martedì 18 settembre 2018

Il 30 settembre 2018 non mancare all'AmiCOniglio Day presso la Clinica Veterinaria Guidonia



Torna il 30 settembre 2018 una delle manifestazioni più amate dagli amici "conigliari".

Si, sto parlando proprio dell'International Rabbit Day, ossia della giornata internazionale dedicata ai conigli, che quest'anno sarà onorata con un evento davvero speciale - l'AmiCOniglio Day - presso la Clinica Veterinaria Guidonia, del Dott. Gianluca Marchetti, insieme all'associazione di volontariato Amiconiglio Onlus.

Dunque dalle 10.00 al tramonto sarà possibile portare i propri conigli e le proprie cavie (tutti rigorosamente vaccinati e con recinto al seguito, proprio per tenerli in sicurezza), che saranno le star della manifestazione. Ma non solo. Infatti, proprio grazie alla presenza di nomi illustri di veterinari esperti in esotici (potete leggerli nella locandina), dalle 12.00 alle 13.00 sarà anche possibile far fare delle prima visite gratuite ai propri amici a quattro zampe.

Giornate come queste sono fondamentali per cercare di mettere qualche puntino sulle I alla situazione dei conigli. Innanzitutto perché, pur essendo questo il terzo animale da compagnia nel nostro Paese, dei conigli se ne sa davvero troppo poco.

Falsi miti, profonda ignoranza e superficialità rispetto alla loro alimentazione, gestione e cura fanno sì che questi animali siano non solo abbandonati con estrema facilità (proprio quando ci si rende conto che non si è in grado di gestirli), ma che siano anche "maltrattati" dai propri proprietari (termine orrendo, ma passatemelo per ragioni di divulgazione. Io amo definirmi l'umana del miei amici pelosi, ma non so se poi tutti capirebbero!) a volte in maniera completamente inconsapevole.


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Un esempio per tutti: nutrire i conigli esclusivamente con carote è una forma di maltrattamento; lo so che siamo per la maggior parte cresciuti con i conigli della Walt Disney che mangiavamo allegramente carote, ma questo è appunto un falso mito e va sfatato!

Così avere a disposizione per un'intera giornata veterinari esperti del settore e volontari dell'associazione Amiconiglio onlus, disponibili anche a raccontare quale sia la propria esperienza personale, è un'occasione che davvero non bisogna lasciarsi sfuggire.

Dunque mettete in agenda questa data e quest'indirizzo: domenica 30 settembre presso la Clinica Veterinaria Guidonia, Via dell'Universo 16 - Albuccione-Guidonia (Roma)! Non mancate.


giovedì 6 settembre 2018

Canili comunali capitolini: presentato un dossier di 50 pagine per avere finalmente delle spiegazioni

Fonte: ADNKRONOS

I canili comunali romani continuano a rimanere un mistero fitto, all'interno del quale è difficile trovare uno spiraglio di luce, a meno che si abbia la ferma volontà, ma anche le competenze giuste, per poterlo fare.

Ecco perché, a seguito del nuovo bando per l'affidamento di tali strutture, lo scorso 6 settembre è stato presentato all'amministrazione capitolina da parte di Simona Novi, Presidente dell'Associazione Mi Fido onlus un dossier articolato in diversi punti, in cui viene analizzata la situazione attuale, che si trovano a vivere i canili di Roma, per tentare di avere finalmente qualche chiarimento e qualche risposta.

Il dossier, che si sviluppa in 50 pagine, mira ad avere finalmente delle spiegazioni rispetto alle diverse incongruenze, che al momento la situazione presenta.

Dalla presenza all'interno dei canili di associazioni non iscritte al registro regionale del volontariato del Lazio (iscrizione che era un requisito non facoltativo, ma obbligatorio per poter operare nelle strutture così come imponeva lo stesso bando), a numeri che davvero non tornano (a fronte di ingressi esigui rispetto agli scorsi anni, percentuali di decessi altamente significative), fino alle attività svolte da volontari, che vanno a sostituire completamente in alcune fasce orarie i dipendenti della struttura, in barba a qualsiasi indicazione sempre contenuta nel precedente bando.

