lunedì 18 settembre 2017

"Anche io so farti compagnia", campagna a favore del riconoscimento dei conigli come pet



Anche se, ormai, le statistiche nazionali ci confermano che il coniglio, è il terzo animale presente nelle nostre case, subito dopo cani e gatti,tuttavia, questo piccolo e simpatico amico a quattro zampe ancora non ha avuto un riconoscimento normativo come pet.

Può sembrare un argomento di secondaria importanza, ma vi assicuro che non lo è nella maniera più assoluta. Innanzitutto perché in questo modo il coniglio è ancora considerato - almeno da un punto di vista prettamente normativo - un animale da reddito e, di conseguenza, viene privato di alcuni benefici, dei quali godono invece da tempo cani e gatti.

Ecco perché è nata la campagna Anche io so farti compagnia, a cura di Fabio Marcone di Made in Bunny.

All'interno di questo sito è possibile innanzitutto firmare direttamente la petizione, per la richiesta di riconoscimento anche del coniglio quale animale da compagnia. Inoltre si può scaricare il modulo di raccolta firme per cercare di averne quante più possibile ed ottenere, in tal modo, una modifica della normativa al momento vigente.

Per tutte le associazioni impegnate in quest'ambito, ma anche per chi ha con sé in casa uno o più conigli si tratterebbe di un passo legislativo fondamentale.

In altri Paesi questi animali sono, ormai, da circa venti anni assunti al ruolo di pet, perché la loro diffusione in ambito domestico e familiare non poteva che renderli tali. Perché, allora, l'Italia non dovrebbe seguire lo stesso iter?

zooplus.it


Al momento è fondamentale l'aiuto di ognuno di noi, sia per la firma della petizione, sia anche per la sua promozione sia cartacea che on line. Quindi, come sempre, chiedo l'aiuto di tutti per mettere una firma velocissima ed aiutare un sogno a trasformarsi in realtà.

Già l'espressione animale da reddito mi fa venire i brividi. Adattarla ai conigli mi fa gelare direttamente il sangue.

Per me gli animali sono compagni di vita, esseri senzienti che condividono con noi il nostro stesso viaggio esistenziale, quali ospiti del pianeta Terra. Purtroppo per molti altri non è ancora così, per cui dobbiamo impegnarci tutti per cercare di modificare lo status quo.

Da poco meno di un mese la mia quotidianità si è arricchita grazie all'arrivo di una nuova meravigliosa creatura, una mini coniglietta tripode alla quale la vita ha già presentato un conto abbastanza salato. Ebbene osservarla ogni giorno lottare per conquistare la propria libertà, iniziare a creare con lei una relazione, vederla anche interagire con cani e gatti facendosi valere quando serve, non fa altro che ricordarmi quanto la vita sia un dono unico e speciale. Non importa in quale forma voglia incontrarci, lo è sempre e comunque.

Quindi laddove è possibile dare una mano per fare qualcosa, credo sia eticamente corretto farlo. Un gesto d'amore non può far altro che arricchirci e renderci migliori...scegliamo ogni giorno come riuscirci!

Sabrina Rosa




martedì 5 settembre 2017

"Se lo conosci lo educhi" Il 23 settembre si celebra la giornata internazionale del coniglio, ecco come passarla insieme


"Se lo conosci lo educhi"...perché no? Appuntamento il 23 settembre a Roma per migliorare la relazione con i nostri piccoli amici a 4 zampe, lunghe orecchie e codino a pompon.

Proprio così per celebrare la giornata internazionale del coniglio, quest'anno l'associazione AmiCOniglio onlus ha deciso di organizzare un evento insolito, che possa essere non solo un momento di incontro e di piacevole condivisione, ma anche un'occasione di crescita e di confronto.

Pertanto a partire dalle ore 17.00, presso il ristorante Lo Stregone a Roma (Via Angelo Emo, 27) Romy Carminati terrà un corso sulla gestione, la relazione, l'interazione e i primi elementi di gioco proprio con il nostro (o i nostri, mai mettere limiti alle diverse condizioni) coniglio (o quindi conigli).

