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martedì 15 dicembre 2020

15/12/2010 - 15/12/2020 A frequentare un animale, si rischia di diventare migliori

Oggi sono esattamente 10 anni, che sei arrivato da me. Un dono piovuto dal cielo, forse una stella sul mio cammino per indicarmi la via, me lo chiedo ancora ogni giorno e la risposta non la trovo, anche perchè quello che conta è che tu sia qui e che nessuno ci può allontanare l'uno dall'altra.

La nostra storia ha avuto inizio a novembre 2010, quando, dopo aver contattato un'associazione di volontariato per adottare una cagnolina femmina marrone, cieca e simil bretoncina, mi sono vista arrivare come risposta la proposta di prendere piuttosto te: maschio, con due zampe rotte e simil pincher. E questo eri tu, così come ti ho visto dalle foto. Ad essere sincera la prima cosa che ho pensato è stata: "Accidenti quanto è brutto!".

Poi però mi sono soffermata a guardare il tuo sguardo impaurito, la tua zampetta anteriore rotta, poggiata contro quella parete fredda e grigia del box, e subito mi sono detta che sì, se eri capitato nel mio percorso di vita, qualche motivo ci doveva pur essere.

Così, dal mio si al volerti prendere, ha preso avvio la mia trafila di adozione, per cui visita pre affido, moduli da compilare e finalmente è arrivato il fatidico OK per averti, non subito, ma solo dopo essere stato castrato ed operato alla zampina.

Più i giorni passavano e più diventavo impaziente di conoscerti da vicino, pensavo a come stavi e a cosa facevi, per cui, quando mi è stato detto che saresti arrivato dopo Natale, ho smosso mari e monti per averti qui con me prima e così il 15 dicembre 2010, verso ora di pranzo Giulia ha suonato al citofono ed eri là.

Ricordo che sono uscita con il guinzaglio ed il collare comprati per te piena di apprensione; ti ho visto scendere dalla macchina con una zampa ingessata e con una fasciatura lilla, proprio dello stesso lilla dei punti di sutura che pendevano ancora sotto la tua coda, testimonianza che anche la castrazione era stato un intervento molto recente.

Uno scambio al volo con Giulia e poi eccoci qui noi due da soli. Con passo incerto ci siamo avviati verso casa, tu probabilmente curioso di capire che cosa sarebbe successo di là a poco ed io che mi chiedevo se avessi fatto davvero la scelta più giusta o se, invece, mi fossi solo fatta prendere dall'impeto del momento, perchè un cane è un impegno serio e per me che ero in casa con tre gatti, sarebbe stata una svolta importante.

Abbiamo passato i minuti successivi al nostro ingresso in casa a studiarci reciprocamente. Ricordo ogni attimo di quella giornata, come la vivessi adesso ed è una sensazione stranissima, visto che la mia memoria è molto deficitaria dopo alcune vicissitudini della mia vita, che mi hanno portato a non riuscire a trattenere troppo a lungo eventi e fatti vissuti. Ma tu sei riuscito a farmi superare anche questo.

Così, mentre esploravi la casa, io ho ripreso a lavorare al computer, ma con la coda dell'occhio osservavo ogni tuo singolo movimento e, quando ho visto che hai trovato la tua cuccetta, immediatamente ho sentito una grande pace nel cuore, certa che sì avevo fatto proprio la scelta migliore.

Le settimane successive al tuo arrivo, però, non si sono rivelate affatto semplici. Hai tirato fuori un
caratterino niente male, grandi problemi di ansia, assoluta resistenza all'essere lasciato solo in casa e soprattutto opposizione alle regole a alla convivenza con altri animali. Insomma, per dirla in termini semplici, ti sei studiato un attimo la situazione e poi hai tentato tu di dettare le regole. 

Sono stati momenti complessi, anche perchè, nel frattempo, hai dovuto subire una nuova operazione alla zampa, quindi il dolore fisico si è andato sommando a quello mentale, alle sofferenze, che ancora ti portavi dalla tua vita precedente, per cui non abbiamo trovato subito un'intesa perfetta.

Però nessuno dei due ha mollato e con il tempo, con la pazienza, anche con la voglia reciproca di scoprirci piano piano abbiamo costruito un rapporto speciale. Tu, che non ti fidavi del mondo, hai incontrato proprio me, che mi fido ancora meno di quello che sanno fare gli esseri umani verso i più deboli.

I mesi sono passati, poi gli anni, senza quasi accorgercene e nel frattempo hai trovato anche una nuova compagna di viaggio, che viene dal tuo stesso canile. Insieme ne abbiamo vissute tanta, dalle passeggiate alle giornate al mare, in cui ti arrabbi con le onde e non smetti di rincorrerle quando dal bagnasciuga tornano a riposare con il resto dell'acqua; dai tuoi furti di salame sotto vuoto al centro del tavolo in una domenica di Pasqua di tanti anni fa alle rincorse ai gatti per rubare loro un croccantino.

