martedì 9 ottobre 2018

Non c'è cura senza empatia...Clinica Veterinaria Guidonia dove il vero miracolo si chiama amore




Non c'è cura senza amore. Non esiste professionalità che tenga se, alle conoscenze mediche veterinarie per i nostri piccoli amici a 4 zampe, non si aggiunge l'empatia, dono raro e prezioso nel mondo attuale.

Questa, che sto per raccontarvi è una storia a lieto fine. E' la storia del mio gatto Fiero (che vedete nelle foto) e di come sia ancora vivo grazie alle cure del Dott. Marchetti della Clinica Veterinaria Guidonia e di tutto il suo staff.



Era il 30 agosto scorso quando, dopo lunghi tentennamenti, ho dato un antiparassitario a tutti i miei mici. Passano pochi secondi e scene da incubo invadono i miei occhi, tra chi sbavava da una parte e chi saltava sui pensili dall'altra.

Io sono sempre stata contraria a questi prodotti chimici, soprattutto in animali che vivono esclusivamente in casa, quindi assistere a una reazione del genere, lo ammetto, mi ha fortemente destabilizzata e, soprattutto, messa subito sul chi va là.

E meno male. Infatti nei giorni seguenti Fiero, che tra l'altro è un micio cieco, riservato e un gran coccolone, ha iniziato a non essere più lui.

Inizialmente era spaesato e sembrava quasi non riconoscesse più dove si trovava. Poi ha cominciato a mostrare appetito capriccioso e alla fine ha smesso del tutto di mangiare.

Per farla breve in due settimane è crollato e, quindi, si è deciso di ricoverarlo presso la Clinica Veterinaria Guidonia.

Sono stati per me giorni da incubo, in cui tutto ruotava tra la telefonata della mattina e quella della sera all'équipe veterinaria per sapere come stava. Sono stati anche giorni di profonde riflessioni, che mi portavano ogni volta alla stessa identica conclusione: è l'amore a fare la differenza.

E così, finalmente, una domenica pomeriggio mi chiama il Dott. Marchetti e mi dà la bella notizia: Fiero ha ripreso e mangiare e può tornare a casa. Una casa che, malgrado ci siano altri 4 gatti e 2 cani, sembrava davvero vuota, perché ognuno di loro apporta quel qualcosa di sé, che lo rende unico e speciale.

E così mancava l'incedere festoso di Fiero, appena apro la porta, che ama andare ad esplorare il pianerottolo; mancava il suo rubare furtivo le verdure ai conigli ed alle cavie; mancava il suo calore quando si addormenta accanto a me la notte, ancora ciucciando il mio dito come faceva da cucciolo.

Va precisato che la patologia che lo ha colpito non è certamente uno scherzo, si porta ancora con sè gli strascichi di un'epatite, che sarà lunga da far passare.

E va altresì detto che se non ci fossero state le giuste competenze mediche dello staff della Clinica Veterinaria Guidonia, probabilmente ora Fiero non sarebbe qui.

Però..eh si perché in questa storia c'è un immenso "però". Ebbene, però quello che, secondo me ha fatto la differenza è stato riconoscere la vita, che sta in un gatto, e non vedere semplicemente l'animale come un altro da noi. Forse non è un concetto semplice da spiegare, ma è per me importante tentare di farlo comprendere.

In questa clinica non ho sempre incontrato la vita; anzi proprio in questo ultimo anno siamo stati costretti a lasciar andare per sempre Nanà, la mia gatta quindicenne, e Ginevra, la cagnolina dei miei esattamente qui.

Quindi non sto scrivendo queste parole perché credo che quest'équipe sia onnipotente e faccia i miracoli.

Credo, tuttavia, che l'amore che qui si vive per gli animali, il rispetto nei loro confronti, la capacità di comprendere il loro dolore e quello dei loro amici umani, che sono a casa e che sperano sempre, ma non sanno cosa sta accadendo in quel momento..ecco questo sia un dono speciale.

Oggi vedere Fiero tornare finalmente a giocare, farsi le unghie nei cesti e riprendere a mangiare con energia non fa altro che farmi pensare che non sono più i tempi, per cui a sintomo associo farmaco e il gioco è fatto. Non funziona così.

Proprio come per noi esseri umani, anche per gli animali esiste un'unione inscindibile di corpo e anima (spirito, energia o chiamatela come preferite voi, che tanto non è questo il punto), per cui se non si riconosce la loro paura, il loro disagio a dover stare in una gabbia in una clinica, il loro smarrimento per non avere accanto a sé i propri punti di riferimento, non si arriva da nessuna parte.

Ecco qui in questa clinica questo spirito si vive e lo si percepisce. Non sarà di certo la clinica dei miracoli...ma di sicuro è la clinica della vita.

Ho voluto scrivere queste poche parole perché sentivo di farlo da un pò, ma poi l'emozione mi ha sempre sopraffatta. Non si tratta di pubblicità e se qualcuno lo pensa, forse (anzi no sicuramente) non sa nulla di me!

Si tratta solo di condividere con le tante persone, con cui mi relaziono ogni giorno e che non trovano spesso soluzione per i loro animali, l'idea che un modo diverso di essere medici veterinari esiste, basta solo volerlo.

Da parte mia e di Fiero (ma anche di tutti gli altri pelosi, che finalmente ora sono tornati ad essere una famiglia) un immenso grazie al Dott. Marchetti e a tutto il suo staff...non ha importanza solo ciò che si fa, ma come lo si fa e voi lo fate con professione e con il cuore, un connubio speciale e vincente!



martedì 2 ottobre 2018

Domenica 14 ottobre tutti al teatro per "SI o NO è veramente questo il problema?". Serata benefit a favore del Rifugio Code Felici



Domenica 14 ottobre 2018, alle ore 21.00, presso il teatro Trastevere (Via Jacopa de Settesoli, 3) a Roma è in programma lo spettacolo di beneficenza "SI o NO è veramente questo il problema?", il cui ricavato sarà interamente devoluto all'associazione Rifugio Code Felici onlus.