Si tratta di un momento formativo di basilare importanza, che getta le basi per poter rispondere probabilmente a molti dei nostri Ma come mai? o Perchè?, che inevitabilmente scattano quando si ha a che fare con questi animali, i quali, benché particolarmente diffusi nelle nostre case, sono ancora troppo poco conosciuti.

zooplus.it

Si pensa siano una specie di cane o di gatto, mentre i conigli sono animali complessi, ben differenti da quelli che da decenni, ormai, condividono le nostre abitazioni con noi, quindi richiedono cure diverse, attenzioni diverse, interazioni specifiche e non surrogati di relazioni, che siamo soliti avere con altre specie domestiche.

Insomma un coniglio è un coniglio e non un cane o un gatto e questo dobbiamo sempre tenerlo bene a mente per non fare danni!!!

Dopo il corso ci sarà, poi, anche l'apericena, con tanto di degustazione di vini e menù vegetariano!!!

Ovviamente il ricavato delle diverse attività andrà a sostegno delle spese, che l'associazione quotidianamente sostiene per poter recuperare, curare e tenere in stallo i diversi trovatelli di turno!

Nel corso della serata i volontari di AmiCOniglio, presenti all'evento, saranno a disposizione dei partecipanti per chiarire eventuali dubbi o dare consigli su quale tipologia di coniglio adottare, anche perché l'estate che sta finendo è stata davvero intensa da un punto di vista di abbandoni e ora l'associazione ha tantissimi coniglietti (ma anche cavie) in cerca di casa!

In genere si dice prendere due piccioni con una fava, il 23 settembre, invece, sarà possibile prendere infiniti spunti con un solo pomeriggio e non è poco.

Io uno spunto importantissimo l'ho già preso al volo e voglio condividerlo con voi, perché ha aperto in me una lunghissima serie di riflessioni.

A fornirmelo è stato Amedeo, presidente di Amiconiglio, che, nel corso del nostro ultimo incontro, mi ha fatto notare come in un mio precedente articolo non avessi messo in risalto forse quello che è l'aspetto più grave dell'abbandono dei conigli: il loro essere invisibili.
- Devil in cerca di casa -

E' proprio vero. Se vediamo in strada un cane o un gatto abbandonato mobilitiamo mezzo mondo (soprattutto tramite web) per cercare di recuperarlo, mentre quando si vedono conigli in strada o nei parchi ci si limita a dire al massimo Che carini, ma non si pensa che siano animali in pericolo, come - anzi forse più - di un cane o di un gatto.

Non avevo mai pensato a quest'aspetto della questione, ma è verissimo e corriamo il rischio che accada come succede con le persone senza dimora della nostra città , anch'esse invisibili, per cui o si ha lo sguardo in qualche modo "allenato" oppure non le vediamo proprio, andando solo a peggiorare il problema. E non è che non vedendo il problema questo sparisca, anzi...

Perché conigli abbandonati in strada o nei parchi da due diventano velocemente tantissimi e se inizialmente tutti sono attratti dalla bellezza del fenomeno, ben presto gli stessi entusiasti invocano che si corra ai ripari e che si argini il fenomeno, con conseguenze disastrose!

Grazie Amedeo perché è davvero uno spunto fondamentale! E chissà quanti altri ne verranno il 23 settembre, per cui davvero tutti coloro che amano questi piccoli amici a 4 zampe non possono mancare!

Per prenotazioni o informazioni mandate una mail all'indirizzo: eventi@amiconiglio.it. Importante: la prenotazione è obbligatoria!

