi sarà possibile fare richiesta di affidamento di animali – in particolari quelli esotici – sottoposti a procedura di sequestro, a seguito di maltrattamenti.

A deciderlo l’Amministrazione Capitolina, insieme alla Procura, che hanno deciso, in tal modo, di restituire un po’ di serenità a piccoli e grandi amici pennuti (ma non solo!), fino ad ora non troppo favoriti dalla sorte.

zooplus.itLa lista completa degli animali, per i quali si può inoltrare richiesta di affido, la trovate a questo link.

Tra gli altri anche quaglie, canarini, parrocchetti, passeri giapponesi e conigli maschi.

Per fare domanda basta inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica: bruno1.bailo@comune.roma.it., specificando nell’oggetto: ”Animali sequestrati – Richiesta affidamento”.

L’ordine di arrivo delle domande, costituirà uno dei criteri di precedenza ed è importante indicare nel testo della mail l’animale per il quale si avanza richiesta di affidamento.

Non ci sono costi da sostenere per chi prenderà un piccolo amico presso la propria abitazione.

Personalmente trovo quest’iniziativa fondamentale, se non altro per cercare di rimediare a precedenti errori umani. 

Ma, allo stesso tempo, mi sorgono anche molteplici domande.

Prima cosa: non sono specificati nell’avviso presente sul sito istituzionale di Roma Capitale quali siano i requisiti richiesti per poter diventare degli affidatari.




Si parla, infatti, di ordine di arrivo delle domande, ma poi? Mica sarà l’unico elemento discriminatorio vero?

Inoltre, non viene chiarito neppure se verranno fatti dei controlli pre e post affido e – in caso positivo, come si spera accada! – da chi questi vengano effettuati.
Infine, siccome c’è solo una mail indicata e non un numero di telefono non è possibile chiedere qualche informazione istantanea.


Conclusione: quando si tratta di animali c’è sempre poca chiarezza! Non voglio dire superficialità, perché non essendo dettagliate alcune cose non è fattibile giudicare, ma si ci può limitare a delle mere supposizioni.

Nei prossimi giorni speriamo di saperne di più o avremo una nuova nebulosa che incombe sulla nostra città….e questa volta non sarà colpa dello smog!

Sabrina Rosa

venerdì 27 gennaio 2017

News - Rapporto Eurispes 2017: la crisi colpisce anche gli amanti degli animali. Diminuisce la presenza di pet nelle nostre case



Il rapporto Eurispes 2017 fotografa un'Italia, che continua ad amare gli animali, ma che è costretta - soprattutto a causa della crisi - a ridurre la loro presenza in casa, dal momento che si registra un calo di circa il 10% del numero di animali domestici nelle abitazioni.

Inoltre, il 41% della popolazione ha rinunciato a prendere altri amici a quattro zampe, proprio perché impossibilitata da un punto di vista economico.


zooplus.it




In ogni caso, in un'appartamento su tre è presente almeno un cane (62%) oppure un gatto (40,8%), provenienti in più del 50% dei casi da canili/gattili o direttamente dalla strada. Un dato confortante, se non altro a testimonianza che si ci sta avvicinando alle adozioni piuttosto che all'acquisto di vite.

Il costo medio mensile per il mantenimento dei pet si aggira intorno ai 50,00 euro in circa l'80% delle famiglie.

Si registrano, infine, cali nel numero delle visite veterinarie (eccessivamente onerose), come anche in quello degli interventi chirurgici.


Dati non del tutto confortanti, anche se - allo stesso tempo - neppure drammatici.

Gli italiani, infatti, confermano il loro amore per i pet, ma avrebbero bisogno di maggiori aiuti da un punto di vista sanitario (ad esempio, cure mediche veterinarie più a buon mercato) come anche da un punto di vista di alimentazione animale (cibo di buona qualità, ma a costo inferiore rispetto a quello a cui siamo abituati a trovarlo negli scaffali dei negozi oggi!).






Chi ha un animale in casa sa bene quali e quanti sacrifici, anche economici, costi il suo mantenimento. Ci si batte tanto per la lotta al randagismo e per la promozione di adozioni, però, sono necessari dei cambiamenti.

Costi minori nel cibo e abbattimento delle spese veterinarie sarebbero un ottimo punto di partenza.


Sabrina Rosa

venerdì 20 gennaio 2017

In memoria di Paola, senza fissa dimora romana, e del suo cane Jojo



E così, alla fine, ti sei arresa. tra l'indifferenza generale hai ceduto e ora non sei più qui.

Tu, che non hai mai avuto molto da questa vita, sei morta in solitudine, all'interno di una roulotte isolata, in una delle infinite notti  gelate della Città Eterna.