Il costo del biglietto è di € 10,00 e la prenotazione va fatta inviando una mail all'indirizzo di posta elettronica info@rifugiocodefelici.it.

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Tutto quanto raccolto nel corso della serata a favore dell'associazione sarà impiegato per curare Nonno Felice, un cane anziano salvato dalla strada la scorsa estate, in condizioni di salute gravi e che hanno richiesto cure prolungate e, di conseguenza, anche investimenti finanziari di una certa entità.

Le associazioni animaliste non hanno fondi pubblici, né ricevono sovvenzioni di alcun tipo, per cui occasioni come questa significano molto per poter dare una mano concreta al loro operato, passando, per di più, una serata in compagnia e in allegria.

Quindi, prenotate il vostro biglietto il prima possibile e assicuratevi un posto in prima fila nel sostegno ad una causa buona e di certo non facile.





giovedì 27 settembre 2018

Incendio al gattile di Rho, l'orrore di una notte che ha spazzato via 100 anime innocenti


Fonte: Vigili del Fuoco

In pochi minuti 100 gatti, 100 anime innocenti hanno perso la vita all'interno del gattile di Rho a seguito di un incendio, che ha devastato la struttura nel corso della scorsa notte.

Solo in pochi ce l'hanno fatta e sono al momento ricoverati presso una clinica veterinaria, feriti nel corpo e nell'anima, segnati da un dolore che probabilmente non scorderanno mai più.

Fonte: Vigili del Fuoco
Al momento poco o nulla si sa della vicenda, anche se si ipotizza un incendio non di origine dolosa.

E così in una notte, che avrebbe dovuto essere come tante altre, 100 gatti sono stati uccisi barbaramente dal fato o dalla mano crudele dell'uomo ed ora non ci sono più. 

Spazzati ed annientati dal fuoco, che non lascia scampo quando ti stringe nella sua morsa.

Impossibilitati a scappare, perché erano all'interno delle gabbie, cosa avranno provato in quegli ultimi terribili istanti della loro esistenza?

Pensare al loro dolore, alla loro paura, alla loro disperazione quando hanno capito che non c'era alcuna via di scampo è qualcosa che scava dentro, che ti avvolge come un'ondata di un fiume in piena ed è talmente potente che è impossibile da sostenere. Sembra quasi di star lì accanto a loro e di vivere la loro stessa impotenza.

Solo le lacrime, che scendono inarrestabili di fronte a queste immagini, tentano di placare un pò il senso di devastazione interna che si prova.

Un mix di rabbia e, appunto, di impotenza, una voglia di proteggerli tutti e la consapevolezza che ognuno di noi, per quanto faccia, è sempre un piccolo granello di sabbia in un deserto di indifferenza e nulla più. 

Di fronte ad eventi come questi ci si sente davvero frustrati e senza forze, con la consapevolezza che, se si vuole davvero mettersi dalla parte degli animali, bisogna saper lasciare aperte le porte del cuore al dolore più profondo, che troppo spesso è là in agguato, pronto dietro l'angolo per entrare e tentare di annientare tutto ciò che incontra lungo il proprio passaggio.

Alcuni gatti, per fortuna, sono scampati all'incendio e sono ricoverati in strutture veterinarie, ma per loro servono medicine e c'è bisogno anche di cibo (secco ed umido), coperte, gabbiette, medicinali.

Per chi volesse dare una mano è possibile intanto fare una donazione all'associazione Dimensione Animale Rhosul c.c. 18432 della Banca Popolare di Milano Ag.72 - IBAN IT42E0558420500000000018432. 

Inoltre si stanno organizzando dei punti di raccolta in tutta Italia per far arrivare il prima possibile quanto richiesto dai volontari dell'associazione.






martedì 18 settembre 2018

Il 30 settembre 2018 non mancare all'AmiCOniglio Day presso la Clinica Veterinaria Guidonia



Torna il 30 settembre 2018 una delle manifestazioni più amate dagli amici "conigliari".

Si, sto parlando proprio dell'International Rabbit Day, ossia della giornata internazionale dedicata ai conigli, che quest'anno sarà onorata con un evento davvero speciale - l'AmiCOniglio Day - presso la Clinica Veterinaria Guidonia, del Dott. Gianluca Marchetti, insieme all'associazione di volontariato Amiconiglio Onlus.

Dunque dalle 10.00 al tramonto sarà possibile portare i propri conigli e le proprie cavie (tutti rigorosamente vaccinati e con recinto al seguito, proprio per tenerli in sicurezza), che saranno le star della manifestazione. Ma non solo. Infatti, proprio grazie alla presenza di nomi illustri di veterinari esperti in esotici (potete leggerli nella locandina), dalle 12.00 alle 13.00 sarà anche possibile far fare delle prima visite gratuite ai propri amici a quattro zampe.

Giornate come queste sono fondamentali per cercare di mettere qualche puntino sulle I alla situazione dei conigli. Innanzitutto perché, pur essendo questo il terzo animale da compagnia nel nostro Paese, dei conigli se ne sa davvero troppo poco.

Falsi miti, profonda ignoranza e superficialità rispetto alla loro alimentazione, gestione e cura fanno sì che questi animali siano non solo abbandonati con estrema facilità (proprio quando ci si rende conto che non si è in grado di gestirli), ma che siano anche "maltrattati" dai propri proprietari (termine orrendo, ma passatemelo per ragioni di divulgazione. Io amo definirmi l'umana del miei amici pelosi, ma non so se poi tutti capirebbero!) a volte in maniera completamente inconsapevole.