Nel frattempo andate a sbirciare il sito dell'associazione o la pagina facebook e vedete là quanti conigli e cavie cercano casa, come diventare volontari e dare una mano e tanto, tanto altro ancora....






giovedì 24 agosto 2017

L'estate sta finendo...inizia la conta dei danni. Breve riflessione sul fenomeno degli abbandoni

- Eleonora -


Come ogni anno, anche l'estate del 2017 ha lasciato il segno sulla vita di tantissimi amici a 4 zampe, vittime di abbandono da parte di umani egocentrati, impegnati solo a programmare le proprie vacanze e i propri viaggi, anche a discapito di altri esseri viventi.

Campagne di prevenzione, manifestazioni, incontri informativi e mille altre iniziative portate avanti per arginare questo triste fenomeno ancora non risultano abbastanza incisive per le coscienze di alcune persone, che poi - ironia della sorte o perpetrazione del sadismo - in alcuni casi sono le stesse che, poi, nel periodo natalizio tornano ad affacciarsi nei negozi di animali per "acquistare" altre vite ancora.

Un circolo vizioso, che i volontari tentano da sempre di scardinare, ma che ancora resiste, perché agli animali non è riconosciuta la giusta dignità, perché mancano pene severe per chi abbandona, ma soprattutto perché è carente - davvero troppo carente - la capacità empatica di immedesimarsi nel terrore di un cane, di un gatto, di un coniglio, di una cavia o di un qualsiasi altro essere vivente nel momento stesso in cui viene tradito dal suo "amico" umano e lasciato in strada.

La riflessione che vorrei fare con tutti è che se da una parte, almeno nell'area centro-nord del nostro Paese, sembra in lieve diminuzione il numero di cani e gatti abbandonati, dall'altro canto, però, crescono conigli, gerbilli, cavie, criceti, che spesso scaraventati con tanto di gabbia e ciotoline, vengono trovati in strada.
- Lola -

A questi, poi, sono da aggiungere tutti quelli "ceduti" dai propria umani, che, improvvisamente, scoprono di essere diventati allergici al loro pelo e di non poterli più tenere.

Ora queste strane allergie insorgono, in genere, in estate e subito dopo Natale, quando ci si accorge di aver fatto o ricevuto un regalo sbagliato, ma è troppo tardi per rimandarlo al mittente. Non sono quindi certificabili clinicamente, ma solo moralmente deprecabili visto che rappresentano una squallida scusa per venir meno alle proprie responsabilità.

E quanta rabbia per i volontari quando si riceve una telefonata del tipo: "Non posso più tenere il mio animale, quindi se non lo prendete voi sono costretto a lasciarlo libero in qualche prato!"...Rabbia che si somma, tra l'altro, alla frustrazione di dover pensare a come salvare l'ennesima vittima della superficialità umana.

Così da una parte c'è chi cede e abbandona senza scrupolo per poi partire alla volta di una qualche meta turistica prenotata da tempo senza pensare alla presenza di un animale in casa, e dall'altra c'è chi corre tra un recupero e una cessione, tra una clinica e un ambulatorio, impegnando in tal modo la propria estate.

Mondi paralleli e dicotomici, che non hanno modo di incontrarsi, se non nell'attimo in cui uno lascia e l'altro accoglie una vita.

Così sempre più aumentano conigli, cavie, criceti e gerbilli in cerca di adozione. Vere vittime dell'uomo, questi piccoli amici a 4 zampe raramente sopravvivono in strada o in parchi, se non si interviene velocemente per recuperarli.

zooplus.it


Inoltre, non è così insolito che chi li prenda non sappia quale tipo di responsabilità si stia assumendo, per cui ad un cento punto decida di disfarsene. Perché si tratta di animali delicati, che richiedono cure specifiche affidate a medici veterinari esperti in esotici, cibo altrettanto specifico, spazi idonei per vivere bene, assenza di gabbie e socializzazione...in un'unica parola: consapevolezza!

Spesso, invece, ci si rende conto di tutto ciò solo a posteriore e non prima di aprire le porte della propria abitazione. Il problema sorge, allora, al momento di partire per le vacanze e si opta per la soluzione più semplice: l'abbandono.