E tu mi hai sempre stupita. Mi hai stupita quando, appena tornati a casa dalla seconda operazione alla zampa, malgrado avessi il collare elisabettiano, una zampa bloccata con la fasciatura ed una placca con dieci viti appena messa, ed un'altra zampa ferma con inserita l'ago cannula, comunque sei voluto saltare sul letto e dormire insieme a me. 

Mi hai stupita quando hai riconosciuto Giulia dopo anni al Baubeach, tu che l'avevi vista solo mentre ti portava da me, ma che non l'avevi mai dimenticata, perchè l'amore non può essere scordato, soprattutto quando è quello di una persona, che ti ha salvato dall'inferno e ti sta donando una seconda vita.

Lentamente, quindi, abbiamo imparato che cosa è l'amore, che cosa significa conquistarlo e non darlo per scontato. Adesso basta uno sguardo per comprenderci, un gesto per capire cosa mi stai dicendo, anche se non sei e non sarai mai il cane perfetto, che non abbaia se suonano, che fa pipì solo dove deve e che spesso si mostra ancora un pò prepotente verso gli altri coinquilini.

Eppure io ti amo proprio per questo e non smetterò mai di ringraziare te e l'associazione Un tesoro di cane OdV onlus e tutti i suoi volontari per aver reso la mia vita migliore, per avermi insegnato che non ci si ferma di fronte alle difficoltà quando le cose non vanno subito bene e soprattutto per avermi dato la possibilità di conoscere un mondo per me, fino a quel momento, del tutto estraneo. 

In questo momento sono a casa a scrivere e Speed sta proprio qui accanto a me (come vedete dalla foto), steso sul suo lettino, che dorme e, ormai, non ha più paura di essere abbandonato o lasciato in qualche canile. 

I suoi peli stanno diventando bianchi, ha perso qualche dente, ma per me è sempre quel cucciolone arrivato dieci anni fa e sarà così per ogni giorno di questa storia d'amore, che vivremo insieme e che di sicuro ci ha fatto crescere e diventare così uniti.

Aprire la gabbia di un canile è davvero un gesto d'amore unico e speciale, ma un gesto che facciamo prima di tutto a noi stessi e poi ai nostri amici a 4 zampe. Adottare è una scelta importante, consapevole come prima cosa, arricchente come seconda, perchè un cane dà tutto se stesso per il proprio umano e sono sensazioni che non possono essere spiegate, ma solo vissute.

Un grazie speciale va quindi a Giulia Baliva e a tutto l'équipe di un Un tesoro di cane OdV onlus che rende tante vite migliori, meno sole e soprattutto degne di essere vissute per quello che sono.

@ brinarosa70



domenica 2 febbraio 2020

Fine pena...MAI!

Chi compra un animale commette un doppio errore. Intanto un errore etico e morale, perché l'amore non si compra e non si vende, ma si conquista un giorno dopo l'altro. E, poi, un errore logico, perché per ogni animale acquistato, un altro muore in un canile o gattile e una fattrice continua ad essere sfruttata fino allo stremo delle sue forze.



Chissà perché nell'immaginario collettivo quando pensiamo all'inferno, ce lo raffiguriamo tutti come un luogo all'interno del quale è il colore rosso a dettare le regole, il calore rovente a controllare il ritmo dell'eternità e la presenza di persone, che si sono macchiate nell'anima per colpe di vario genere, a popolare lo spazio.

E, invece, no. L'inferno è altro e non è poi così lontano da noi. L'inferno è un luogo freddo ed umido, dove è il grigio a definire i limiti di uno spazio angusto, in cui sono costretti a vivere cani, che non si sono macchiati di alcuna colpa al mondo, se non quella di essere nati in balia dell'uomo. E così, innocenti proprio per non aver commesso il fatto, sono invece condannati ad un fine pena mai.

Ecco l'inferno è il loro mondo sulla terra, un angolo di pianeta dimenticato, sfruttato da chi quello spazio lo chiama "luogo di lavoro" e non sa più vedere il dolore e la sofferenza, che lo caratterizzano, né, tanto meno, ascolta ormai i latrati disperati, che bucano l'anima e che porti via con te, quando varchi il cancello e riprendi la strada verso casa...Una strada che non è più quella stessa che hai percorso nel viaggio di andata, perché sei tu che non sei più uguale a prima!

Eh si, perché davvero l'inferno lo porti con te, risenti gli  odori di corpi violati e lasciati al loro marcire, rivedi quegli spazi stretti ed angusti, che non hanno altra tonalità se non il grigio scuro, su cui risaltano esclusivamente due chiazze di triste colore: il verde dell'acqua da bere, che ristagna nelle ciotole da chissà quanto tempo, e il marrone della carne, che fa venire il voltastomaco anche solo a guardarla, ma che per chi è condannato all'ergastolo prende, purtroppo, il nome di "pasto".

E, poi, senti i latrati profondi ed incessanti, che squarciano il silenzio di un posto, che sorge lontano dalla città, come se non ascoltare, così il non vedere rendesse possibile cancellare un problema..Ma in questo noi esseri umani siamo imbattibili, come ci piace raccontarci che tutta va bene, mentre invece le cose proprio non vanno affatto.