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Un esempio per tutti: nutrire i conigli esclusivamente con carote è una forma di maltrattamento; lo so che siamo per la maggior parte cresciuti con i conigli della Walt Disney che mangiavamo allegramente carote, ma questo è appunto un falso mito e va sfatato!

Così avere a disposizione per un'intera giornata veterinari esperti del settore e volontari dell'associazione Amiconiglio onlus, disponibili anche a raccontare quale sia la propria esperienza personale, è un'occasione che davvero non bisogna lasciarsi sfuggire.

Dunque mettete in agenda questa data e quest'indirizzo: domenica 30 settembre presso la Clinica Veterinaria Guidonia, Via dell'Universo 16 - Albuccione-Guidonia (Roma)! Non mancate.


giovedì 6 settembre 2018

Canili comunali capitolini: presentato un dossier di 50 pagine per avere finalmente delle spiegazioni

Fonte: ADNKRONOS

I canili comunali romani continuano a rimanere un mistero fitto, all'interno del quale è difficile trovare uno spiraglio di luce, a meno che si abbia la ferma volontà, ma anche le competenze giuste, per poterlo fare.

Ecco perché, a seguito del nuovo bando per l'affidamento di tali strutture, lo scorso 6 settembre è stato presentato all'amministrazione capitolina da parte di Simona Novi, Presidente dell'Associazione Mi Fido onlus un dossier articolato in diversi punti, in cui viene analizzata la situazione attuale, che si trovano a vivere i canili di Roma, per tentare di avere finalmente qualche chiarimento e qualche risposta.

Il dossier, che si sviluppa in 50 pagine, mira ad avere finalmente delle spiegazioni rispetto alle diverse incongruenze, che al momento la situazione presenta.

Dalla presenza all'interno dei canili di associazioni non iscritte al registro regionale del volontariato del Lazio (iscrizione che era un requisito non facoltativo, ma obbligatorio per poter operare nelle strutture così come imponeva lo stesso bando), a numeri che davvero non tornano (a fronte di ingressi esigui rispetto agli scorsi anni, percentuali di decessi altamente significative), fino alle attività svolte da volontari, che vanno a sostituire completamente in alcune fasce orarie i dipendenti della struttura, in barba a qualsiasi indicazione sempre contenuta nel precedente bando.

Interessante anche la scelta di dare dei cani in adozione all'estero. Da cosa è stata dettata? sappiamo bene che in altri Paesi la soppressione è una pratica da anni legalizzata, quindi perché mandare oltre confine queste creature?

Il tutto è arricchito da foto, che ritraggono scene di puro orrore rispetto alle condizioni in cui versano gli animali, e di altrettanta incuria e scarso interesse per la loro salute (vedasi cibo somministrato, quale pasta condita con sugo alle olive).


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Insomma qui i conti proprio non tornano e, come la metti la metti, questa storia dei canili e della loro gestione fa acqua da tutte le parti.

Ora si attende una risposta da parte di Rosalba Matassa, Direttore Ufficio Promozione Tutela Ambientale e Benessere Animale, perché siamo tutti stanchi di questa speculazione non solo economica, ma anche - o meglio sarebbe soprattutto - etica.

Cani e gatti, che arrivano in queste strutture, portano già con loro storie di abbandoni e di maltrattamenti, spesso sono feriti, in ogni caso impauriti, se non terrorizzati. Ad ognuno di loro dovrebbe essere riservato un trattamento di accoglienza e di cura e non vanno di certo considerati quale merce idonea al guadagno e nulla più.

Ricordiamoci, inoltre, che i randagi sono animali sotto la tutela e la responsabilità del sindaco e, dunque, questo sindaco dove sta?

Come cittadini, che paghiamo le tasse, abbiamo il diritto e dovere di vigilare su quanto avviene nei canili e se non ci interessa farlo per un senso etico (ossia se non amiamo gli animali), facciamolo almeno per un senso civico: laddove i conti non tornano, a pagare siamo sempre noi, mica qualcun altro. Gli sprechi, le cattive gestioni, i disavanzi ricadono sempre e solo sulle nostre spalle e, quindi, vanno ad appozzare nelle nostre tasche.

Vedremo, ora, cosa risponderanno le istituzioni. 








mercoledì 5 settembre 2018

Estate, tempo di pet sitting...Autunno tempo di riflessioni




Settembre è tornato rapidamente a riempire le nostre giornate, dando così una netta sferzata alle recenti vacanze e ai giorni trascorsi insieme a nostri amici a 4 zampe in spensieratezza, senza l'incalzare dell'orologio e dei suoi battiti.

Ancora una volta è stata un'estate segnata da numerosi abbandoni e decessi, sia sulle strade, che a seguito di condizioni climatiche avverse alle quali sono stati lasciati gli animali. C'è chi addirittura è partito per un mese lasciando cane e gatto in casa da solo, come se queste creature potessero essere autonome ed autosufficienti così.

Per fortuna, però, c'è anche chi pensa ai propri animali prima di andare in ferie e così per me, come sempre, è stata anche un'estate fatta di pet sitting a tantissimi amici a 4 zampe e, in più, quest'anno abbiamo avuto come ospiti delle vere e proprie star.

Infatti, oltre a conigli, criceti, cani e gatti, ad agosto abbiamo ospitato  in casa per circa due settimane una splendida coppia di femmine di petauri dello zucchero. Avevo sempre sentito parlare di queste creature, ma vederle da vicino e tentare - per quanto possibile - di interagire con loro devo dire che è stata un'esperienza davvero emozionante. Peccato non si lascino toccare dagli estranei, ma va bene così. L'importante è rispettare le loro esigenze e, quindi, anche osservarle saltare e "volare" da una parte all'altra è stato uno spettacolo incredibile.