L'estate che stiamo vivendo ha già mietuto numerose vittime al proprio passaggio. Ma non è la sola.

Lo scorso anno, ad esempio, i volontari dell'associazione AmiConiglio onlus, operando sul territorio laziale, hanno risposto a decine e decine di segnalazioni, accogliendo cessioni e recuperando 17 conigli (tra cuccioli ed adulti) al Parco di Via Calimera a Roma e altri 2 in un prato di Ladispoli, proprio a ridosso della ferrovia.

Numeri importanti per chi deve poi far visitare, sistemare temporaneamente e, infine, trovare una casa a questi piccoli amici.
- Scheggia -

E quest'anno non è andata meglio. Ultimo recupero ieri a Ponte di Nona, sempre a Roma, di una coniglia, ora tratta in salvo e che vedete nella foto, Scheggia.

Di strada da fare ce n'è ancora davvero moltissima. Serve maggiore informazione alle persone affinché diventino consapevoli della responsabilità, che si assumono, nel momento in cui decidono di adottare un piccolo o grande amico a 4 zampe.

E poi bisogna ricordare che, se non si può portare con sé in vacanza il proprio pet, si può, tuttavia, ricorrere a soluzioni alternative, come le pensioni, i pet sitter, basta solo organizzarsi per tempo.

Al momento il picco degli abbandoni dovrebbe essere passato, ma i volontari ben sanno che si tratta solo di una breve tregua, una pausa, che terminerà subito dopo Natale, intervallata nel frattempo dalla ricerca di adozioni, dall'organizzazione di eventi informativi, dalla ricerca di fondi e molto altro ancora.

Prima di prendere un animale non basta pensarci una sola volta, ma bisogna arrivare anche a mille riflessioni, finché non si sono vagliate tutte le opzioni, a cui si potrebbe andare incontro, e si è, quindi, sicuri di poterle affrontare.

I coniglietti che sono in queste foto sono stati salvati dall'associazione AmiCOniglio onlus e cercano casa. Sulla pagina facebook dell'associazione ne potete trovare molti altri ancora.

Un grazie a tutti i volontari, che ogni giorno dedicano gran parte del proprio tempo alla cura, alla ricerca di casa, al recupero, al salvataggio di animali di ogni specie e razza, altrimenti condannati a morte certa. Ad ognuno di loro un plauso speciale perché contribuiscono a rendere questo mondo migliore!





venerdì 28 luglio 2017

#aiutiamoadaiutare Abbandonata da cucciola in canile e dopo 5 anni ancora là...non è ora di farla uscire?



Sono 5 anni che se ne sta là in canile, in quell'angoletto grigio, probabilmente ormai convinta che per lei non ci siano possibilità, che nessuno verrà mai a tirarla fuori di là per darle una casa ed una famiglia.

Questa è Amalia, che da cucciola in poi non ha mai conosciuto il calore di una dimora vera, la morbidezza di un materasso e la gioia di avere una ciotola sempre piena al rientro dalla passeggiata.

zooplus.it

Ed è per questo che vi sto scrivendo proprio di lei, perché credo che sia giunto il momento di farla uscire, di donarle un sogno chiamato AMORE!

L'appello integrale, scritto dai volontari e riportato qui di seguito, vi racconterà la storia di un abbandono, come ce ne sono tantissimi, e di un povero cucciolo che, senza né colpa, né peccato si è ritrovato d'improvviso in una gabbia...colpevole solo di essere nato.

Ecco cosa ci raccontano:

"Ormai AMALIA la conosciamo bene, sono anni che le facciamo visita, sempre nello stesso box, sempre da sola...ed è la da quando aveva solo 6 mesi povera stella. 

Questo mese Amalia compie 5 anni...ed in questi anni abbiamo fatto più appelli per lei, ma non abbiamo MAI ricevuto una richiesta. 

Non ci spieghiamo perchè, visto che è una cagnolina  bellissima con due occhi splendidi, è una taglia media, sui 50 cm. 