Interessante anche la scelta di dare dei cani in adozione all'estero. Da cosa è stata dettata? sappiamo bene che in altri Paesi la soppressione è una pratica da anni legalizzata, quindi perché mandare oltre confine queste creature?

Il tutto è arricchito da foto, che ritraggono scene di puro orrore rispetto alle condizioni in cui versano gli animali, e di altrettanta incuria e scarso interesse per la loro salute (vedasi cibo somministrato, quale pasta condita con sugo alle olive).


zooplus.it

Insomma qui i conti proprio non tornano e, come la metti la metti, questa storia dei canili e della loro gestione fa acqua da tutte le parti.

Ora si attende una risposta da parte di Rosalba Matassa, Direttore Ufficio Promozione Tutela Ambientale e Benessere Animale, perché siamo tutti stanchi di questa speculazione non solo economica, ma anche - o meglio sarebbe soprattutto - etica.

Cani e gatti, che arrivano in queste strutture, portano già con loro storie di abbandoni e di maltrattamenti, spesso sono feriti, in ogni caso impauriti, se non terrorizzati. Ad ognuno di loro dovrebbe essere riservato un trattamento di accoglienza e di cura e non vanno di certo considerati quale merce idonea al guadagno e nulla più.

Ricordiamoci, inoltre, che i randagi sono animali sotto la tutela e la responsabilità del sindaco e, dunque, questo sindaco dove sta?

Come cittadini, che paghiamo le tasse, abbiamo il diritto e dovere di vigilare su quanto avviene nei canili e se non ci interessa farlo per un senso etico (ossia se non amiamo gli animali), facciamolo almeno per un senso civico: laddove i conti non tornano, a pagare siamo sempre noi, mica qualcun altro. Gli sprechi, le cattive gestioni, i disavanzi ricadono sempre e solo sulle nostre spalle e, quindi, vanno ad appozzare nelle nostre tasche.

Vedremo, ora, cosa risponderanno le istituzioni. 








mercoledì 5 settembre 2018

Estate, tempo di pet sitting...Autunno tempo di riflessioni




Settembre è tornato rapidamente a riempire le nostre giornate, dando così una netta sferzata alle recenti vacanze e ai giorni trascorsi insieme a nostri amici a 4 zampe in spensieratezza, senza l'incalzare dell'orologio e dei suoi battiti.

Ancora una volta è stata un'estate segnata da numerosi abbandoni e decessi, sia sulle strade, che a seguito di condizioni climatiche avverse alle quali sono stati lasciati gli animali. C'è chi addirittura è partito per un mese lasciando cane e gatto in casa da solo, come se queste creature potessero essere autonome ed autosufficienti così.

Per fortuna, però, c'è anche chi pensa ai propri animali prima di andare in ferie e così per me, come sempre, è stata anche un'estate fatta di pet sitting a tantissimi amici a 4 zampe e, in più, quest'anno abbiamo avuto come ospiti delle vere e proprie star.

Infatti, oltre a conigli, criceti, cani e gatti, ad agosto abbiamo ospitato  in casa per circa due settimane una splendida coppia di femmine di petauri dello zucchero. Avevo sempre sentito parlare di queste creature, ma vederle da vicino e tentare - per quanto possibile - di interagire con loro devo dire che è stata un'esperienza davvero emozionante. Peccato non si lascino toccare dagli estranei, ma va bene così. L'importante è rispettare le loro esigenze e, quindi, anche osservarle saltare e "volare" da una parte all'altra è stato uno spettacolo incredibile.



Pensavo di aver raggiunto il top qualche anno fa, quando era stata in casa con noi, ospite per qualche giorno, una pipistrella disabile, da me ribattezzata Lady Vlad, ma la vita è sempre piena di sorprese.

Lo scorso anno poi sono arrivati anche tre pesci rossi, dei quali ero diventata la "zia" adottiva per la piccola proprietaria, che proprio non voleva separarsene, per cui la mamma le aveva raccontato che i pesciolini sarebbero andati in vacanza dalla zia e che poi a settembre sarebbero rientrati a casa, pronti anche loro per un nuovo anno scolastico.

