giovedì 15 novembre 2018

17 Novembre, Festa del gatto nero




Sabato 17 novembre si celebra la Festa del Gatto Nero in Italia (la data di tale ricorrenza cambia da Paese a Paese). A Roma, in tale occasione, sarà, pertanto, possibile conoscere tantissimi splendidi felini, in attesa di adozione, presso l'area gatti della colonia felina del Verano, dalle 11.00 alle 16.00.

Inoltre, nella stessa giornata, sarà possibile acquistare gadget solidali all'interno del mercatino, allestito per l'evento; l'intero ricavato sarà devoluto al sostegno delle spese necessarie per seguire i gatti, che sono ospiti della struttura.



La festa del gatto nero è stata istituita da tempo per tentare di arginare ogni superstizione legata a quest'animale. Non è, infatti, una scelta casuale quella della data: il 17 è un numero da sempre legato alla sfortuna, il mese di novembre è tra i meno amati dell'anno. Quindi quale giorno migliore per celebrare un felino, che, a causa del colore della sua pelliccia, ancora oggi si pensa porti male?

Chissà come si fa a pensare questo? Perché i gatti neri sono magici e misteriosi, ancor più che tutti gli altri felini. Sono creature con un magnetismo speciale e solo chi non ha mai convissuto con un gatto nero può pensare ciò.

Questo in foto, ad esempio, è Black, mio splendido compagno di viaggio da 12 anni. Un micione figlio di un "errore", come tutti gli altri che sono con me e che qualcuno ha deciso di abbandonare, con un padre persiano gigante e una madre siamese.

Un gatto con un carattere speciale, che ama le coccole e le carezze, che non passa notte senza dormirmi attaccato e che, anche nei momenti in cui non è stato troppo bene, è rimasto sempre e comunque attaccato a me, chiedendo aiuto e sostegno.

Ora questa relazione per me si chiama magia e non ha nulla a che vedere con la superstizione, ma con quella magia speciale fondata sull'empatia, che ci aiuta a condividere così tanto con i nostri amici a 4 zampe. 

E sabato potrete incontrare tantissimi gatti speciali, perché ognuno di loro porta con sé qualcosa di misterioso e di unico.

L'appuntamento per tutti è, quindi, a Piazzale del Verano, 1, dalle 11.00 alle 16.00, dove un volontario dell'associazione Animal Welfare onlus, ogni ora, vi aspetterà per indicarvi il percorso da fare per raggiungere il gattile.

Per maggiori informazioni potete chiamare il numero 347.4030828 oppure inviare una mail a info@gattidelverano.it.

martedì 13 novembre 2018

Oggi parliamo di...caccia


Si oggi parliamo proprio di caccia, visto che è un argomento che non ho mai affrontato in questo blog, anche se tutti i giorni leggo veri e propri bollettini di guerra che vedono protagoniste vittime innocenti, che rimangono esanimi al suolo, il più delle volte quadrupedi, ma sempre più spesso anche bipedi.






Ebbene la caccia...che tipo di sport sarebbe? Provo davvero a trovare una risposta a questa domanda da tanto tempo ormai. Tento anche di spostare il punto di vista, così da riuscire ad immedesimarmi in uno di quei superman, che si sentono onnipotenti perché imbracciano un fucile, ma davvero non riesco a trovarla questa benedetta risposta.


Nello specifico non riesco a capire il divertimento nel braccare un animale, che non può difendersi di fronte ad un idiota, il quale, armato, lo uccide solo e soltanto per il gusto di farlo e, magari, poi vantarsene anche con gli amici.

Né comprendo, ancor meno rispetto al punto precedente, il fotografarsi, accanto a dei cadaveri di creature innocenti, spesso anche cuccioli, che vengono sterminate in nome di uno "sport".

E non si risparmia proprio nessuno. Dagli uccelli alle balene, dai caprioli agli orsi, dalle giraffe alle tigri, dai lupi ai cinghiali, fino al proprio vicino di casa o all'ignaro passeggiatore, che pensa di trascorrere una domenica in pace nei boschi e torna poi a casa in una cassa da morto perché, purtroppo per lui, si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.
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E, di fronte a tutto ciò, di fronte alle proteste degli animalisti, di fronte alla rabbia dei parenti dei tanti feriti ed uccisi per sbaglio, cosa si fa? Nulla!