E' vero, è molto spaventata, ma buonissima, bastano pochi minuti in sua compagnia e qualche biscottino ed acquista fiducia e si fa accarezzare. Non si può condannare se dopo aver passato tutta la sua vita in gabbia sia così timorosa e diffidente, ma sappiamo che basterebbero un pò di pazienza e tante coccole per fare uscire tutta la dolcezza che ha dentro. 

Noi ci proviamo ancora, non vogliamo arrenderci, Amalia merita davvero una possibilità!

PER INFO: ambraegiulia@gmail.com".


Dalle foto viene già voglia di andarle vicino, farle una carezza e sussurrarle che non tutti gli esseri umani sono uguali, che esiste anche per lei una speranza e che quella speranza ha un nome ed un cognome ed uno spazio pronto ad accoglierla.

Quindi massima condivisione, perché in estate le adozioni sono centellinate, ma quelle che vengono fatte sono di gente realmente motivata ad iniziare un percorso di vita a fianco di un amico a 4 zampe, per cui sono un patto per la vita.


Sabrina Rosa



giovedì 27 luglio 2017

Nuovi incendi a Castefusano. Tre focolai oggi e "Un pino a Castefusano!" continua ad essere un punto di riferimento fondamentale per tutti noi

- Foto tratta da Il Messaggero -


Brucia ancora, brucia senza tregua e senza possibilità di scampo per alberi ed animali indifesi la pineta di Castelfusano.

Ancora nuvole dense di fumo nero, che si sollevano oscurando il cielo di un'estate, che sembra aver perso il suo entusiasmo, almeno in questa parte di Roma.

Questa volta sembra siano tre i focolai roventi, che stanno devastando altri spazi verdi. Uno nel cuore della pineta delle Acque Rosse, uno nell'area di Pianabella e l'ultimo a Via Tancredi, nella pineta di Castelfusano.

L'elicottero è di nuovo in volo, facendo una staffetta senza tregua per arrivare a gettare acqua su un fuoco, che davvero sembra non voler finire...

E, così, anche questa giornata avrà le sue vittime sacrificali, che chiedono solo di essere lasciate in pace in quella che è la loro casa, il loro rifugio, il loro mondo verde, che lentamente sta trasformandosi in cenere e resti di alberi e piante.

Ma le istituzioni dove sono? Leggo qua e là commenti di "illustri" politici che propongono di far intervenire sempre un qualcuno, che poi non si vede mai, e che non fanno altro che rimpallarsi le responsabilità. E' colpa di quelli di prima...no è colpa di quelli di adesso...ma non è questo il punto.

Qui c'è un problema e bisogna intervenire e in fretta!

Ancora una volta i volontari del gruppo facebook Un pino per Castelfusano! stanno cercando di dare il loro contributo per testimoniare quanto sta accadendo in tempo reale.

Qualcuno ha anche tentato di metterli a tacere,  forse perché alcune notizie sono scomode e per chi sta al centro di Roma e non vede quanto accade è meglio immaginare le persone ad Ostia stese al mare, piuttosto che saperle obbligate a combattere da giorni contro incendi, che sembrano non voler cessare neppure per oggi.

Ma loro vanno avanti, mettendoci la faccia. Ed è grazie a persone come queste, agli eroi quotidiani, che invece l'opinione pubblica è costretta a centrare i riflettori su quanto sta accadendo, senza potersi voltare da un'altra parte.

Le immagini ed i video postati sui social hanno una forza enorme, che non può essere tacitata...speriamo che anche in questo caso siano la molla che mette in moto una risposta istituzionale finalmente efficace.

Anche in questa giornata altri alberi hanno smesso di esistere, altri animali hanno perso la vita e con tutti loro anche una parte di ognuno di noi viene meno.

Un tempo la pineta era un luogo di giochi e di scampagnate. La meta della classica gita fuori porta, quando la primavera iniziava a far capolino e tutti eravamo felici di poter stare un pò di più all'aria aperta.