Meno male che i pesci non capiscono quello che diciamo, altrimenti chissà come ci giudicherebbero! Altro che umani pazzi...

E, poi, ci sono stati anche cavie, conigli e quattro splendidi criceti.

Non so perché ma a me i criceti attivano sempre un profondo senso e bisogno di protezione. Forse perché sembrano così indifesi o forse anche perché sanno farsi capire così facilmente, che li trovo animali fantastici (oddio in realtà non saprei indicare un animale che non amo, anche perché con ognuno si instaura sempre una relazione speciale).

E la cosa che, al di là di ogni altra, mi affascina sempre è la capacità di convivenza e di interazione di specie differenti tra loro.

Ovviamente con tutti i dovuti accorgimenti del caso e rispettando le richieste dei proprietari tendo a tenere separati i vari ospiti, ma a volte, comunque, questi si incontrano ed allora capita di osservare il gatto che guarda incuriosito i criceti e questi che continuano le loro attività indifferenti o un coniglio che si avvicina ad una delle mie gatte (in effetti si tratta di una gatta abbastanza particolare, quindi non fa del tutto testo) e poco dopo le si stende vicino, come se la conoscesse da sempre.

Sono momenti magici, che mi fanno sempre riflettere su quanto basterebbe poco per andare d'accordo tutti in questo mondo.

Al gruppo si sono aggiunti anche sei bassotti da portare a passeggio (in foto ne vedete solo tre). Una simpaticissima banda di mini teppisti adorabili, che magari si fa fatica a vederli per la loro stazza, ma davvero non si può non sentirli quando passano. Di una dolcezza disarmante nella relazione uno ad uno, quando sono in branco sono davvero incredibili. Basta però incontrare per un attimo il loro sguardo per scoprire quanta tenerezza alberghi in ciascuno di loro e così in un secondo scompare ogni ricordo del "casino" che sanno combinare.

Pensavo che nel film del 1966 di Walt Disney "4 bassotti per un danese" si esagerasse, ma devo ricredermi...sono proprio così!

E poi ci sono stati anche mici bisognosi di terapie, dai quali passare con puntualità, prestando particolare attenzione a qualsiasi piccolo cambiamento, perché se fare il pet sitter dà tante soddisfazione, richiede, altresì, anche specifiche competenze e soprattutto un forte senso del dovere e della professionalità. Io la vedo così: sono delle vite, che per una settimana o un mese o quanto sia, sono affidate a me, ne sono responsabile e, dunque, devo dare il meglio che posso.

E ora, finita la stagione estiva vacanziera, si torna alla normalità. Una normalità - almeno per me - fatta comunque di tantissimi animali con i quali condividere la quotidianità, tutti i miei amici a 4 zampe, che fanno parte stabile del mio viaggio e senza ai quali davvero non saprei stare.

Dunque si riparte...o si sta sempre qui, ma questo non conta. Ciò che davvero segna l'incedere è il prendersi cura dei nostri piccoli animali anche quando non ci siamo. Esistono tanti modi per farlo, l'importante è non abbandonarli, non pensare di poterli lasciare in un angolo di strada come stracci vecchi, perché così si segna inevitabilmente la loro condanna a morte.

Un amico è un bene unico e prezioso ed è per sempre...non dimentichiamolo!



venerdì 3 agosto 2018

Emergenza abbandoni in Costa Smeralda: ecco l'esercito dei 1000 invisibili in attesa di adozione





In genere quando sentiamo anche solo nominare la Costa Smeralda, immediatamente nella nostra mente iniziano a scorrere immagini piacevoli, che si concretizzano in mare limpido, spiagge calde ed accoglienti, vacanza, relax. 

Oggi, però, mi hanno chiesto di raccontare l'altra faccia di questa parte di Sardegna ed eccomi qui a farlo. 

Sto parlando del Rifugio I Fratelli Minori di Olbia, gestito struttura gestita da L.I.D.A. Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, il quale attualmente ospita circa 700 cani e 230 gatti
Numeri importanti, che meritano certamente la nostra attenzione. 