Come se niente fosse, infatti, si continua imperterriti ad andare avanti con leggi conniventi e personaggi improbabili, che tentano anche di spacciarci la caccia come un toccasana per difendere alcuni habitat dalla presenze di popolazioni animali in sovrannumero.

Qui qualcosa davvero non funziona. 

Secondo i dati riportati dall'Associazione Vittime della Caccia, dal primo settembre al 31 ottobre 2018 questo sport ha provocato 32 vittime (8 morti e 24 feriti, di cui 2 minori), metà delle quali non erano cacciatori.

Ossia, oltre al numero inestimabile di animali uccisi, bisogna, ora, cominciare anche a fare la conta degli umani, che rimangono in qualche modo segnati dai proiettili vaganti dei cacciatori.

E neppure il maltempo dei giorni scorsi è riuscito a far bloccare l'attività venatoria, niente...la frenesia di uccidere va oltre tutto e tutti e poi ci meravigliamo ancora quando sentiamo che il numero di omicidi aumenta sempre di più anche nel nostro Paese.

Di proposito non ho voluto mettere in questo articolo fotografie di animali uccisi o di cacciatori con l'espressione idiota, che si beano davanti ad un obiettivo. 

Visto mai che questi soggetti si ritrovano anche nel blog e pensano di essere delle celebrità piuttosto che delle persone disturbate?

Chi non rispetta una vita, chi vive di violenza a volte, poi, fa fatica a riconoscere il limite consentito...

Per cui in cerca di risposte eccomi qui. Chissà magari qualcuno sa spiegarmi cosa ci sia di tanto eccitante in tutto ciò, cosa ci sia di così esaltante nell'osservare un cuore che smette di battere e un corpo che lentamente si raffredda, mentre l'energia vitale lo sta abbandonando.

Io non lo so, non lo capisco. Ecco perché oggi parliamo di caccia. 





martedì 30 ottobre 2018

Gli animali da produzione alimentare come esseri senzienti. Di Paola Sobbrio e Michela Pettorali



Cosa intendiamo quando parliamo di benessere animale? O meglio, a cosa fa riferimento la legislazione di derivazione comunitaria nel momento in cui definisce gli animali come esseri senzienti e cerca di tutelarne i diritti? Ma, poi, è possibile tutelare i diritti di animali che sono destinati al macello? Animali che sono costretti a viaggi estenuanti prima di morire? Animal che passano tutta la loro esistenza in una gabbia? Perché queste sono le condizioni di vita a cui sono sottoposti tutti gli animali di allevamento, anche se a gran parte della popolazione, ancora oggi, fa comodo far finta di non saperlo.
Il concetto di benessere degli animali da allevamento dove traccia i suoi limiti e dove, invece, va a sovrapporsi con quello umano, andando pesantemente a tutelare il secondo a discapito del primo?
In questo testo le autrici affronteranno l'argomento dandone una doppia lettura. Paola Sobbrio,  laureata in Giurisprudenza ed abilitata all’esercizio della professione forense, ce ne parlerà da un punto di vista normativo, andando a delineare un quadro puntuale e preciso di quella che è, attualmente, la legislazione europea. Michela Pettorali, laureata in medicina veterinaria, ci presenterà, invece, una disanima sul concetto stesso di benessere laddove questo venga applicato ad animali da macello o a galline ovaiole, ossia a forme di vita sfruttate al solo fine di far star bene l'essere umano e non altri.
Pagina dopo pagina è così possibile scoprire gli orrori a cui sono sottoposti questi animali, privati della libertà, del gioco, della socializzazione, della possibilità di accudire i propri piccoli...in altre parole privati della vita stessa ancor prima di essere condotti al macello. Colpevoli semplicemente di essere nati di una specie sbagliata in un mondo altrettanto sbagliato.
Una lettura che appassiona e che guida il lettore in maniera scientifica e professionale, fino alla fine del testo aprendo la strada ad una riflessione, che dovrebbe coinvolgere tutti noi sul concetto di benessere e di etica.



martedì 9 ottobre 2018

Non c'è cura senza empatia...Clinica Veterinaria Guidonia dove il vero miracolo si chiama amore




Non c'è cura senza amore. Non esiste professionalità che tenga se, alle conoscenze mediche veterinarie per i nostri piccoli amici a 4 zampe, non si aggiunge l'empatia, dono raro e prezioso nel mondo attuale.