Pensavo di aver raggiunto il top qualche anno fa, quando era stata in casa con noi, ospite per qualche giorno, una pipistrella disabile, da me ribattezzata Lady Vlad, ma la vita è sempre piena di sorprese.

Lo scorso anno poi sono arrivati anche tre pesci rossi, dei quali ero diventata la "zia" adottiva per la piccola proprietaria, che proprio non voleva separarsene, per cui la mamma le aveva raccontato che i pesciolini sarebbero andati in vacanza dalla zia e che poi a settembre sarebbero rientrati a casa, pronti anche loro per un nuovo anno scolastico.

Meno male che i pesci non capiscono quello che diciamo, altrimenti chissà come ci giudicherebbero! Altro che umani pazzi...

E, poi, ci sono stati anche cavie, conigli e quattro splendidi criceti.

Non so perché ma a me i criceti attivano sempre un profondo senso e bisogno di protezione. Forse perché sembrano così indifesi o forse anche perché sanno farsi capire così facilmente, che li trovo animali fantastici (oddio in realtà non saprei indicare un animale che non amo, anche perché con ognuno si instaura sempre una relazione speciale).

E la cosa che, al di là di ogni altra, mi affascina sempre è la capacità di convivenza e di interazione di specie differenti tra loro.

Ovviamente con tutti i dovuti accorgimenti del caso e rispettando le richieste dei proprietari tendo a tenere separati i vari ospiti, ma a volte, comunque, questi si incontrano ed allora capita di osservare il gatto che guarda incuriosito i criceti e questi che continuano le loro attività indifferenti o un coniglio che si avvicina ad una delle mie gatte (in effetti si tratta di una gatta abbastanza particolare, quindi non fa del tutto testo) e poco dopo le si stende vicino, come se la conoscesse da sempre.

Sono momenti magici, che mi fanno sempre riflettere su quanto basterebbe poco per andare d'accordo tutti in questo mondo.

Al gruppo si sono aggiunti anche sei bassotti da portare a passeggio (in foto ne vedete solo tre). Una simpaticissima banda di mini teppisti adorabili, che magari si fa fatica a vederli per la loro stazza, ma davvero non si può non sentirli quando passano. Di una dolcezza disarmante nella relazione uno ad uno, quando sono in branco sono davvero incredibili. Basta però incontrare per un attimo il loro sguardo per scoprire quanta tenerezza alberghi in ciascuno di loro e così in un secondo scompare ogni ricordo del "casino" che sanno combinare.

Pensavo che nel film del 1966 di Walt Disney "4 bassotti per un danese" si esagerasse, ma devo ricredermi...sono proprio così!

E poi ci sono stati anche mici bisognosi di terapie, dai quali passare con puntualità, prestando particolare attenzione a qualsiasi piccolo cambiamento, perché se fare il pet sitter dà tante soddisfazione, richiede, altresì, anche specifiche competenze e soprattutto un forte senso del dovere e della professionalità. Io la vedo così: sono delle vite, che per una settimana o un mese o quanto sia, sono affidate a me, ne sono responsabile e, dunque, devo dare il meglio che posso.

E ora, finita la stagione estiva vacanziera, si torna alla normalità. Una normalità - almeno per me - fatta comunque di tantissimi animali con i quali condividere la quotidianità, tutti i miei amici a 4 zampe, che fanno parte stabile del mio viaggio e senza ai quali davvero non saprei stare.

Dunque si riparte...o si sta sempre qui, ma questo non conta. Ciò che davvero segna l'incedere è il prendersi cura dei nostri piccoli animali anche quando non ci siamo. Esistono tanti modi per farlo, l'importante è non abbandonarli, non pensare di poterli lasciare in un angolo di strada come stracci vecchi, perché così si segna inevitabilmente la loro condanna a morte.

Un amico è un bene unico e prezioso ed è per sempre...non dimentichiamolo!



venerdì 3 agosto 2018

Emergenza abbandoni in Costa Smeralda: ecco l'esercito dei 1000 invisibili in attesa di adozione





In genere quando sentiamo anche solo nominare la Costa Smeralda, immediatamente nella nostra mente iniziano a scorrere immagini piacevoli, che si concretizzano in mare limpido, spiagge calde ed accoglienti, vacanza, relax. 

Oggi, però, mi hanno chiesto di raccontare l'altra faccia di questa parte di Sardegna ed eccomi qui a farlo. 

Sto parlando del Rifugio I Fratelli Minori di Olbia, gestito struttura gestita da L.I.D.A. Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, il quale attualmente ospita circa 700 cani e 230 gatti
Numeri importanti, che meritano certamente la nostra attenzione. 

Il contesto in cui operano i volontari non è tra i più facili e c'è bisogno del sostegno di tutti noi per dare una mano. 


Attualmente il rifugio riceve parte degli aiuti da Almo Nature/Fondazione Capellino grazie ai suoi progetti incentrati sulla difesa dei cani, dei gatti e della biodiversità, ma non basta ancora.

In questo caso specifico il progetto in questione si chiama A companion Animal Is For Life e sta producendo davvero ottimi risultati.

Come vedete dalle foto qui arrivano cani in condizione di forte disagio, che richiedono investimenti importanti in termini di tempo e di denaro.

E come sempre anche un piccolo auto può fare la differenza.

D'ora in poi, quindi, quando sentiamo parlare di Costa Smeralda facciamo volare il nostro pensiero non solo al mare e alle spiagge, ma anche a queste creature fragili, che sono in attesa di una famiglia che le accolga, le ami e le protegga per sempre.