E, una volta sulla strada di casa, porti con te anche quegli sguardi pieni di speranza, quelle zampe che sbattono contro la rete invalicabile, confine freddo tra un'anima ferita e il resto del mondo, ma soprattutto porti con te quelle code, che ancora riescono a scodinzolare quando ti avvicini a loro e, allora, sì che senti il cuore smettere di battere per un secondo, perché avverti in te tutta la vergogna di appartenere ad un genere terrestre, che sta perdendo la sua empatia e non vede oltre il prezzo di una vita...Una sorta di baratto tra se stessi e un destino, che appare ineluttabile, anche se ancora qualcuno cerca di dargli una sferzata netta e decisa...

Il senso di impotenza, che si prova davanti a tutto ciò, è così tanto avviluppante, che non basta nemmeno portare via, a fine giornata, alcune anime da là, saperle in salvo, renderti conto che hai scelto quelle più fragili, che forse non avrebbero avuto altre possibilità o sarebbero morte, in pochissimo tempo, per malattie già in corso..Malattie ignorate all'inferno, perché tanto che senso ha dover sanare piaghe o dedicare un'attenzione in più ad un cane anziano quando l'unica cosa che conta è il denaro? Un giorno in più di presenza di ciascun animale è un'entrata per la struttura, poi come si va avanti non importa...


Era da tanto tempo che non scrivevo più nulla, ma, dopo una notte di immagini forti, che risalivano con forza alla mente, mentre sentivo il calore di tutti e due i miei cani addosso alla mia pelle, ho pensato che forse lasciare qui le sensazioni provate potesse aiutarmi a trovare un pò di pace...So che non sarà così, so che quello che ho visto forse cambierà ancora una volta il mio modo di fare volontariato, perchè sembra sempre tutto poco rispetto al dolore che esiste nel mondo....
Ma su una cosa avevo bisogno di riflettere e di farlo qui: non si può continuare a comprare un animale, non si può continuare a non sterilizzare, perchè le strutture stanno scoppiano e ci sono migliaia di animali in cerca di una casa e di un calore familiare, che non hanno mai conosciuto...Siamo noi che dobbiamo cambiare tutto e spero che qualcosa si inizi davvero a fare...

E tutto ciò lo devo a Speed, già devo il tutto ad un cane, strano no? Pensiamo sempre di essere noi umani a definire il senso di ogni cosa, ma lui è, invece, il filo conduttore di questa mia storia..Lui che mi ha fatto rincontrare la persona che lo ha salvato ed entrare in questo mondo insieme anche a lei, lui che ogni giorno mi insegna la forza dell'amore e della fiducia, lui che quando ha paura, con il suo sguardo terrorizzato, mi ricorda ancora che una parte di quell'inferno è dentro di lui, perchè non si può mai cancellare del tutto il proprio passato...

Ognuno di noi può fare la differenza adottando, condividendo appelli, facendo volontariato in canile, offrendo stalli...insomma le opportunità non mancano, a noi la scelta e soprattutto la scelta di essere umani nel senso più autentico e profondo del termine!






giovedì 6 settembre 2018

Canili comunali capitolini: presentato un dossier di 50 pagine per avere finalmente delle spiegazioni

Fonte: ADNKRONOS

I canili comunali romani continuano a rimanere un mistero fitto, all'interno del quale è difficile trovare uno spiraglio di luce, a meno che si abbia la ferma volontà, ma anche le competenze giuste, per poterlo fare.

Ecco perché, a seguito del nuovo bando per l'affidamento di tali strutture, lo scorso 6 settembre è stato presentato all'amministrazione capitolina da parte di Simona Novi, Presidente dell'Associazione Mi Fido onlus un dossier articolato in diversi punti, in cui viene analizzata la situazione attuale, che si trovano a vivere i canili di Roma, per tentare di avere finalmente qualche chiarimento e qualche risposta.

Il dossier, che si sviluppa in 50 pagine, mira ad avere finalmente delle spiegazioni rispetto alle diverse incongruenze, che al momento la situazione presenta.

Dalla presenza all'interno dei canili di associazioni non iscritte al registro regionale del volontariato del Lazio (iscrizione che era un requisito non facoltativo, ma obbligatorio per poter operare nelle strutture così come imponeva lo stesso bando), a numeri che davvero non tornano (a fronte di ingressi esigui rispetto agli scorsi anni, percentuali di decessi altamente significative), fino alle attività svolte da volontari, che vanno a sostituire completamente in alcune fasce orarie i dipendenti della struttura, in barba a qualsiasi indicazione sempre contenuta nel precedente bando.

Interessante anche la scelta di dare dei cani in adozione all'estero. Da cosa è stata dettata? sappiamo bene che in altri Paesi la soppressione è una pratica da anni legalizzata, quindi perché mandare oltre confine queste creature?

Il tutto è arricchito da foto, che ritraggono scene di puro orrore rispetto alle condizioni in cui versano gli animali, e di altrettanta incuria e scarso interesse per la loro salute (vedasi cibo somministrato, quale pasta condita con sugo alle olive).


zooplus.it

Insomma qui i conti proprio non tornano e, come la metti la metti, questa storia dei canili e della loro gestione fa acqua da tutte le parti.