Ora la cenere sta prendendo il posto del verde e il panorama, in alcune zone, è davvero triste e contornato da un'aurea di morte e di devastazione.

Servono risposte! Esercito, marines, prestigiatori, trapezisti...basta promesse ora quel che tutti chiediamo sono solo fatti!

#collaborazionipetfriendly Rat Rescue Italia, un ratto per amico


Nell'ambito della nuova rubrica del blog Collaborazioni pet friendly, questa volta mi sono imbattuta in un'associazione davvero particolare, la Rat Rescue Italia, che si occupa del recupero e dell'adozione dei ratti.

Si, si avete capito proprio bene: ratti! Non è uno scherzo delle temperature elevate di questi giorni, che mi hanno portato a scrivere una cosa per un'altra. Questo gruppo di volontari dal 2013 segue proprio i ratti, quelli che generalmente sono additati come "animali orrendi, sporchi, nemici della popolazione, portatori di malattie" e chi  più ne ha più ne metta...

Oggi, invece, voglio presentarvi l'altra faccia di questi simpatici animali, il loro lato più giocherellone ed affettuoso, quello che condividono con noi umani, in quanto mammiferi sociali.

Le foto da sole già la dicono lunga, ma a guidarci in questo viaggio all'interno di un mondo, almeno per me - lo ammetto - quasi del tutto sconosciuto è stata Giulia Tonini, volontaria di Rat Rescue Italia, che gentilmente ha risposto a tutte le mie domande.

Io: Come e quando nasce Rat Rescue Italia?

GT: «La nascita della nostra associazione è legata a un particolare episodio che risale ormai al 2013.  Verso la fine dell’estate di quell’anno un grosso allevamento di ratti da pasto del centro-nord decise di chiudere i battenti e per la trentina di ratti rimasti invenduti il destino aveva riservato un futuro più roseo. Il proprietario dell’allevamento era infatti disposto a cederli gratuitamente ai primi che gli avessero tolto “il problema”.
La notizia cominciò a girare sul web, attirando l’attenzione di alcuni di noi, appassionati di ratti da tempo e già singolarmente dediti  alla divulgazione di informazioni relative alla corretta gestione di questi animali, al loro recupero da condizioni sfavorevoli e al loro ricollocamento presso nuove famiglie.
Abbiamo quindi deciso di unire le forze e attivarci per il recupero di questi animali, per poter garantire a ognuno di loro un futuro dignitoso. Da qui nasce Rat Rescue Italia».


Io: di cosa vi occupate e qual'è la vostra mission?

GT: «Come anticipato, i punti cardine della nostra attività come associazione sono sostanzialmente due: da un lato ci occupiamo del recupero di ratti domestici non voluti o abbandonati e del loro successivo ricollocamento presso famiglie che se ne prendano cura per il resto della loro vita.

Dall’altro è per noi fondamentale occuparci della diffusione di informazioni relative alla corretta gestione del ratto come animale domestico, per far sì che le persone che in futuro decideranno di condividere la propria vita con questi meravigliosi animali possano farlo in maniera del tutto consapevole. Siamo convinti che se ogni persona che prenderà con sè dei ratti lo farà conscia dell’impegno che si sta assumendo e informata circa le loro necessità, il numero di animali presi e poi ceduti con leggerezza potrà diminuire».

Io: quali progetti avete seguito fino ad ora?