Purtroppo ancora c'è  molto da fare per contrastare il randagismo e promuovere una cultura vera e propria finalizzata al benessere animale. Ma noi non ci arrendiamo.

Iniziamo, perciò, proprio con il diffondere le notizie e far conoscere le condizioni in cui versano alcune realtà del nostro territorio nazionale.

Anche quest'estate purtroppo il fenomeno degli abbandoni sta mietendo le sue vittime e non è facile contrastarlo, ma neppure impossibile. La prevenzione rimane il mezzo più efficace, ma, laddove sia troppo tardi, scendiamo in campo a fianco dei volontari, sostenendoli nel loro operato quotidiano  e qui abbiamo un modo concreto per farlo.



lunedì 30 luglio 2018

Il rumore del silenzio...addio Ginevra e con te se ne va per sempre un altro pezzo di cuore





Avete mai provato la terribile sensazione di essere colpiti dal rumore del silenzio? Quel silenzio penetrante, che provoca la perdita di un piccolo amico a 4 zampe.

E, oggi, è di nuovo qui a farsi sentire. Sarebbe bello potersi chiudere le orecchie e non lasciarlo entrare, ma è impossibile. Sta qua...e non è possibile in alcun modo mandarlo via.

Spesso le persone si lamentano quando sentono i cani abbaiare. Eppure come sarebbe bello poterli sentire ogni giorno fino all'ultimo della nostra esistenza, non essere mai costretti a dir loro addio e doverci separare.

E così anche tu piccola Ginevra poco fai te ne sei andata per sempre. Hai deciso che era ora di tornare ad essere un angelo e di volartene lassù sul ponte dell'arcobaleno. Chissà quanti amici hai ritrovato...Demos, Athos, Nanà, Romoletto...

E, così come hai vissuto sempre, fiera e caparbia, anche nella malattia sei stata un cane dignitoso e hai scelto di andar via in silenzio, senza far pesare la tua assenza, anche se - mi dispiace per una volta contraddirti - quest'assenza, invece, ci peserà e non poco.

Non eri il mio cane ufficialmente, ma per me sei sempre stata il mio terzo cane. Ricordo ancora quando siamo venute a prenderti e tu eri tra i tuoi fratellini. Chissà perché ho scelto te, proprio io che non ho neppure scelto i miei due cani, e con il tempo sei cresciuta così, come spesso dicevano, un pò somigliante a me.

Testarda, fiera, poco incline a stare nel branco, pronta a "timbrare" chi si dimostrava troppo invadente, ma tenera e fedele come ben sa chi per 12 anni ha potuto tenerti al suo fianco e ha ricevuto da te così tanto amore.

Ogni volta che ti ho vista insieme a papà ho capito cosa significasse realmente l'amore tra un cane e il suo padrone.

Noi due, invece, abbiamo vissuto brevi vacanze insieme e l'ultima proprio pochi giorni fa. Vacanze in cui ti sei adattata a vivere con cani, gatti conigli, sempre fiera e sempre unica come solo tu sapevi essere.

Oggi hai compiuto il tuo ultimo viaggio e il dolore che sto provando in questo momento mi sta lacerando dentro. Avrei voluto averti sempre qui, ma a volte, proprio per amore, bisogna saper lasciare andare.

Ora non resta, dunque, che il silenzio e quello non passerà mai. Il silenzio della tua assenza. Mi consola solo sapere che hai vissuto 12 anni di pura felicità, tra amore infinito da parte di mamma e papà, coccole, giocattoli, pappe sempre pronte e lettini comodi su cui poter riposare.

Voglio ricordarti così, perché alla fine quel che conta è solo e soltanto come si è vissuto e tu hai avuto tanto e hai saputo dare ancora di più. Vorrei lasciarti qui scritte infinite cose, ma so che non serve perché tu hai sempre saputo tutto.

Ciao bimba Gina fai buon viaggio e porta con te le mie lacrime, che possano ricordarti sempre tutto l'amore che provo per te!






mercoledì 18 luglio 2018

Dominion, un documentario che racconta lo sfruttamento animale come molti neppure lo immaginano


Finalmente è possibile vedere on line Dominion, un documentario girato in Australia grazie al sostegno del crowfunding, il quale racconta lo sfruttamento animale da diversi punti di vista. Scritto e diretto da Chris Delforce e coprodotto da Shaun Monson, regista di Earthlings, il film racconta in 120 minuti gli orrori a cui sono sottoposti gli animali, spesso nell'indifferenza generale o quasi da parte del genere umano.

Si passa, infatti dagli allevamenti intensivi alla caccia, alla ricerca scientifica fino alla compagnia domestica. In tutto sono narrate 6 differenti tipi di maltrattamento e di sfruttamento nei confronti dei nostri amici a 4 zampe e non solo. 



Costato sette anni di intenso lavoro, questo documentario racchiude in sè immagini raccolte grazie al lavoro investigativo condotto sotto copertura dagli attivisti Animal Equality nel corso della mattanza dei tonni nel nostro Paese o all'interno dei mattatoi in Messico fino a spingersi in Cina, durante operazioni di commercio di pelli e carni. 

Ci sono, poi, anche altre immagini tratte dalle investigazioni di Filming For Liberation, che rendono nel complesso l'opera toccante e terribilmente incisiva, proprio come sa essere incisiva e spietata la mano dell'uomo quando sfrutta gli animali per i suoi fini economici. 

Per vedere Dominion, al momento soltanto in lingua inglese anche se con i sottotitoli, è necessario acquistarlo per poterlo scaricare, al costo di € 3,95, oppure noleggiarlo, per massimo 72 ore, al costo di € 0,84.

Grazie, dunque, all'aiuto dei droni e delle telecamere nascoste, poco o nulla è rimasto celato dell'orrore, che circonda e pervade i mattatoi, gli allevamenti degli animali da pelliccia, i momenti della pesca e della mattanza dei tonni. 