Ora si attende una risposta da parte di Rosalba Matassa, Direttore Ufficio Promozione Tutela Ambientale e Benessere Animale, perché siamo tutti stanchi di questa speculazione non solo economica, ma anche - o meglio sarebbe soprattutto - etica.

Cani e gatti, che arrivano in queste strutture, portano già con loro storie di abbandoni e di maltrattamenti, spesso sono feriti, in ogni caso impauriti, se non terrorizzati. Ad ognuno di loro dovrebbe essere riservato un trattamento di accoglienza e di cura e non vanno di certo considerati quale merce idonea al guadagno e nulla più.

Ricordiamoci, inoltre, che i randagi sono animali sotto la tutela e la responsabilità del sindaco e, dunque, questo sindaco dove sta?

Come cittadini, che paghiamo le tasse, abbiamo il diritto e dovere di vigilare su quanto avviene nei canili e se non ci interessa farlo per un senso etico (ossia se non amiamo gli animali), facciamolo almeno per un senso civico: laddove i conti non tornano, a pagare siamo sempre noi, mica qualcun altro. Gli sprechi, le cattive gestioni, i disavanzi ricadono sempre e solo sulle nostre spalle e, quindi, vanno ad appozzare nelle nostre tasche.

Vedremo, ora, cosa risponderanno le istituzioni. 








venerdì 3 agosto 2018

Emergenza abbandoni in Costa Smeralda: ecco l'esercito dei 1000 invisibili in attesa di adozione





In genere quando sentiamo anche solo nominare la Costa Smeralda, immediatamente nella nostra mente iniziano a scorrere immagini piacevoli, che si concretizzano in mare limpido, spiagge calde ed accoglienti, vacanza, relax. 

Oggi, però, mi hanno chiesto di raccontare l'altra faccia di questa parte di Sardegna ed eccomi qui a farlo. 

Sto parlando del Rifugio I Fratelli Minori di Olbia, gestito struttura gestita da L.I.D.A. Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, il quale attualmente ospita circa 700 cani e 230 gatti. 
Numeri importanti, che meritano certamente la nostra attenzione. 

Il contesto in cui operano i volontari non è tra i più facili e c'è bisogno del sostegno di tutti noi per dare una mano. 


Attualmente il rifugio riceve parte degli aiuti da Almo Nature/Fondazione Capellino grazie ai suoi progetti incentrati sulla difesa dei cani, dei gatti e della biodiversità, ma non basta ancora.

In questo caso specifico il progetto in questione si chiama A companion Animal Is For Life e sta producendo davvero ottimi risultati.

Come vedete dalle foto qui arrivano cani in condizione di forte disagio, che richiedono investimenti importanti in termini di tempo e di denaro.

E come sempre anche un piccolo auto può fare la differenza.

D'ora in poi, quindi, quando sentiamo parlare di Costa Smeralda facciamo volare il nostro pensiero non solo al mare e alle spiagge, ma anche a queste creature fragili, che sono in attesa di una famiglia che le accolga, le ami e le protegga per sempre.

Purtroppo ancora c'è  molto da fare per contrastare il randagismo e promuovere una cultura vera e propria finalizzata al benessere animale. Ma noi non ci arrendiamo.

Iniziamo, perciò, proprio con il diffondere le notizie e far conoscere le condizioni in cui versano alcune realtà del nostro territorio nazionale.

Anche quest'estate purtroppo il fenomeno degli abbandoni sta mietendo le sue vittime e non è facile contrastarlo, ma neppure impossibile. La prevenzione rimane il mezzo più efficace, ma, laddove sia troppo tardi, scendiamo in campo a fianco dei volontari, sostenendoli nel loro operato quotidiano  e qui abbiamo un modo concreto per farlo.



martedì 20 febbraio 2018

Presentato il progetto "Zero cani in canile". Una proposta concreta di lotta al randagismo





E' stato presentato lo scorso 15 febbraio in Campidoglio a Roma il progetto Zero cani in canile, che vedrà la collaborazione di diverse realtà insieme, impegnate a vario titolo nel contrasto al randagismo.

Lo scopo dell'iniziativa, che nasce a seguito di un'esperienza concreta già vissuta dalla città di Vieste grazie ai volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Vieste, è, dunque, quello di contrastare in primis il fenomeno della presenza di cani randagi sul territorio, ma soprattutto di svuotare i box dei canili.

Canili che - come ha spiegato Daniele Diaco,  presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, andrebbero nel tempo trasformati in oasi ed affidati ai privati, che fornirebbero servizi quali asili per cani, dog sitting ecc.

zooplus.it
Inoltre i cani, sempre seguendo il modello già sperimentato a Vieste, verrebbero impiegati per le attività assistite con gli animali con anziani, bambini e disabili e questa sarebbe ancora un'ulteriore risorsa da sfruttare.

Un obiettivo importante, dunque, che prevede la collaborazione attiva e duratura nel tempo tra i diversi attori sociali di una rete costituita da cittadini e realtà locali, quali Parchi, Gruppi di azione locale e Associazioni.