GT: «In questi anni abbiamo visto crescere moltissimo la nostra associazione: siamo partiti in quattro, lavorando attraverso un piccolo gruppo di Facebook.
Col passare del tempo siamo riusciti a creare un network di collaboratori che ci consente di operare con successo su quasi tutto il territorio nazionale, sia per quanto concerne i recuperi che per le adozioni. Abbiamo inoltre progressivamente allargato i nostri canali divulgativi creando una pagina Facebook ufficiale e un sito internet dove abbiamo raccolto tutte le informazioni relative alla nostra associazione e alla gestione dei ratti domestici.
Abbiamo una newsletter periodica attraverso la quale informiamo tutte le persone che ci seguono circa le attività dell’associazione e le novità.
Partecipiamo inoltre ad eventi con banchetti informativi e spessissimo portiamo con noi i nostri ratti per consentire al pubblico di conoscerli più da vicino e, se se la sentono, di interagire con loro: per noi è sempre un successo vedere che persone che hanno dei forti pregiudizi nei confronti di questi animali li rivalutano, scoprendo che si tratta di dicerie del tutto infondate.
Abbiamo recuperato centinaia di ratti ogni anno che abbiamo ricollocato in nuovi nuclei famigliari che han garatito loro serenità e cure per il resto della loro vita.
Tra i vari progetti svolti, uno degli ultimi a cui stiamo lavorando e sul quale vorrei porre l’attenzione è la creazione di “The Rat Press”, la prima rivista italiana del ratto da compagnia. Si tratta di una rivista trimestrale in formato digitale che vedrà convergere la professionalità di diverse figure del settore in un unico prodotto. Il primo numero è uscito a giugno e stiamo lavorando al secondo, che sarà disponibile gratuitamente per tutti gli associati. Siamo molto orgogliosi di questi traguardi e siamo determinati nel continuare su questa strada».

Io: quali progetti avete in programma?

GT: «Le idee che ci frullano in testa sono tante, dalla creazione di un canale Youtube in cui raccogliere video informativi e gestionali, all’organizzazione di congressi nazionali nei quali intervengano come relatori professionisti ed esperti di settore, passando per l’apertura di un rifugio che possa consentirci di aumentare il numero di animali ai quali poter garantire un futuro migliore.
Per ora il nostro obiettivo principale è continuare a crescere e consolidare tutte le attività che ci vedono impegnati oggi, nella speranza di continuare ad avere solide basi sulle quali costruire nuovi progetti».

Io: ricevete finanziamenti pubblici o siete autofinanziati?

GT: «La nostra è una realtà no-profit, basata sul volontariato. Non riceviamo alcun finanziamento pubblico; tutte le entrate sono costituite da donazioni di privati che intendono sostenere le nostre attività attraverso donazioni sia di denaro che di materiali utili per la gestione dei ratti che abbiamo in carico».

Io: se qualcuno volesse, come potrebbe aiutarvi?

GT: «Ci sono moltissimi modi per aiutarci. Includo un elenco dettagliato, i cui contenuti possono poi essere approfonditi nella sezione “come aiutarci” del nostro sito.
Come già detto per noi è molto importante diffondere informazioni relative a una corretta gestione del ratto da compagnia: più la nostra associazione sarà conosciuta, più ratti avremo modo di aiutare. Quindi per aiutarci potete condividere le nostre schede informative, distribuirle ai veterinari della vostra zona o nei negozi e parlare di noi e dei ratti a quante più persone possibile.

zooplus.itI ratti che abbiamo in carico cercano tutti una casa: aiutateci quindi a diffondere i loro appelli e se viaggiate da una città all’altra e avete modo di portare un trasportino informateci sulla tratta che fate, poichè potrebbe esserci utile un passaggio per mandare i rattini in adozione.

La nostra associazione interviene per emergenze su tutto il territorio nazionale: non abbiamo una sede e i ratti vengono ospitati presso le abitazioni dei volontari. Talvolta siamo talmente pieni di animali che dobbiamo attendere che alcuni vadano in adozione per poterne accogliere altri. Un grosso aiuto è costituito quindi da quelle persone che decidono di offrirsi come affidatari per uno stallo temporaneo: si tratta di persone che si prendono cura di un paio di ratti in attesa che trovino adozione definitiva.