Di te nessuno sembra essersi preoccupato o forse no...

Di te hanno parlato i telegiornali nazionali, strumentalizzando la tua morte per polemizzare sul contrasto tra Governo e Amministrazione Locale Capitolina, in un infinito rimpallo di responsabilità, delle quali a me personalmente non interessa proprio nulla...

Il fatto è uno e uno resta: Paola è l'ennesima vittima dell'indifferenza dilagante dei giorni nostri!

zooplus.itQuando ho saputo della tua scomparsa, in un secondo il pensiero è stato subito catapultato ai cinque mesi condivisi insieme. Io coordinatrice di un centro per donne senza fissa dimora e tu utente di quella struttura, accolta là insieme al tuo cagnolino Jojo.

Quante chiacchiere scambiate, notte di natale trascorsa insieme e brindisi un pò piratesco, solo con una goccia di spumante, che l'alcol non è permesso, con la speranza che qualcosa potesse cambiare per te e per tutte le altre donne, che, insieme a te, condividevano lo stesso destino.

Di certo non eri una persona facile. Indurita dalla vita, schiva, a tratti scontrosa, segnata dagli eccessi e da un trascorso tortuoso, che aveva lasciato segni indelebili nella tua anima. Eppure avevi una grande dignità.

Di te ricordo soprattutto il tuo amore per Jojo, un piccolo meticcio, che era diventato la mascotte del centro. Ogni sera al tuo ritorno, citofonavi e, quando chiedevamo chi fosse, la risposta era sempre la stessa: "Jojo!". Poi, aperto il cancello, apparivate voi due, coppia inseparabile: Jojo davanti, che tirava al guinzaglio scodinzolante, felice forse perché pensava di aver trovato finalmente una casa, e tu accanto.

Spesso le altre ospiti della struttura si prendevano cura di lui. Ognuna come poteva...chi portava qualcosa di avanzato a mensa durante il pranzo, chi con qualche scatoletta presa al supermercato, insomma piccoli gesti, che rendevano meno dura una quotidianità fatta, invece, di miseria.

Ricordo, con la stessa nitidezza, anche il giorno in cui sei stata aggredita e hai rifiutato il ricovero, pur di non lasciare in strada il tuo piccolo amico a 4 zampe.

Frammenti di passato che scorrono come fotogrammi di una vita lontana e che il tempo non è riuscito a cancellare. Improvvisamente mi sono risaliti alla mente, mentre apprendevo il nome della persona scomparsa. Eri proprio tu!

Tu che eri inevitabilmente tornata in strada e vive in una roulotte. Perché va così: si aprono i centri per il periodo più freddo e poi a marzo tutti fuori ancora una volta! Fuori dove? In strada! Come se il problema per una persona senza casa fosse solo il freddo, soprattutto quando si tratta di donne...

Tu eri stata anche fortunata ad aver avuto in dotazione una roulotte...

Ma chissà cosa hai fatto in questi due anni, in cui non ho più avuto tue notizie? me lo sono chiesta subito...E chissà che fine ha fatto anche Jojo, visto che sembra non sia stato trovato accanto a te nessun cane.

La vita, si sa, spesso prende strane svolte e così l'altra sera, in una delle tante raccolte di cibo e coperte per i canili, ecco che incontro Francesca, che è venuta a donare anche lei qualcosa.

Piccoli scambi di battute, come capita sempre in queste occasioni, e lei - chissà poi perché - improvvisamente mi dice che è molto dispiaciuta per la morte di una donna senza dimora, che lei aveva conosciuto in una stazione della metropolitana a Roma e che a volte aiutava.





Paola...si eri proprio tu!

Così ho saputo che in questi anni sei stata male più volte, colpita da crisi epilettiche. malgrado questo, continuavi a vivere in una roulotte, cambiando ogni tanto quartiere, come spesso accade alle persone nelle tue condizioni: quando i senza fissa dimora iniziano a diventare fastidiosi, li si sposta in un'altra zona e problema risolto!

La vita, quindi, aveva continuato ad accanirsi contro di te: ti avevano rubato Jojo, eri stata male e ora avevi un'altra cagnolina (che vedete nella foto in alto!). E ora questa piccolina dove sta? Qualcuno ne sa qualcosa?

Francesca - continua a raccontarmi - ad un certo punto non ti ha più vista. ha sentito, proprio come me, la notizia al telegiornale di una donna morta, ed ha cominciato a temere.

Poi una mattina, proprio dove ti vedeva ogni giorno, ha trovato al tuo posto una lettera attaccata al muro (quella che vedete nella foto) e il dubbio è diventato certezza e la certezza dolore.