Certo per chi ama gli animali e, soprattutto, odia le gabbie e i box dei canili questo sarebbe davvero un sogno.

Un sogno, che tutti noi da tempo rincorriamo e speriamo di poter vedere davvero prima o poi realizzato.

Canili vuoti e cani liberi, accuditi presso le oasi o in una casa, amati e anche utili per la società. Cani ai quali quindi, verrebbe finalmente riconosciuta la loro dignità di esseri senzienti, smettendo di essere meri numeri all'interno di una prigione, che davvero non meritano.

Lo stesso Edgar Meyer, responsabile della delega al benessere animale del Comune di Roma, ha confessato, che assistendo alla presentazione del progetto, condividendo l'entusiasmo di chi ha già sperimentato questa situazione e ne apprezza ogni giorno i risultati, non è riuscito "a trattenere lacrime di commozione".


In questi giorni, in cui l'eccidio perpetrato a Sciacca sta tenendo banco, sentir parlare di progetti di contrasto al randagismo è come veder spuntare un raggio di sole in mezzo ad un cielo grigio e desolato.

E il fatto che già si sia sperimentata una tale condizione in quello stesso sud del Paese, dove la cultura biocentrica sembra non abbia mai messo piede, non fa altro che rafforzare la speranza di ognuno di noi in un mondo migliore, in cui il rispetto della vita sia la normalità e non una chimera irraggiungibile.

Zaro cani in canile, dunque, è l'obiettivo di Roma Capitale e noi continueremo a seguirlo passo passo.

venerdì 26 gennaio 2018

Al via il progetto di recupero dei cani del canile di Roma "Come Amelie"




Al via il progetto di recupero dei cani del canile di Roma intitolato Come Amelie e patrocinato dall'Assessorato alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Roma nelle persone dell'assessora, Pinuccia Montanari, e dal presidente Commissione Ambiente, Daniele Diaco.

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Il nome viene proprio da un cane, Amelie appunto, tratta in salvo dal campo nomadi di 
 Castel Romano e portata nel canile privato di Villa Andreina, dove da subito ha, però, presentato difficoltà comportamentali e di socializzazione.

Dopo alcuni anni trascorsi presso questa struttura, per fortuna Amelie è stata adottata dalla responsabile del Centro Cinofilo MIB, Luisa Talarico, e ora per lei è iniziata una nuova vita.

Il progetto, pertanto, è stata creato proprio con lo scopo di agevolare il lavoro di recupero dei cani ospiti dei canili, i quali spesso presentano difficoltà comportamentali e per questo motivo faticano a trovare delle adozioni. 

Destinatari dello stesso sono volontari di canile interessati a collaborare con noi, diventando membri attivi dell'iniziativa.


Per avere maggiori informazioni in merito e per le iscrizioni potete contattare Luisa al numero di cellulare 339.7161704.

lunedì 23 ottobre 2017

Nonno Lupo e Debora, quando l'amore va oltre il tempo




- Nonno Lupo e Debora - 

Questa è la storia di un'amicizia che ha saputo sfidare il tempo, l'amicizia tra Debora e Nonno Lupo. Dal loro primo scambio di sguardi, alla nascita della loro complicità fino al saluto per l'ultimo viaggio sul ponte dell'arcobaleno.

Ci sono storie in cui ti imbatti per caso, forse colpito da una foto, che ti blocca davanti al monitor e ti spinge verso quel clik in più per entrare dentro un articolo e saperne i dettagli.

Ecco questa è proprio una di quelle storie là.
- Nonno Lupo e Debora -

Curiosavo, come sempre, in rete, quando ad un tratto l'immagine di questo splendido canone disteso sulla spiaggia mi ha bloccata.

Le dita immediatamente hanno iniziato a digitare sulla tastiera con maggior velocità per volerne sapere di più e, così, ho letto la sua storia tutta d'un fiato, travolta da mille emozioni e costretta ad asciugarmi, di nascosto, qualche lacrima, che prepotentemente è voluta in ogni caso scendere giù.

Dopo aver un attimo riordinato le idee e trovato la fonte, ho immediatamente contattato Debora, l'amica umana di Nonno Lupo , chiedendo a lei di raccontarmi la loro commovente condivisione di una parte di viaggio, che ognuno di noi compie in questo mondo e che loro due hanno percorso, passo dopo passo, con intensità, sfidando proprio quel tempo che, sin dall'inizio, sapevano entrambi non sarebbe stato poi così clemente quanto avrebbero voluto.

E Debora, alla quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti, non solo per avermi risposto in un momento per lei sicuramente non facile, ma soprattutto per il miracolo che ha voluto compiere, ossia adottare un cane anziano e regalargli amore, calore e libertà prima di lasciare per sempre questo mondo, mi ha immediatamente inviato una mail.

- Nonno Lupo -
Ecco la loro storia:

"Nonno Lupo ha vissuto per 20 anni nel canile di Soverato, gestito da Serena Voci e Giuseppe Lomanno della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. 