Immagini forti che, come sempre capita, scandalizzeranno i più, ossia quei benpensanti che non possono guardare certe scene se no si sentono male, ma che continuano a cibarsi di animali e a coprirsi con pellicce, come se tutto ciò provenisse da altro e non dal dolore e dalla sofferenza di milioni di esseri viventi.

Il documentario è esattamente una spinta alla riflessione condivisa, perché qualcosa possa cambiare nella coscienza collettiva, perché si smetta di pensare che quando si fanno certe scelte, queste non siano la causa del dolore e della morte di altri animali non umani, che condividono con noi il pianeta e hanno il nostro stesso diritto a starci, senza dover essere sfruttati.

Nel prossimi mesi Dominion sarà presente anche nelle sale cinematografiche italiane. La prima proiezione si terrà il 10 dicembre ad Alessandria, presso il museo etnografico "C'era una volta" e la data scelta non è casuale. Infatti il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti degli Animali e quale miglior modo per onorarla?

giovedì 21 giugno 2018

#Stopyulin La Cina e le sue follie



La sveglia è suonata, come ogni mattina, impietosamente verso le 5.00. Corsa per dare la colazione a tutti i pelosi di casa, sistemazione lettiere, servizio cat sitter a splendidi mici che non stanno troppo bene di salute, nuova corsa in ufficio e, appena entrata, l'occhio cade sul calendario: 21 giugno.

Quasi che un pugno mi avesse colpita in pieno stomaco, sono caduta sulla sedia e rimasta a guardare fissa questa data: 21 giugno, ossia eccidio di Yulin. Ironia della sorte poi sul mio calendario da tavolo, donatomi da Jimmy de L'isolachenonc'è, a giugno c'è proprio una cagnolina, Dora, che dorme beata e quest'immagine ancor di più mi ha fatto tremare le gambe.

Oggi è il giorno del massacro. Il giorno che gli animalisti di tutto il mondo temono anche nei restanti 364 giorni all'anno, perché la ferocia che connota il festival di Yulin è davvero senza possibilità di commento.

Centinaia di cani spellati vivi e bolliti vivi, uccisi con ferocia e barbaria solo perché una stupida credenza porta questa parte della popolazione cinese a credere che, nutrendosi con la carne di questi poveri animali, aumenterà il proprio vigore sessuale e la propria energia. 

Eh si, che poi ci manca anche che aumenti questo vigore e che persone del genere si riproducano, non basta quelle che già ci sono...

La terra di questa parte di mondo, allora, si colora di rosso e nell'aria riecheggiano gli ululati di paura di cani, catturati per strada, acquistati, a volte anche rubati...

Le foto del festival girano in rete, ormai, da giorni, ma non volevo pubblicarle qui, perché non serve a nulla. Sappiamo tutti ciò che succede, sappiamo quale agonia sono costretti a vivere questi cani, prima di morire. Sappiamo, protestiamo, organizziamo manifestazioni e sit in, ma nulla cambia.

Ogni anno il 21 giugno torna e inesorabilmente porta con sè il grido disperato di morte di queste povere creature.

Mi piacerebbe tanto, come molte altre persone, in questa giornata scrivere della felicità legata al fatto che proprio oggi comincia l'estate, ma non posso, non riesco. Riuscirò a farlo solo e soltanto quando Yulin sarà soppresso e resterà solo il ricordo di un eccidio senza senso, che non ha fatto altro che mietere vittime innocenti.

Che, poi, sono le stesse vittime innocenti che mietiamo ogni giorno anche noi in occidente con i nostri allevamenti intensivi e i nostri macelli. 

Qualcuno leggendo questa frase sicuramente storcerà il naso e penserà: la solita estremista. No, non sono estremista (o forse si, dipende dalla connotazione che vogliamo dare a tale termine), ho solo necessità, per mia personale convinzione etica, di rispettare la vita, sempre e comunque, senza distinzione di specie. 

La scusa che i cani siano più intelligenti di altri animali non tiene più, non trova giustificazione alcuna. Gli animali sono tutti esseri senzienti, per questo un cane non è diverso da una vacca o da una gallina o da una capra o da un orso (e qui manderei anche un pensiero alle centinaia di orsi della luna sacrificati nelle fattorie della bile, sempre in oriente e sempre per incrementare il proprio vigore e stare bene).

Al momento, però, Yulin c'è e tutti noi dobbiamo farci i conti. Stasera, rientrando a casa, la carezza di rito ai miei due cani sarà fatta con un tocco più leggero e, al tempo stesso, anche più più deciso, in grado di penetrare nel loro manto ed arrivare a sentire tutto il calore del loro corpo, un tocco che possa ricordare loro che sono in salvo e al sicuro e che nessuno farà mai più loro del male (sono sottratti ad un canile lager, quindi anche loro hanno già conosciuto la ferocia umana).

Come ogni anno la speranza è che sia l'ultima volta che parlo di Yulin e mi auguro che, prima o poi, questo sogno diventi realtà.

Un pensiero speciale per ogni anima oggi volata sul ponte dell'arcobaleno, perché possa tornare a correre felice, scordando ogni dolore e sofferenza subita.

Purtroppo l'essere umano è anche questo e non possiamo far finta di dimenticarcelo!




venerdì 15 giugno 2018

#untesorodicane Lieto fine, Cesira e Rosetta adottate




E ogni tanto anche una buona notizia da dare: Cesira e Rosetta adottate!

Vi ricordate della loro storia? Ne avevo parlato qualche giorno fa e il miracolo è avvenuto: entrambe queste piccole creature hanno trovato casa.