Questa, che sto per raccontarvi è una storia a lieto fine. E' la storia del mio gatto Fiero (che vedete nelle foto) e di come sia ancora vivo grazie alle cure del Dott. Marchetti della Clinica Veterinaria Guidonia e di tutto il suo staff.



Era il 30 agosto scorso quando, dopo lunghi tentennamenti, ho dato un antiparassitario a tutti i miei mici. Passano pochi secondi e scene da incubo invadono i miei occhi, tra chi sbavava da una parte e chi saltava sui pensili dall'altra.

Io sono sempre stata contraria a questi prodotti chimici, soprattutto in animali che vivono esclusivamente in casa, quindi assistere a una reazione del genere, lo ammetto, mi ha fortemente destabilizzata e, soprattutto, messa subito sul chi va là.

E meno male. Infatti nei giorni seguenti Fiero, che tra l'altro è un micio cieco, riservato e un gran coccolone, ha iniziato a non essere più lui.

Inizialmente era spaesato e sembrava quasi non riconoscesse più dove si trovava. Poi ha cominciato a mostrare appetito capriccioso e alla fine ha smesso del tutto di mangiare.

Per farla breve in due settimane è crollato e, quindi, si è deciso di ricoverarlo presso la Clinica Veterinaria Guidonia.

Sono stati per me giorni da incubo, in cui tutto ruotava tra la telefonata della mattina e quella della sera all'équipe veterinaria per sapere come stava. Sono stati anche giorni di profonde riflessioni, che mi portavano ogni volta alla stessa identica conclusione: è l'amore a fare la differenza.

E così, finalmente, una domenica pomeriggio mi chiama il Dott. Marchetti e mi dà la bella notizia: Fiero ha ripreso e mangiare e può tornare a casa. Una casa che, malgrado ci siano altri 4 gatti e 2 cani, sembrava davvero vuota, perché ognuno di loro apporta quel qualcosa di sé, che lo rende unico e speciale.

E così mancava l'incedere festoso di Fiero, appena apro la porta, che ama andare ad esplorare il pianerottolo; mancava il suo rubare furtivo le verdure ai conigli ed alle cavie; mancava il suo calore quando si addormenta accanto a me la notte, ancora ciucciando il mio dito come faceva da cucciolo.

Va precisato che la patologia che lo ha colpito non è certamente uno scherzo, si porta ancora con sè gli strascichi di un'epatite, che sarà lunga da far passare.

E va altresì detto che se non ci fossero state le giuste competenze mediche dello staff della Clinica Veterinaria Guidonia, probabilmente ora Fiero non sarebbe qui.

Però..eh si perché in questa storia c'è un immenso "però". Ebbene, però quello che, secondo me ha fatto la differenza è stato riconoscere la vita, che sta in un gatto, e non vedere semplicemente l'animale come un altro da noi. Forse non è un concetto semplice da spiegare, ma è per me importante tentare di farlo comprendere.

In questa clinica non ho sempre incontrato la vita; anzi proprio in questo ultimo anno siamo stati costretti a lasciar andare per sempre Nanà, la mia gatta quindicenne, e Ginevra, la cagnolina dei miei esattamente qui.

Quindi non sto scrivendo queste parole perché credo che quest'équipe sia onnipotente e faccia i miracoli.

Credo, tuttavia, che l'amore che qui si vive per gli animali, il rispetto nei loro confronti, la capacità di comprendere il loro dolore e quello dei loro amici umani, che sono a casa e che sperano sempre, ma non sanno cosa sta accadendo in quel momento..ecco questo sia un dono speciale.

Oggi vedere Fiero tornare finalmente a giocare, farsi le unghie nei cesti e riprendere a mangiare con energia non fa altro che farmi pensare che non sono più i tempi, per cui a sintomo associo farmaco e il gioco è fatto. Non funziona così.