Quando ho iniziato a fare volontariato con loro in questo canile lui era già tra i più anziani, ma non tra quelli che si avvicinano per le coccole e le carezze. Lupo è stato sempre fiero e maestoso, solitario e dal carattere forte, quasi inavvicinabile, una corazza che si era creato probabilmente dopo tanti anni vissuti in un box. 

Ho portato a casa altri cani anziani prima di lui, per regalare loro almeno un ultimo periodo in famiglia ed è stata sempre un'esperienza unica che sono stata felice e onorata di aver scelto di fare. 

Poi Lupo ha iniziato a cedere, la corazza non era più quella di una volta, e abbiamo deciso di aprire il suo box per sempre con la promessa che lo avrei portato finalmente a vedere il mare. E così è stato.

E l'anno dopo lo ha raggiunto anche Ellen, 17 anni, sua compagnia di box che tutt'ora vive qui a casa con me.

- Nonno Lupo ed Ellen - 
Sapevo che Lupo sarebbe rimasto nei cuori di tutti quelli che lo hanno amato in quest'ultimo anno e mezzo, ma non credevo che a condividere le mie stesse emozioni sarebbero state così tante persone. La storia di Nonno Lupo è diventata in qualche modo uno spiraglio di luce e speranza per tutti quei cani anziani che da troppo tempo aspettano dentro un box in canile, ma ha toccato anche i sentimenti di chi ha subito la mia stessa perdita o sa che presto dovrà affrontare quest'ultimo saluto.

Chi adotta un cane anziano sa di avere un tempo limitato ed è questa la cosa che più spaventa, non avere abbastanza tempo e dover sopportare un distacco imminente. 

Il segreto è trasformare questa paura in gratitudine, perché meno tempo si crede di avere e più si è grati per tutto quello che si può vivere insieme, meno giorni si hanno a disposizione e più si impara ad apprezzarli, uno alla volta. 

Questa è una lezione che spesso dimentichiamo e che i cani anziani invece riescono a mettere in pratica.

Adottare un cane anziano è un gesto nobile tanto quanto adottare un adulto ed impedirgli di invecchiare in canile. Mi auguro che il messaggio di Lupo possa far riflettere e se anche un solo cane anziano uscirà da un canile grazie alla sua storia saprò che continuerà a vedere il mare attraverso gli occhi di chi non ha smesso mai di sperare
".

zooplus.it

Non credo che servano altre parole. Debora con le sue ha già detto tutto.

Adottare un cane è un gesto d'amore unico e speciale, ma adottare un cane anziano lo è ancor di più. Spero che questa storia possa essere letta da tutti coloro che stanno pensando di acquistare un cucciolo per il prossimo Natale per farne uno splendido regalo. La vita non si compra e non si dona!


Se proprio decidiamo di fare un gesto nobile, quale è quello di aprire le nostre porte ad un nuovo amico, scegliamo canili, gattili e rifugi, dove alcuni animali sono in attesa da anni di essere portati via per conoscere il calore di una casa, vivere la spensieratezza di trovare sempre una ciotola piena e, soprattutto, e godersi il piacere di mille carezze.
- Nonno Lupo -

Nonno Lupo grazie a Debora ha conosciuto tutto ciò, insieme anche alla sua amica Ellen. 

Ora da lassù sul ponte ci guarderà e veglierà sulla sua amica umana, che è stata così coraggiosa da sfidare la morte, pur di aprire la sua gabbia...E Debora e Nonno Lupo questa battaglia l'hanno già vinta: non muore mai ciò che rimane nei nostri cuori e lui è qui!

Grazie Nonno Lupo. Grazie Debora e buona vita a te e ad Ellen, che sia un camminare insieme ricco d'amore e di serenità.

Sabrina Rosa

martedì 17 gennaio 2017

Polizia e forza per varcare la soglia del canile di Muratella a Roma. Ecco il biglietto da visita del nuovo gestore



E alla fine sono entrati. Si, con la forza e l’aiuto delle Forze dell’Ordine, ma sono entrati all’interno del canile Muratella di Roma i nuovi gestori.

Si tratta della società Rifugio Agro Aversano, che , ancora un volta come già successo con la Mapia, è stata preceduta dalla propria fama, ancor prima che dei propri esponenti. Fama negativa ovviamente…se mai qualcuno avesse potuto pensare il contrario.

Così, da quanto testimoniano gli ex operatori ancora presenti sul posto mediante le foto e le video interviste pubblicate anche poco fa sulla pagina facebook “Io Me Ne Occupo”, sembra che mentre gli uomini litigano, gli animali di certo non se la passano meglio.

Infatti i gatti ospitati nel Punto di primo Soccorso (che sono rimasti fuori dal bando) non sarebbero stati accuditi, nonostante le loro gravi patologie, rimanendo, quindi, non solo senza terapie e senza cibo, ma anche senza acqua . I cani, invece, alle 12.00 non avevano ancora mangiato e le loro grabbie erano completamemte sporche.  I nuovi operatori non sono in vesti professionali, ma jeans e scarpe da ginnastica, quasi come ad una visita di cortesia. Gli ex operatori non hanno avuto neppure una richiesta di riassorbimento.

La cosa non va, proprio non va…sotto ogni punto di vista.