Non si è riusciti ad avere un'adozione di coppia, ma comunque sono andate a casa e ora sia Cesira che Rosetta potranno scordare il duro del pavimento del box e il grigio assordante di quelle pareti, che sembravano non voler mai consentire di vedere la fine di un incubo.

Buona vita piccoline e che la vita, da qui in poi, possa ripagarvi di ogni momento brutto, che fino ad ora il destino aveva riservato per voi!



venerdì 8 giugno 2018

#untesorodicane Cesira e Rosetta...adozione di coppia per una mamma che ha rischiato la vita per la sua piccolina


Una mamma è sempre una mamma, c'è poco da fare o da dire. E se tra gli umani questa regola sempre più spesso viene meno, gli animali, invece, continuano ad avere tantissimo da insegnarci a riguardo.

Oggi, quindi, vi racconto di Cesira e di Rosetta, che vedete qui nella foto. Mamma e figlia abbandonate insieme in canile, che ora rischiano di passare là il resto della loro esistenza, se non facciamo qualcosa per trovare loro un'adozione.

La loro storia - come spesso accade - è una storia triste, segnata da abbandoni, da dolore e da morte (tutti gli altri cuccioli sono morti e Rosetta è l'unica sopravvissuta). 

Ora è il momento, perciò, di scegliere una penna diversa e di scrivere un finale bello, di quelli che fanno commuovere...sarebbe, infatti, importante raccontare con tocco leggero di un'apertura di quel box, di una mano delicata che le accarezza entrambe, di uno sportello di una macchina che si apre, di una vettura che corre lontana via da là, dall'inferno, fino ad arrivare in una casa spaziosa ed accogliente...

Una favola? No solo una storia di adozione, come ce ne sono tante...oggi per loro ne vorremmo una in più!

L'appello integrale, scritto dalle volontarie che le seguono, potete trovarlo qui di seguito:

"L'amore di una madre è il sentimento più forte al mondo, e quello degli animali è identico a quello umano. Prova ne è la storia di mamma CESIRA e cucciola ROSETTA. 

Cesira, una mix volpina carinissima di circa 2 anni è stata portata in canile dal suo proprietario che si voleva liberare di lei e dei suoi 4 cuccioli appena nati. 

Nonostante lo smarrimento e il dolore per l'abbandono ed il disorientamento dell'ambiente nuovo ed ostile, mamma Cesira ha protetto i suoi cuccioli li ha nutriti e amati. ma la sorte non aveva finito con lei. 

zooplus.it


Uno alla volta i piccoli sono volati sul ponte e lei ha assistito impotente e disperata alla loro morte. Solo una è sopravvissuta, Rosetta. 

Da allora sono passati 4 mesi, Rosetta è diventata una cucciola bella, vivace ma molto schiva, perchè mamma Cesira la protegge continuamente. 

Tanto è il terrore che anche quest'ultima figlioletta le venga strappata via, che non ci ha fatto nemmeno avvicinare, ma l'ha sempre coperta con il suo corpo. 

Queste due piccole spaventate ci hanno fatto una tenerezza infinita, avremmo voluto accarezzarle e rassicurarle ma non abbiamo voluto forzare le cose.

 Oggi però chiediamo per loro una bella adozione. Sarebbe bellissimo se trovassero casa insieme, ma valutiamo anche adozioni separate. 

La cosa che ci preme di più è che escano dalla gabbia e che da quel momento in poi ricevano solo tanto amore .

Cesira è una taglia medio piccola, sui 35 cm, e presumiamo che anche Rosetta da adulta sarà della stessa taglia della madre.

PER INFO:  ambraegiulia@gmail.com".


Dunque la cosa che più ci preme è che escano dalla gabbia...si questo è l'obiettivo. Magari qualcuno leggendo il blog decide di adottarle oppure decide di spargere voce. Non importa, ogni azione è quella giusta per aiutarle ad arrivare nella nuova casa.

Sarebbe bello non vedere più questi angoli grigi di inferno, al cui interno si rifugiano cani terrorizzati, che la mano umano ha ferito in modo indelebile. Ma al momento ci sono e sta a noi cercare di renderli sempre più deserti, sostituendoli con foto di cani felici, stesi sui nostri divani e liberi di correre insieme a noi in spiaggia nei mesi estivi....cominciamo proprio con Cesira e Rosetta? Che ne dite?

Forza piccoline noi facciamo il tifo per voi!





mercoledì 6 giugno 2018

#iostoconolga Insieme per chiedere giustizia per i suoi assassini



Quella che vi racconto oggi è la storia di Olga e purtroppo non è una storia felice, né, tanto meno, a lieto fine. 
Olga era la splendida cagnolina, che vedete nella foto e che è stata uccisa per essersi avvicinata troppo a chi non doveva, per aver semplicemente cercato di giocare con dei mastiff, per aver fatto quello che ogni cane fa: socializzare. Ebbene tutto ciò ha determinato la sua condanna a morte.
Una morte che, ancora una volta, porta la firma dell’essere umano, dal momento che Olga non è stata aggredita dai suo simili, ma bensì dai proprietari dei mastiff, che l’hanno presa a calci fino a distruggerle i polmoni e a mettere fine alla sua esistenza.
A nulla è valsa la corsa presso il veterinario più vicino. Per la povera Olga non c’è stato niente da fare: è morta mentre era ancora in macchina, sofferente e, ormai, senza via di scampo.