Il contesto in cui operano i volontari non è tra i più facili e c'è bisogno del sostegno di tutti noi per dare una mano. 


Attualmente il rifugio riceve parte degli aiuti da Almo Nature/Fondazione Capellino grazie ai suoi progetti incentrati sulla difesa dei cani, dei gatti e della biodiversità, ma non basta ancora.

In questo caso specifico il progetto in questione si chiama A companion Animal Is For Life e sta producendo davvero ottimi risultati.

Come vedete dalle foto qui arrivano cani in condizione di forte disagio, che richiedono investimenti importanti in termini di tempo e di denaro.

E come sempre anche un piccolo auto può fare la differenza.

D'ora in poi, quindi, quando sentiamo parlare di Costa Smeralda facciamo volare il nostro pensiero non solo al mare e alle spiagge, ma anche a queste creature fragili, che sono in attesa di una famiglia che le accolga, le ami e le protegga per sempre.

Purtroppo ancora c'è  molto da fare per contrastare il randagismo e promuovere una cultura vera e propria finalizzata al benessere animale. Ma noi non ci arrendiamo.

Iniziamo, perciò, proprio con il diffondere le notizie e far conoscere le condizioni in cui versano alcune realtà del nostro territorio nazionale.

Anche quest'estate purtroppo il fenomeno degli abbandoni sta mietendo le sue vittime e non è facile contrastarlo, ma neppure impossibile. La prevenzione rimane il mezzo più efficace, ma, laddove sia troppo tardi, scendiamo in campo a fianco dei volontari, sostenendoli nel loro operato quotidiano  e qui abbiamo un modo concreto per farlo.



lunedì 30 luglio 2018

Il rumore del silenzio...addio Ginevra e con te se ne va per sempre un altro pezzo di cuore





Avete mai provato la terribile sensazione di essere colpiti dal rumore del silenzio? Quel silenzio penetrante, che provoca la perdita di un piccolo amico a 4 zampe.

E, oggi, è di nuovo qui a farsi sentire. Sarebbe bello potersi chiudere le orecchie e non lasciarlo entrare, ma è impossibile. Sta qua...e non è possibile in alcun modo mandarlo via.

Spesso le persone si lamentano quando sentono i cani abbaiare. Eppure come sarebbe bello poterli sentire ogni giorno fino all'ultimo della nostra esistenza, non essere mai costretti a dir loro addio e doverci separare.

E così anche tu piccola Ginevra poco fai te ne sei andata per sempre. Hai deciso che era ora di tornare ad essere un angelo e di volartene lassù sul ponte dell'arcobaleno. Chissà quanti amici hai ritrovato...Demos, Athos, Nanà, Romoletto...

E, così come hai vissuto sempre, fiera e caparbia, anche nella malattia sei stata un cane dignitoso e hai scelto di andar via in silenzio, senza far pesare la tua assenza, anche se - mi dispiace per una volta contraddirti - quest'assenza, invece, ci peserà e non poco.

Non eri il mio cane ufficialmente, ma per me sei sempre stata il mio terzo cane. Ricordo ancora quando siamo venute a prenderti e tu eri tra i tuoi fratellini. Chissà perché ho scelto te, proprio io che non ho neppure scelto i miei due cani, e con il tempo sei cresciuta così, come spesso dicevano, un pò somigliante a me.

Testarda, fiera, poco incline a stare nel branco, pronta a "timbrare" chi si dimostrava troppo invadente, ma tenera e fedele come ben sa chi per 12 anni ha potuto tenerti al suo fianco e ha ricevuto da te così tanto amore.

Ogni volta che ti ho vista insieme a papà ho capito cosa significasse realmente l'amore tra un cane e il suo padrone.

Noi due, invece, abbiamo vissuto brevi vacanze insieme e l'ultima proprio pochi giorni fa. Vacanze in cui ti sei adattata a vivere con cani, gatti conigli, sempre fiera e sempre unica come solo tu sapevi essere.