Da giorni anche Simona Novi, volontaria per gli animali a Roma dal 2000, presidente AVCPP dal 2007 al 2015, sta tentando di dar voce a tale disagio, ma nulla...

zooplus.it
La questione dei canili romani sembra essere senza fine e, soprattutto, senza pace per i poveri cani e gatti ospitati all’interno della struttura.

La domanda che mi pongo è: ma se fino a qualche giorno fa, in una nota ufficiale, gli stessi Pinuccia Montanari, Assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale, e il deputato Paolo Bernini, a seguito di una visita a Salerno in una struttura gestita proprio dalla società Rifugio Agro Aversano, hanno definito non a norma le condizioni in cui erano tenuti gli animali, ora come è possibile pensare che nella Capitale si possa proporre qualcosa di diverso?

In rete da tempo balzano e rimbalzano notizie allarmanti sul futuro di questi animali e ora anche i principali quotidiani nazionali sembrano cominciare ad esserne interessati.

Qui cambia bandiera, ma il resto sembra sempre immutabile. Un’inerzia paludosa all’interno della quale cani e gatti (in primis quelli più fragili, malati e anziani) rischiano di essere lentamente, ma inesorabilmente risucchiati.

Con loro anche i precedenti dipendenti…ex volontari…chiamateli come volete: chi fino ad ora si è occupato degli animali!

Personalmente a me non interessa nulla né dei colori politici, né delle etichette, che gran parte della gente si ostina a mettere addosso a cani, gatti, conigli e a qualsiasi altra forma di vita, quasi che un innato delirio di onnipotenza spinga alcune persone a credere che un animale sia proprietà privata. Ma in fondo lo fanno anche molti uomini con le loro donne, quindi…

Ma da cittadina romana e animalista mi preme sottolineare alcune cose. Intanto, finché i canili saranno comunali, benché dati in affidamento a società ed enti terzi, sono proprietà (visto che ci piace tanto questa parola!) di chi paga le tasse, quindi nostra. Di conseguenza non è pensabile che si vieti l’ingresso, che non si sappia o – peggio ancora – che non si debba sapere cosa accade all’interno di queste strutture.

In più è assurdo che nell’eterna lotta al potere, anche questa ancora fortemente in auge, ci rimettono gli animali – come sempre – perché non hanno difese.
Sempre in rete in questi momenti ci sono appelli e corse all’adozione. Ma questa può essere la risoluzione? Non credo…non potremmo mai adottare tutti gli animali, che sono nei canili romani. E poi, se anche lo facessimo che avremmo risolto? Ne metterebbero degli altri e non è che questo gioco al rilancio aiuterebbe nessuno…

La domanda dunque è: Sindaca Raggi che pensa di fare? Ci ignora, come hanno sempre fatto anche quelli prima di Lei?

Vedremo..nel frattempo ci tengo a precisare un’ultima cosa: nei giorni scorsi ho scritto più volte alla società Rifugio Agro Aversano, anche sulla loro pec…risposta: il silenzio!


Se questo è l’esordio, il proseguo sarà tutto un divenire.


Sabrina Rosa

giovedì 12 gennaio 2017

#aiutiamoadaiutare Emergenza neve e gelo, servono aiuti anche nel Lazio

- Foto presa dal Quotidiano del Molise -

Continua ancora l'emergenza neve e, mentre la macchina dei soccorsi volontari si mette in moto, un'altra ondata di gelo polare si prepara ad attraversare il nostro Paese, aggredendolo con tutta la sua furia.

Molti canili e rifugi del sud sono stati raggiunti dai volontari ed hanno ricevuto cucce, pappe, coperte, grazie all'impegno portato avanti dai vari centri di raccolta.

Al momento sembra che, anzi, in alcuni di questi si stia riuscendo a tamponare la situazione e continuano a partire camion con aiuti vari.

Ma per un ricovero che si risolleva un pò, molti altri cadono in ginocchio. Quindi ora è importante anche comprendere se ci sono e quali sono i rifugi del Lazio che necessitano di aiuti, in modo tale da organizzare nuove raccolte.



Come sempre servono:

  • coperte
  • cartoni
  • cibo umido e secco
  • maglioni di lana
  • medicinali
  • stalli ed adozioni


Se avete nomi di rifugi e ricoveri in difficoltà da segnalare inviate una mail all'indirizzo: lecronacheanimali@gmail.com oppure contattate su facebook Stefania Federfida Pierleoni o, ancora, inviate un messaggio su wa al numero 338.9087653, indicando nome e cognome di un referente e il nome della struttura, con relativa ubicazione.

In tal modo creeremo una lista ufficiale di strutture, che poi passerà ai volontari.

Spargendo voce è davvero possibile dare una mano a più ampio raggio. Ma non solo. Oggi, possiamo anche dare un nuovo senso ai social: non solo mera futilità, ma ora vero tam tam virtuale, che in una frazione di secondo raggiunge ogni angolo di Italia!

Questo è senza ombra di dubbio un periodo duro e difficile, ma per fortuna nei casi estremi - e questo è proprio uno di essi - l'umanità riesce a rispolverare il suo lato più vero, quello che si ridesta e si mette a disposizione delle vite, senza soffermarsi alla loro forma.