Ebbene il prossimo 3 luglio ci sarà l’udienza verso questi assassini (eh già così si definisce chi toglie una vita, non importa se la vittima sia un uomo, un cane, un gatto, un coniglio, un uccellino…una vita è una vita e basta!) al tribunale di Tivoli alle ore 9.00.
Non uccidiamo due volte Olga. Iniziamo con il condividere tutti la sua storia, perché quante più persone possibili ne vengano a conoscenza. E poi, se riusciamo, incontriamoci insieme il 3 luglio proprio al tribunale di Tivoli per testimoniare la nostra vicinanza a chi era là con Olga e ha avuto il coraggio di denunciare, e per dire BASTA ALLA VIOLENZA SUGLI ANIMALI!
Quanti Olga, Angelo e chi più ne ha più ne metta dovremo ancora piangere?





martedì 5 giugno 2018

L'ignavia che rende schiavi e l'omertà che uccide due volte





Oggi ho pensato di parlare proprio di ignavia e di omertà, perché credo che l'ignavia sia uno dei peggiori difetti di cui possa essere dotato un essere umano. Non dimentichiamoci che Dante Alighieri decise di non dedicare neppure un girone dell'Inferno agli ignavi – definiti uomini che mai non fur vivi -, ma di collocarli piuttosto nell'Antinferno, proprio perché sono individui che, nel corso della propria esistenza, non hanno mai preso decisioni, ma si sono limitati esclusivamente a schierarsi con il più forte!

E lo stesso Virgilio, che accompagna il Sommo Poeta nel suo viaggio, non dedica troppe parole a questa categoria di persone, ma le liquida con una frase, ormai, celebre: non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
Una semplice frase, che racchiude in sé un mondo, perché rende invisibili coloro che per tutta una vita non hanno voluto scegliere, “vedere” gli altri e fare qualcosa.

Ora magari qualcuno si starà anche domandando: “Molto interessante questo ripasso di letteratura italiana, ma che c’entra con un blog animalista?”.
C’entra, purtroppo c’entra e molto più di quanto potremmo pensare.
Sempre più spesso, infatti, si osservano sui social delle immagini di animali feriti, abbandonati, lasciati agonizzanti sui marciapiedi e tutto intorno a loro l’assoluta indifferenza delle persone che passano.
Indifferenza da parte di chi abbandona. Indifferenza da parte di chi passa e va oltre. Indifferenza di chi fa foto e filma, ma non riesce a pensare che in quel momento sarebbe più utile allertare i soccorsi o recarsi da un veterinario, piuttosto che prendersi il proprio minuto di gloria quale film maker improvvisato.

Ma, in particolar modo, indifferenza aggravata dall’omertà di chi assiste all’abbandono, ma non fa nulla, di chi conosce il nome di chi ha compiuto un misfatto, ma non vuole denunciare, di chi preferisce tacere, anche sapendo che il suo silenzio potrebbe costare la vita di un animale, pur di non esporsi.
E casi del genere non sono isolati, anzi sono la anormale normalità quotidiana dei volontari.

Così, se da una parte gli ignavi contribuiscono a rendere il mondo più asettico e gli omertosi incentivano i crimini (eh si perché non dobbiamo mai dimenticare che il maltrattamento e l’abbandono sono dei reati, dunque dei crimini!), dall’altra c’è chi corre e cerca di parare danni, per quanto questo sia possibile.

A tal proposito va ricordato, poi, che siamo nel periodo di maggior attività dell’anno. Valigia o cane? Beh..valigia! Biglietto dell’aereo o gatto? Sicuramente biglietto dell’aereo! Crociera o coniglio? Assolutamente crociera, non se ne parla proprio!
E via, dunque, con le cessioni – nel migliore dei casi -, se non proprio con gli abbandoni, che segnano il destino di un animale.

Quante volte si vedono cani o gatti vagare smarriti in una strada e ci si gira dalla parte opposta, raccontandosi che è normale che stiano là? Quante volte si trovano dei cuccioli e si lasciano dove stanno, dicendosi che tanto tornerà la madre prima o poi? Quante volte si assiste a cani lanciati da auto in corsa e si prosegue nel propri incedere, che fermarsi in autostrada è pericoloso!

Ecco troppe volte. E se anche fosse stata una volta sola e non avessimo fatto nulla, saremmo stati, in ogni caso, degli ignavi.
Non ci si può continuare a raccontare che quello che ignoriamo non esiste, perché si tratta di un alibi troppo comodo.

Un animale indifeso che cerca aiuto è una realtà e non una scena, che non ci piace e che, mettendo in atto una sorta di zapping psicologico, saltiamo concentrandoci su altro.

Il mondo non va così. Almeno non il mondo in cui vivo e, come me, per fortuna, vivono ancora coloro che hanno cuore per fermarsi a prestare soccorso e coraggio per denunciare!

L’estate è arrivata. Rendiamola speciale non con un viaggio da sogno di quelli che “Sai che invidia quando lo racconto ai miei amici?”, che poi magari ai nostri amici neanche interessa, se no lo avrebbero fatto anche loro. 

No. Rendiamola unica con un gesto d’amore, con un atto di coraggio e di lealtà verso la vita in generale: per una volta mettiamo in valigia l’ignavia e l’omertà e lasciamole da parte (anzi, proprio nel caso specifico di ignavia e omertà è seriamente consigliato anche l'abbandono da qualche parte) e prendiamoci cura di chi ha bisogno di noi!

Un'ultima cosa: se vi state chiedendo chi siano queste splendide creature, che vedete in foto, ebbene sappiate che sono parte dei miei compagni di vita e che provengono tutti dalla stessa situazione: qualcuno li ha maltrattati e qualcun altro non ha parlato, poi lo stesso qualcuno li ha abbandonati e qualcun altro, incontrandoli, si è girato dall'altra parte.

Per fortuna, poi, qualcuno ha deciso, invece, di girarsi a guardarli, di fermarsi e di salvarli, così sono giunti fino a me...ed ora eccoli qui. Ma non con tutti la sorte è così magnanima...tenetelo sempre a mente!