Perché anche Francesca ricorda di te la tua durezza, frammista a profonda tenerezza per il tuo cane e la tua dignità nel saper accettare aiuto.

Ho deciso di pubblicare la foto della cagnolina, sperando che qualcuno sappia qualcosa di più di questa piccolina, con la speranza che non abbia fato anche lei una brutta fine.
- Lettera anonima a Paola -

La lettera, che appare firmata da un tuo amico per sempre, invece, ho voluto condividerla perché credo che sia quanto meno doveroso rivolgere un pensiero ad una donna, che nella vita ha avuto poco o nulla, e che ora non c'è più.

Le parole contenute in questo scritto mi hanno particolarmente commossa; è stato bello leggere che qualcun altro ha saputo vedere la persona, oltre l'apparenza della clochard.

Ancora una volta ricordi e presente si sono confusi, facendomi avvertire un forte senso di impotenza. Non si può morire così in una città, che si vanta di essere una capitale Europea. E' vergognoso e ognuno di noi dovrebbe avvertire il proprio senso di responsabilità.

Cara Paola chissà se hai avuto paura...chissà se hai capito che stavi morendo e, soprattutto, che eri sola...quante volte me lo sono chiesta!

Spero che ora,  dovunque tu sia, possa trovare finalmente un pò di pace e di serenità.

Fai buon viaggio...una parte di te è e rimane nel mio cuore e, se qualcun altro, si è firmato anche lui un tuo amico per sempre, se ci sono persone che in qualche modo sono addolorate dalla tua scomparsa, come la stessa Francesca, allora, di te rimane una parte importante, quella che in genere chiamiamo umanità!

Un ringraziamento a Francesca, che mi ha fornite le due foto dell'articolo!


Sabrina Rosa


martedì 17 gennaio 2017

Polizia e forza per varcare la soglia del canile di Muratella a Roma. Ecco il biglietto da visita del nuovo gestore



E alla fine sono entrati. Si, con la forza e l’aiuto delle Forze dell’Ordine, ma sono entrati all’interno del canile Muratella di Roma i nuovi gestori.

Si tratta della società Rifugio Agro Aversano, che , ancora un volta come già successo con la Mapia, è stata preceduta dalla propria fama, ancor prima che dei propri esponenti. Fama negativa ovviamente…se mai qualcuno avesse potuto pensare il contrario.

Così, da quanto testimoniano gli ex operatori ancora presenti sul posto mediante le foto e le video interviste pubblicate anche poco fa sulla pagina facebook “Io Me Ne Occupo”, sembra che mentre gli uomini litigano, gli animali di certo non se la passano meglio.

Infatti i gatti ospitati nel Punto di primo Soccorso (che sono rimasti fuori dal bando) non sarebbero stati accuditi, nonostante le loro gravi patologie, rimanendo, quindi, non solo senza terapie e senza cibo, ma anche senza acqua . I cani, invece, alle 12.00 non avevano ancora mangiato e le loro grabbie erano completamemte sporche.  I nuovi operatori non sono in vesti professionali, ma jeans e scarpe da ginnastica, quasi come ad una visita di cortesia. Gli ex operatori non hanno avuto neppure una richiesta di riassorbimento.

La cosa non va, proprio non va…sotto ogni punto di vista.

Da giorni anche Simona Novi, volontaria per gli animali a Roma dal 2000, presidente AVCPP dal 2007 al 2015, sta tentando di dar voce a tale disagio, ma nulla...

zooplus.it
La questione dei canili romani sembra essere senza fine e, soprattutto, senza pace per i poveri cani e gatti ospitati all’interno della struttura.

La domanda che mi pongo è: ma se fino a qualche giorno fa, in una nota ufficiale, gli stessi Pinuccia Montanari, Assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale, e il deputato Paolo Bernini, a seguito di una visita a Salerno in una struttura gestita proprio dalla società Rifugio Agro Aversano, hanno definito non a norma le condizioni in cui erano tenuti gli animali, ora come è possibile pensare che nella Capitale si possa proporre qualcosa di diverso?

In rete da tempo balzano e rimbalzano notizie allarmanti sul futuro di questi animali e ora anche i principali quotidiani nazionali sembrano cominciare ad esserne interessati.

Qui cambia bandiera, ma il resto sembra sempre immutabile. Un’inerzia paludosa all’interno della quale cani e gatti (in primis quelli più fragili, malati e anziani) rischiano di essere lentamente, ma inesorabilmente risucchiati.

Con loro anche i precedenti dipendenti…ex volontari…chiamateli come volete: chi fino ad ora si è occupato degli animali!