Una buona fetta delle nostre entrate è costituita dai tesseramenti e dalle vendite di gadget. Potete quindi sostenerci diventando soci, acquistando articoli del nostro shop online ma anche – se siete artisti, artigiani o proprietari di uno store – offrire il vostro talento e la vostra professionalità agli animali di cui ci occupiamo e collaborare con noi stringendo una partnership con la nostra associazione.

Infine è possibile fare una donazione di denaro, attraverso bonifico bancario, Postepay o Paypal».

Ora quante cose che abbiamo scoperto su questi simpatici animali. Spero che possano essere utili per guardarli con occhi diversi, ogni volta che ne incontriamo uno in strada...

Come per i gabbiani, le cornacchie, i pappagalli ed i ricci, anche per i ratti vale la stessa regola: sarebbero più felici in campagna che in città, quindi non sono degli intrusi, ma solo piccoli esseri viventi, che condividono con noi alcuni spazi.

Magari a qualcuno questa visione non piacerà, tuttavia la realtà è questa: siamo animali tra gli animali e  sta a noi scegliere da che parte stare: sostegno delle altre creature o carnefici.

Io scelgo la prima da sempre...e vedo che molti altri fanno la stessa cosa!

Sabrina Rosa

mercoledì 26 luglio 2017

"Un pino per Castelfusano!" ecco la risposta social della popolazione romana agli incendi di questi giorni



Mentre ogni giorno continuano a scoppiare nuovi incendi nella pineta di Castel Fusano e, soprattutto, in attesa che le istituzioni possano dare  una risposta forte e decisa, la popolazione scende in campo e lo fa nel modo più immediato possibile: attraverso i social.

Nasce, così, su facebook il gruppo Un Pino per Castelfusano!, che al momento conta già 26.625 membri e che racconta, di ora in ora, quanto sta accadendo mediante foto, resoconti e testimonianze di chi vive in quella zona e - come ogni essere umano, che tale possa definirsi - vuole difendere ad ogni costo la pineta ed i suoi abitanti.

Ettari di verde in fiamme, animali che hanno perso la vita a causa dei roghi, cittadini avvolti da nuvole nere da giorni eppure continuano a nascere nuovi focolai. Incendi dolosi? Eventi naturali causati dalla siccità? La cittadinanza chiede risposte e le vuole subito.

Il potere dei social, quando usati con intelligenza, non è mai da sottovalutare. L'incisività delle immagini, dei video in diretta arriva direttamente nelle coscienze di chi una coscienza ce l'ha e non ha paura di metterci la faccia pur di difendere un bene comune. E se non lo è la pineta di Ostia un bene comune di tutti noi, allora di cosa stiamo parlando?
- Foto presa dal sito corriere.it -

In questi giorni ho trattato altre volte il tema degli incendi, perché distruggono vite animali e vegetali, che non torneranno più e che ci rendono un pò più poveri, in quanto esseri animali noi stessi per primi.

Io non abito in quella zona, ma là vive parte della mia famiglia. E, in ogni caso, in una visione biocentrica, non sono i confini municipali a fare la differenza, perché è nostro dovere proteggere il verde a prescindere da dove si trovi!

Gli alberi sono i polmoni del nostro mondo, possibile che nessuno ci pensi quando devasta e dà fuoco?

Da romana, ma non solo...da persona che ama questo pianeta e che tenta ogni giorno di trovare nuove soluzioni per vivere in pace con il resto delle forme viventi, di cui è popolata la nostra terra, è davvero un dolore forte vedere ceneri di alberi antichi ammassate in terra, a testimoniare la violenza della forza distruttrice dell'uomo.

Immaginare il dolore degli animali, che hanno perso la vita a causa delle fiamme, la paura che avranno provato non fa altro che ferirmi profondamente ed è impossibile pensare che tutto, invece, sembra andare avanti per la propria strada.

Perciò vedere che c'è chi lotta per proteggere questo spazio di Capitale è una boccata di ossigeno in una città, che ultimamente ci propone, invece, sempre più coltri nero di fumo e non solo a causa degli incendi.

Sabrina Rosa