Negli ultimi giorni ho conosciuto tantissime persone e sono iniziati scambi e collaborazioni, così come se ci si conoscesse da sempre, anche senza essersi mai incontrati. Il vero volto del volontariato, quello che sa andare oltre ogni egoismo per incontrare l'altro nella sua essenza più vera eccolo quindi che riappare.

Tante persone hanno donato coperte, cibo, medicine... Moltissime altre hanno aperto le loro case ai cani, salvandoli da condizioni di morte sicura.

Gesti importanti...grazie a tutti! Ogni vita salvata è un dono per il nostro pianeta e per ognuno di noi!


Sabrina Rosa



lunedì 3 ottobre 2016

Serata UADA: vanno in scena le emozioni



Ancora un fine settimana ricco di emozioni quello appena trascorso, tra nuove amicizie e sapori speciali reinventati per l'occasione.



Si, un'occasione particolare, che ci è stata offerta venerdì 30 settembre, in occasione della raccolta fondi per i volontari di UADA (Un Atto d'Amore onlus).


Così nel cuore di Monteverde, un quartiere storico della Capitale, noto per aver dato ispirazione ai racconti di moltissimi autori italiani (chi non ricorda gli edifici di Via Donna Olimpia, ad esempio, che accolgono i personaggi pasoliniani di Ragazzi di vita?), abbiamo trascorso alcune ore davvero piacevoli.



All'interno del locale Veggie Days, tra una portata e l'altra del cuoco Filippo Rignanese (ai quali vanno tutti i miei più sinceri complimenti, soprattutto per la sua carbonara veg e che con l'occasione abbiamo anche intervistato!), abbiamo ritrovato vecchi amici e conosciuto nuove persone, tutti a vario titolo impegnati nel cercare di dare un senso più profondo ad una quotidianità, che non sia quella dei più.






Inoltre non potevamo non provare anche le splendide birre artigianali del locale, come potete vedere dalla foto a sinistra, in cui ci siamo tutte: staff femminile al completo!




Abbiamo, quindi, sfruttato al meglio l'occasione proprio per parlare un pò con i volontari di UADA, che si occupano di far uscire i cani, con particolare attenzione a quelli più anziani, dai canili per poi trovar loro una famiglia, nel migliore dei casi, ma anche rifugi o stalli casalinghi, indispensabili dove ci sono animali più fragili.

Una mission delicata la loro, che richiede tempo, energie e anche fondi, dal momento che non sempre si trovano stalli che ospitano gli animali gratis, oltre agli altri costi da sostenere.

Ed è per questo che si è pensato ad un'apericena quale occasione di fund raising.

Per fortuna la risposta sembra sia stata buona, dal momento che la gente c'è e partecipa, con tanto di favolosi amici quadrupedi a seguito (a proposito il cane nero, simil bracco, che vedete nella foto in alto, proviene da Amatrice ed, essendo rimasto senza famiglia, è in cerca di adozione).

E l'occasione nell'occasione è stata anche la presentazione, a fine apericena, del testo Ti sto aspettando, scritto da Alessandra Bernardo.

Il libro - come ci spiega la stessa autrice -, racconta le storie di alcuni dei cani ospiti di diversi canili di Roma (come Muratella, ex Cinodromo o, ancora, ex Poverello).

Alessandra, che era volontaria presso il canile La Valle dei Cuccioli, chiuso nel 2012, svolge ora la sua attività, sempre do volontariato, presso il rifugio Code Felici.

Parte del ricavato della vendita del testo andrà, perciò, proprio a sostenere le spese che richiede il volontariato all'interno del canile, per cui magari mettiamo anche questo libro nella lista dei regali utili da fare a Natale.


Il tempo, come sempre, è volato e, proprio come sempre, ognuno se ne è andato a fine serata un pò più ricco. Nuovi nomi da inserire tra i contatti della rete, nuove risorse con cui collaborare, nuove conoscenze e, soprattutto, tanta voglia di fare.

A breve tornerà il freddo, quello più intenso. All'interno dei canili, dove la vita è già difficile, l'inverno è davvero un periodo duro. Cercare di trovare casa ai piccoli e grandi amici è un obiettivo importante da raggiungere, per cui con il blog facciamo quello che è possibile per aiutare anche UADA.

Un mondo senza gabbie è il nostro sogno e, in attesa che si realizzi, cerchiamo di rimboccarci le maniche.

Ne approfitto anche per ricordare che abbiamo ripreso la raccolta di coperte e di asciugamani, nonché di cibo, guinzagli, pettorine, cucce usate e medicinali per i rifugi, quindi se avete qualcosa da domarci potete inviare una mail all'indirizzo di posta elettronica, che trovate in fondo all'articolo o contattarci sulla nostra pagina facebook Le cronache animali.

E con queste nuove energie affrontiamo la settimana entrante sperando che porti buone nuove.







Sabrina Rosa



Le foto dell'articolo sono tutte di Marco Baldi, se ne volete una copia inviateci una mail e ve le invieremo.