Oggi hai compiuto il tuo ultimo viaggio e il dolore che sto provando in questo momento mi sta lacerando dentro. Avrei voluto averti sempre qui, ma a volte, proprio per amore, bisogna saper lasciare andare.

Ora non resta, dunque, che il silenzio e quello non passerà mai. Il silenzio della tua assenza. Mi consola solo sapere che hai vissuto 12 anni di pura felicità, tra amore infinito da parte di mamma e papà, coccole, giocattoli, pappe sempre pronte e lettini comodi su cui poter riposare.

Voglio ricordarti così, perché alla fine quel che conta è solo e soltanto come si è vissuto e tu hai avuto tanto e hai saputo dare ancora di più. Vorrei lasciarti qui scritte infinite cose, ma so che non serve perché tu hai sempre saputo tutto.

Ciao bimba Gina fai buon viaggio e porta con te le mie lacrime, che possano ricordarti sempre tutto l'amore che provo per te!






mercoledì 18 luglio 2018

Dominion, un documentario che racconta lo sfruttamento animale come molti neppure lo immaginano


Finalmente è possibile vedere on line Dominion, un documentario girato in Australia grazie al sostegno del crowfunding, il quale racconta lo sfruttamento animale da diversi punti di vista. Scritto e diretto da Chris Delforce e coprodotto da Shaun Monson, regista di Earthlings, il film racconta in 120 minuti gli orrori a cui sono sottoposti gli animali, spesso nell'indifferenza generale o quasi da parte del genere umano.

Si passa, infatti dagli allevamenti intensivi alla caccia, alla ricerca scientifica fino alla compagnia domestica. In tutto sono narrate 6 differenti tipi di maltrattamento e di sfruttamento nei confronti dei nostri amici a 4 zampe e non solo. 



Costato sette anni di intenso lavoro, questo documentario racchiude in sè immagini raccolte grazie al lavoro investigativo condotto sotto copertura dagli attivisti Animal Equality nel corso della mattanza dei tonni nel nostro Paese o all'interno dei mattatoi in Messico fino a spingersi in Cina, durante operazioni di commercio di pelli e carni. 

Ci sono, poi, anche altre immagini tratte dalle investigazioni di Filming For Liberation, che rendono nel complesso l'opera toccante e terribilmente incisiva, proprio come sa essere incisiva e spietata la mano dell'uomo quando sfrutta gli animali per i suoi fini economici. 

Per vedere Dominion, al momento soltanto in lingua inglese anche se con i sottotitoli, è necessario acquistarlo per poterlo scaricare, al costo di € 3,95, oppure noleggiarlo, per massimo 72 ore, al costo di € 0,84.

Grazie, dunque, all'aiuto dei droni e delle telecamere nascoste, poco o nulla è rimasto celato dell'orrore, che circonda e pervade i mattatoi, gli allevamenti degli animali da pelliccia, i momenti della pesca e della mattanza dei tonni. 

Immagini forti che, come sempre capita, scandalizzeranno i più, ossia quei benpensanti che non possono guardare certe scene se no si sentono male, ma che continuano a cibarsi di animali e a coprirsi con pellicce, come se tutto ciò provenisse da altro e non dal dolore e dalla sofferenza di milioni di esseri viventi.

Il documentario è esattamente una spinta alla riflessione condivisa, perché qualcosa possa cambiare nella coscienza collettiva, perché si smetta di pensare che quando si fanno certe scelte, queste non siano la causa del dolore e della morte di altri animali non umani, che condividono con noi il pianeta e hanno il nostro stesso diritto a starci, senza dover essere sfruttati.

Nel prossimi mesi Dominion sarà presente anche nelle sale cinematografiche italiane. La prima proiezione si terrà il 10 dicembre ad Alessandria, presso il museo etnografico "C'era una volta" e la data scelta non è casuale. Infatti il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti degli Animali e quale miglior modo per onorarla?

giovedì 21 giugno 2018

#Stopyulin La Cina e le sue follie



La sveglia è suonata, come ogni mattina, impietosamente verso le 5.00. Corsa per dare la colazione a tutti i pelosi di casa, sistemazione lettiere, servizio cat sitter a splendidi mici che non stanno troppo bene di salute, nuova corsa in ufficio e, appena entrata, l'occhio cade sul calendario: 21 giugno.