Personalmente a me non interessa nulla né dei colori politici, né delle etichette, che gran parte della gente si ostina a mettere addosso a cani, gatti, conigli e a qualsiasi altra forma di vita, quasi che un innato delirio di onnipotenza spinga alcune persone a credere che un animale sia proprietà privata. Ma in fondo lo fanno anche molti uomini con le loro donne, quindi…

Ma da cittadina romana e animalista mi preme sottolineare alcune cose. Intanto, finché i canili saranno comunali, benché dati in affidamento a società ed enti terzi, sono proprietà (visto che ci piace tanto questa parola!) di chi paga le tasse, quindi nostra. Di conseguenza non è pensabile che si vieti l’ingresso, che non si sappia o – peggio ancora – che non si debba sapere cosa accade all’interno di queste strutture.

In più è assurdo che nell’eterna lotta al potere, anche questa ancora fortemente in auge, ci rimettono gli animali – come sempre – perché non hanno difese.
Sempre in rete in questi momenti ci sono appelli e corse all’adozione. Ma questa può essere la risoluzione? Non credo…non potremmo mai adottare tutti gli animali, che sono nei canili romani. E poi, se anche lo facessimo che avremmo risolto? Ne metterebbero degli altri e non è che questo gioco al rilancio aiuterebbe nessuno…

La domanda dunque è: Sindaca Raggi che pensa di fare? Ci ignora, come hanno sempre fatto anche quelli prima di Lei?

Vedremo..nel frattempo ci tengo a precisare un’ultima cosa: nei giorni scorsi ho scritto più volte alla società Rifugio Agro Aversano, anche sulla loro pec…risposta: il silenzio!


Se questo è l’esordio, il proseguo sarà tutto un divenire.


Sabrina Rosa

venerdì 23 dicembre 2016

News - Stop ai botti di Capodanno a Roma. Firmato provvedimento e previste multe salate per chi trasgredisce



Capodanno alle porte: divieto di utilizzo di fuochi di artificio, di petardi e di altri materiali esplosivi a Roma.

Questo è quanto prevede il provvedimento firmato dalla sindaca capitolina, Virginia Raggi, con attuazione nel periodo compreso tra il 29 dicembre 2016 e il 1 gennaio 2017.

Chi trasgredirà - come riporta il sito istituzionale di Roma Capitale - potrà andare incontro a sanzioni che vanno da 25,00 fino a 500,00 euro.

Il fine ultimo è quello di ridurre il numero delle persone (ma anche degli animali), che inevitabilmente ogni anno passano alla storia per aver perso mani, occhi o altro a causa di materiale esplosivo.

In effetti personalmente ho forti perplessità sul fatto che le istituzioni competenti riusciranno realmente a multare chi trasgredirà tale provvedimento comunale, tuttavia questo esiste ed è una buona notizia.

Forse un piccolo timido passo nei confronti di un'usanza, che sempre più sembra volersi radicare, malgrado i danni che lascia al suo passaggio.


zooplus.it




Per i nostri piccoli amici a 4 zampe i botti di Capodanno sono davvero un tormento all'anima. Ben lo sa chi ha in casa dei conigli, che tra l'altro possono anche morire per lo spavento a causa di arresto cardiaco (fenomeno non inusuale in questa specie animale, da sempre preda, per cui atterrita da rumori forti ed improvvisi).

Ma la situazione non è più rosea neppure per chi ha con sé cani e gatti, che sono estremamente spaventati dai rumori e, allo stesso tempo, anche infastiditi dall'odore (per loro estremamente pungente) della polvere, che residua dai fuochi d'artificio stessi.

Ora non mi illudo neppure minimamente di passare un 31 dicembre in silenzio o, meglio, in pace, senza dover essere assordata da botti improvvisi, che mi costringono a ricordare ai miei cani e gatti che si tratta solo dell'ennesima manifestazione di intelligenza e di superiorità dell'essere umano.

Però, quest'anno, abbiamo la possibilità di poter segnalare se in questi giorni, a cui fa riferimento il provvedimento, ci imbattiamo nel solito buontempone, che lancia miccette o altro mentre passeggiamo con i nostri cani al guinzaglio.

Che poi è sempre lo stesso buontempone che ti guarda anche con la faccia tosta dicendo: "Oh scusi non avevo visto il cane!". Eh si perché, invece, a me puoi tirare addosso miccette tranquillamente, tanto che fa...