Proprio come per noi esseri umani, anche per gli animali esiste un'unione inscindibile di corpo e anima (spirito, energia o chiamatela come preferite voi, che tanto non è questo il punto), per cui se non si riconosce la loro paura, il loro disagio a dover stare in una gabbia in una clinica, il loro smarrimento per non avere accanto a sé i propri punti di riferimento, non si arriva da nessuna parte.

Ecco qui in questa clinica questo spirito si vive e lo si percepisce. Non sarà di certo la clinica dei miracoli...ma di sicuro è la clinica della vita.

Ho voluto scrivere queste poche parole perché sentivo di farlo da un pò, ma poi l'emozione mi ha sempre sopraffatta. Non si tratta di pubblicità e se qualcuno lo pensa, forse (anzi no sicuramente) non sa nulla di me!

Si tratta solo di condividere con le tante persone, con cui mi relaziono ogni giorno e che non trovano spesso soluzione per i loro animali, l'idea che un modo diverso di essere medici veterinari esiste, basta solo volerlo.

Da parte mia e di Fiero (ma anche di tutti gli altri pelosi, che finalmente ora sono tornati ad essere una famiglia) un immenso grazie al Dott. Marchetti e a tutto il suo staff...non ha importanza solo ciò che si fa, ma come lo si fa e voi lo fate con professione e con il cuore, un connubio speciale e vincente!



martedì 2 ottobre 2018

Domenica 14 ottobre tutti al teatro per "SI o NO è veramente questo il problema?". Serata benefit a favore del Rifugio Code Felici



Domenica 14 ottobre 2018, alle ore 21.00, presso il teatro Trastevere (Via Jacopa de Settesoli, 3) a Roma è in programma lo spettacolo di beneficenza "SI o NO è veramente questo il problema?", il cui ricavato sarà interamente devoluto all'associazione Rifugio Code Felici onlus.

Il costo del biglietto è di € 10,00 e la prenotazione va fatta inviando una mail all'indirizzo di posta elettronica info@rifugiocodefelici.it.

zooplus.it


Tutto quanto raccolto nel corso della serata a favore dell'associazione sarà impiegato per curare Nonno Felice, un cane anziano salvato dalla strada la scorsa estate, in condizioni di salute gravi e che hanno richiesto cure prolungate e, di conseguenza, anche investimenti finanziari di una certa entità.

Le associazioni animaliste non hanno fondi pubblici, né ricevono sovvenzioni di alcun tipo, per cui occasioni come questa significano molto per poter dare una mano concreta al loro operato, passando, per di più, una serata in compagnia e in allegria.

Quindi, prenotate il vostro biglietto il prima possibile e assicuratevi un posto in prima fila nel sostegno ad una causa buona e di certo non facile.





giovedì 27 settembre 2018

Incendio al gattile di Rho, l'orrore di una notte che ha spazzato via 100 anime innocenti


Fonte: Vigili del Fuoco

In pochi minuti 100 gatti, 100 anime innocenti hanno perso la vita all'interno del gattile di Rho a seguito di un incendio, che ha devastato la struttura nel corso della scorsa notte.

Solo in pochi ce l'hanno fatta e sono al momento ricoverati presso una clinica veterinaria, feriti nel corpo e nell'anima, segnati da un dolore che probabilmente non scorderanno mai più.

Fonte: Vigili del Fuoco
Al momento poco o nulla si sa della vicenda, anche se si ipotizza un incendio non di origine dolosa.

E così in una notte, che avrebbe dovuto essere come tante altre, 100 gatti sono stati uccisi barbaramente dal fato o dalla mano crudele dell'uomo ed ora non ci sono più. 

Spazzati ed annientati dal fuoco, che non lascia scampo quando ti stringe nella sua morsa.

Impossibilitati a scappare, perché erano all'interno delle gabbie, cosa avranno provato in quegli ultimi terribili istanti della loro esistenza?