Quasi che un pugno mi avesse colpita in pieno stomaco, sono caduta sulla sedia e rimasta a guardare fissa questa data: 21 giugno, ossia eccidio di Yulin. Ironia della sorte poi sul mio calendario da tavolo, donatomi da Jimmy de L'isolachenonc'è, a giugno c'è proprio una cagnolina, Dora, che dorme beata e quest'immagine ancor di più mi ha fatto tremare le gambe.

Oggi è il giorno del massacro. Il giorno che gli animalisti di tutto il mondo temono anche nei restanti 364 giorni all'anno, perché la ferocia che connota il festival di Yulin è davvero senza possibilità di commento.

Centinaia di cani spellati vivi e bolliti vivi, uccisi con ferocia e barbaria solo perché una stupida credenza porta questa parte della popolazione cinese a credere che, nutrendosi con la carne di questi poveri animali, aumenterà il proprio vigore sessuale e la propria energia. 

Eh si, che poi ci manca anche che aumenti questo vigore e che persone del genere si riproducano, non basta quelle che già ci sono...

La terra di questa parte di mondo, allora, si colora di rosso e nell'aria riecheggiano gli ululati di paura di cani, catturati per strada, acquistati, a volte anche rubati...

Le foto del festival girano in rete, ormai, da giorni, ma non volevo pubblicarle qui, perché non serve a nulla. Sappiamo tutti ciò che succede, sappiamo quale agonia sono costretti a vivere questi cani, prima di morire. Sappiamo, protestiamo, organizziamo manifestazioni e sit in, ma nulla cambia.

Ogni anno il 21 giugno torna e inesorabilmente porta con sè il grido disperato di morte di queste povere creature.

Mi piacerebbe tanto, come molte altre persone, in questa giornata scrivere della felicità legata al fatto che proprio oggi comincia l'estate, ma non posso, non riesco. Riuscirò a farlo solo e soltanto quando Yulin sarà soppresso e resterà solo il ricordo di un eccidio senza senso, che non ha fatto altro che mietere vittime innocenti.

Che, poi, sono le stesse vittime innocenti che mietiamo ogni giorno anche noi in occidente con i nostri allevamenti intensivi e i nostri macelli. 

Qualcuno leggendo questa frase sicuramente storcerà il naso e penserà: la solita estremista. No, non sono estremista (o forse si, dipende dalla connotazione che vogliamo dare a tale termine), ho solo necessità, per mia personale convinzione etica, di rispettare la vita, sempre e comunque, senza distinzione di specie. 

La scusa che i cani siano più intelligenti di altri animali non tiene più, non trova giustificazione alcuna. Gli animali sono tutti esseri senzienti, per questo un cane non è diverso da una vacca o da una gallina o da una capra o da un orso (e qui manderei anche un pensiero alle centinaia di orsi della luna sacrificati nelle fattorie della bile, sempre in oriente e sempre per incrementare il proprio vigore e stare bene).

Al momento, però, Yulin c'è e tutti noi dobbiamo farci i conti. Stasera, rientrando a casa, la carezza di rito ai miei due cani sarà fatta con un tocco più leggero e, al tempo stesso, anche più più deciso, in grado di penetrare nel loro manto ed arrivare a sentire tutto il calore del loro corpo, un tocco che possa ricordare loro che sono in salvo e al sicuro e che nessuno farà mai più loro del male (sono sottratti ad un canile lager, quindi anche loro hanno già conosciuto la ferocia umana).

Come ogni anno la speranza è che sia l'ultima volta che parlo di Yulin e mi auguro che, prima o poi, questo sogno diventi realtà.

Un pensiero speciale per ogni anima oggi volata sul ponte dell'arcobaleno, perché possa tornare a correre felice, scordando ogni dolore e sofferenza subita.

Purtroppo l'essere umano è anche questo e non possiamo far finta di dimenticarcelo!