Chiudo con una riflessione - una di quelle che faccio continuamente, come palline impazzite che rimbalzano nella testa saltando da un argomento all'altro a grande velocità, costringendomi a ritmi di attenzione serrati per non perdere nulla - di qualche giorno fa. Una signora protestava su facebook il diritto a sparare petardi e a fare botti, perché...perché si è sempre fatto e piace tanto ai bambini!

Ora rispetto al "si è sempre fatto", lascio cadere proprio nel vuoto la frase, perché tante cose si fanno da tantissimo tempo, ma mica per questo significa che siano giuste. L'uomo uccide dai tempi di Caino e Abele, quindi per anzianità annoveriamo il delitto tra una delle possibili forme di relazione interpersonale? Sempre, mai, tutto, niente....sono solo espressioni usate quando non ci si vuole fermare a riflettere. Euristiche di pensiero...scorciatoie che poi alla fine non portano a nulla!

Invece, sul fatto che "far esplodere botti piaccia tanto ai bambini", ecco qui vorrei invitare ad una riflessione collettiva. Ma abbiamo mai chiesto ai bambini se questo sia o meno vero? Siamo sicuri che sparare non piaccia piuttosto a noi adulti e, per giustificarci con noi stessi, attribuiamo invece il divertimento ai più piccoli? E, soprattutto, ma chi è che educa i bambini al piacere del botto?

Come dicevo si tratta solo di riflessioni libere, che vagano nella mente in cerca di un loro percorso verso l'uscita.

Buona fine dell'anno e che possa essere per tutti una notte magica, cullata da fusa e lievi uggiolii e non più da abbai di terrore, come da troppo tempo a Roma capita.

Sabrina Rosa

venerdì 2 dicembre 2016

#InviaggioconAfrica Diario di una vacanza semi seria a 6 zampe in giro per l'Italia

- Africa -

Oggi tralascerò appelli e richiami vari per parlarvi, piuttosto, di un'interessante, quanto lodevole iniziativa, promossa da una persona che ha deciso di concedersi una pausa post lauream sgambettando per l'Italia. E fin qui nulla di particolare.

Il tocco in più a questa vacanza è dato, però, dal fatto che lei non partirà da sola, ma ha deciso di portare con sé Africa, la sua jack russel. Quindi valigie fatte eccole qui, pronte ad iniziare il loro viaggio...in treno!

Da Roma verso Pisa, poi Bologna, Padova e, infine, Verona, seguendo un percorso a varie tappe, che vedrà coinvolte le nostre due viandanti per un periodo di circa 8 giorni.

Questo l'itinerario del viaggio con Africa.


A farsi venire in mente questa originale iniziativa, che si pone quale specifico obiettivo quello di voler dimostrare che è possibile viaggiare anche in Italia portando con sé il proprio cane (alla fine poi le chiederemo se realmente è stato così) è stata Eleonora Marsella, creatrice di un blog, che altro non poteva chiamarsi se non Il blog di Eleonora Marsella.

Devo dire che io non conosco personalmente Eleonora, ma da qualche tempo ormai abbiamo interessanti scambi sui social.

Vis a vis siamo riuscite solo a incrociare i nostri sguardi per un paio di minuti durante la sua presentazione di un libro, però, credo di aver capito alcune cose di lei davvero interessanti.

Eleonora è una sorta di uragano di energia positiva, che ti contagia anche se non lo vuoi. La trovi da una parte e, un attimo dopo, sta da tutt'altra dandosi da fare, inseguendo un sogno che - nel suo caso - non sembra poi essere così lontano dalla realtà.

zooplus.it

In questo quotidiano, in cui molti parlano e pochissimi fanno, le persone come lei a me colpiscono fortemente. Probabilmente perché mi riconosco in quello stesso voler sempre andare avanti, quasi strattonata in questo crescente bisogno di voler sempre crescere, di voler dare qualcosa, senza sentirsi mai giunti al capolinea...

Così ieri sera, quando Eleonora mi ha proposto di aiutarla a far conoscere la sua iniziativa, non ho esitato un attimo, anche perché nella mia vita gli animali hanno un loro ruolo primario e sconfiggere alcuni pregiudizi, quale il non poter partire con il proprio amico a 4 zampe, è un obiettivo da non perdere mai di vista.

Per chi, come me, volesse seguire il viaggio di Eleonora e di Africa, non bisogna fare altro che rimanere attenti lettori della pagina dedicata all'iniziativa, presente sul suo blog, oppure iscriversi alla sua newsletter.

Se, poi, abitate in una delle città, in cui le nostre sei zampe faranno tappa, potete contattare direttamente Eleonora ed incontrare lei e Africa da vicino.

Per ora buona vacanza a tutte e due! Al ritorno voglio tutti i dettagli!


Sabrina Rosa