Pensare al loro dolore, alla loro paura, alla loro disperazione quando hanno capito che non c'era alcuna via di scampo è qualcosa che scava dentro, che ti avvolge come un'ondata di un fiume in piena ed è talmente potente che è impossibile da sostenere. Sembra quasi di star lì accanto a loro e di vivere la loro stessa impotenza.

Solo le lacrime, che scendono inarrestabili di fronte a queste immagini, tentano di placare un pò il senso di devastazione interna che si prova.

Un mix di rabbia e, appunto, di impotenza, una voglia di proteggerli tutti e la consapevolezza che ognuno di noi, per quanto faccia, è sempre un piccolo granello di sabbia in un deserto di indifferenza e nulla più. 

Di fronte ad eventi come questi ci si sente davvero frustrati e senza forze, con la consapevolezza che, se si vuole davvero mettersi dalla parte degli animali, bisogna saper lasciare aperte le porte del cuore al dolore più profondo, che troppo spesso è là in agguato, pronto dietro l'angolo per entrare e tentare di annientare tutto ciò che incontra lungo il proprio passaggio.

Alcuni gatti, per fortuna, sono scampati all'incendio e sono ricoverati in strutture veterinarie, ma per loro servono medicine e c'è bisogno anche di cibo (secco ed umido), coperte, gabbiette, medicinali.

Per chi volesse dare una mano è possibile intanto fare una donazione all'associazione Dimensione Animale Rhosul c.c. 18432 della Banca Popolare di Milano Ag.72 - IBAN IT42E0558420500000000018432. 

Inoltre si stanno organizzando dei punti di raccolta in tutta Italia per far arrivare il prima possibile quanto richiesto dai volontari dell'associazione.






martedì 18 settembre 2018

Il 30 settembre 2018 non mancare all'AmiCOniglio Day presso la Clinica Veterinaria Guidonia



Torna il 30 settembre 2018 una delle manifestazioni più amate dagli amici "conigliari".

Si, sto parlando proprio dell'International Rabbit Day, ossia della giornata internazionale dedicata ai conigli, che quest'anno sarà onorata con un evento davvero speciale - l'AmiCOniglio Day - presso la Clinica Veterinaria Guidonia, del Dott. Gianluca Marchetti, insieme all'associazione di volontariato Amiconiglio Onlus.

Dunque dalle 10.00 al tramonto sarà possibile portare i propri conigli e le proprie cavie (tutti rigorosamente vaccinati e con recinto al seguito, proprio per tenerli in sicurezza), che saranno le star della manifestazione. Ma non solo. Infatti, proprio grazie alla presenza di nomi illustri di veterinari esperti in esotici (potete leggerli nella locandina), dalle 12.00 alle 13.00 sarà anche possibile far fare delle prima visite gratuite ai propri amici a quattro zampe.

Giornate come queste sono fondamentali per cercare di mettere qualche puntino sulle I alla situazione dei conigli. Innanzitutto perché, pur essendo questo il terzo animale da compagnia nel nostro Paese, dei conigli se ne sa davvero troppo poco.

Falsi miti, profonda ignoranza e superficialità rispetto alla loro alimentazione, gestione e cura fanno sì che questi animali siano non solo abbandonati con estrema facilità (proprio quando ci si rende conto che non si è in grado di gestirli), ma che siano anche "maltrattati" dai propri proprietari (termine orrendo, ma passatemelo per ragioni di divulgazione. Io amo definirmi l'umana del miei amici pelosi, ma non so se poi tutti capirebbero!) a volte in maniera completamente inconsapevole.


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Un esempio per tutti: nutrire i conigli esclusivamente con carote è una forma di maltrattamento; lo so che siamo per la maggior parte cresciuti con i conigli della Walt Disney che mangiavamo allegramente carote, ma questo è appunto un falso mito e va sfatato!

Così avere a disposizione per un'intera giornata veterinari esperti del settore e volontari dell'associazione Amiconiglio onlus, disponibili anche a raccontare quale sia la propria esperienza personale, è un'occasione che davvero non bisogna lasciarsi sfuggire.

Dunque mettete in agenda questa data e quest'indirizzo: domenica 30 settembre presso la Clinica Veterinaria Guidonia, Via dell'Universo 16 - Albuccione-Guidonia (Roma)! Non mancate.